11 May 2012

Noa's concert in Lehavot Haviva, Israel

nini12

אחינועם ניני במופע "ארץ, שיר"
בליווי גיל דור- גיטרות והפקה מוזיקלית ורביעיית המיתרים דורליר

חן שנהר- כינור, ניצן קנטי- כינור, איל קלס- ויולה, הילה קרני- צ'לו

שירים מהאלבום החדש והמצליח "ארץ, שיר" בתוספת הלהיטים המוכרים של אחינועם.

לאתר של אחינועם ניני http://www.noasmusic.com/heb


7 May 2012

Noa's concert in Verona, Italy


Bisogna guadare da lontano per capire il valore di quello che si ha vicino. «Se penso alla situazione non certo positiva del mio Paese, Israele, mi assalgono tristezza e sconforto», ha spiegato l'altra sera al teatro Filarmonico la cantante/musicista Noa, durante il suo concerto a favore del Fondo per l'Ambiente. «Ma quando penso all'Italia, mi torna la speranza perché vedo la bellezza del vostro Paese. Lo so che voi italiani, che ci vivete da sempre, vedete i lati negativi. Ma io, da israeliana, ne apprezzo le cose belle, la natura e l'arte. E per questo voglio ringraziare il Fai che protegge questa mia bella Italia, quella che considero la mia seconda patria». Lo spettacolo di Noa al Filarmonico si racchiude in queste parole che possono essere applicate a tutto il nostro immenso (sì, se ci pensate è così) patrimonio artistico, canzone napoletana compresa. E senza dimenticare le implicazioni storiche sociali. Perché nel salotto buono di Verona, come chiamano in tanti il Filarmonico, un'artista del Medio Oriente è venuta a ricordarci che dobbiamo apprezzare prima e curare poi una tradizione artistica di valore emozionale incommensurabile. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegarlo: basta ascoltare Noa che intona I' te vurria vasà per arrenderci alla sua voce particolare ma soprattutto alla straziante portata emotiva della canzone. Logico che un disco come Noapolis, da cui sono tratte molte canzoni (come Era di maggio, Fenesta vascia) presentata l'altra sera, l'israeliana l'abbia inciso con il partenopeo dei Solis String Quartet, sul palco del Filarmonico con il chitarrista maestro Gil Dor. Noa ha commosso tutti quando ha ricordato la sua famiglia, emigrante due volte, dallo Yemen a Israele e poi a New York, prima di eseguire la struggente Santa Lucia luntana («Partono 'e bastimente pe' terre assaje luntane...») e ricordare, con il suo canto che anche noi, soprattutto noi italiani, siamo stati nell'ultimo secolo un popolo di migranti. Il suo set, oltre a ricordare le nostre radici culturali, ha spiegato in musica la comunanza dei popoli e la labilità dei confini: canzoni yemenite, brani israeliani per bambini cantati come fossero romanze, parole arabe in strofe israeliane, titoli come Mishaela e Shalom shalom, suoni dell'Italia del Sud e del flamenco (davvero notevole come strumentista Dor - ascoltare la sua chitarra acustica è un concerto nel concerto…) e un'Ave Maria, concessa come ultimo bis (dopo l'hit Beautiful that way da La vita è bella, immancabile), in cui fluiscono latino, inglese, ebraico, in un mix di lingue dove non s'avvertono differenze.  Due solo le note meno che positive della serata: il Filarmonico mezzo vuoto (ma ci aspettiamo che qualcuno dica che era mezzo pieno…) e l'acustica non eccelsa (perché non pensare a un'amplificazione che tenga presente la struttura del teatro e la posizione del pubblico?).
Giulio Brusati








La cantante israeliana Noa
Occidente e Medioriente, Napoli e Tel Aviv, il Mediterraneo e New York, l'Italia e Israele. La musica di Noa avvicina popoli, continenti e luoghi, e lei è l'artista perfetta per rappresentare il Fondo Ambiente Italiano che stasera utilizzerà il teatro Filarmonico (dalle 21 in poi) per uno spettacolo di raccolta fondi. Noa si esibirà con il musicista jazz Gil Dor e il Solis String Quartet. Ci sono ancora biglietti disponibili: per informazioni e prenotazioni: FAI 02.467615237, numero verde 800 907080. Per il circuito prevendite online visitate www.helloticket.it e www.vivaticket.it.


Noa, lei questa sera si esibirà per il Fondo che tutela il paesaggio e il patrimonio ambientale italiano. Cosa le piace dell'Italia?
Il vostro Paese è magia pura. Amo così tanti luoghi dell'Italia che non saprei dirne solo uno: la Sicilia, la costiera amalfitana, Capri, Roma, il Salento, Aosta... Ma la vera gemma per me è Panarea, dove negli ultimi anni trascorro sempre le vacanze. Mi sono innamorata di quest'isola.


Marvin Gaye in Mercy mercy me, nel capolavoro anni '70 What's going on, è stato tra i primi artisti pop a usare la parola ecologia in una canzone. C'è qualcosa del genere anche nel suo repertorio?
Ah, quanto amo Marvin Gaye! E quella canzone mi piace moltissimo. Non ho mai scritto nessun brano che tratta direttamente della cura dell'ambiente ma ho una forte passione per la natura, sia nel mondo fisico che in quello spirituale. In Israele sono coinvolta nelle attività di molte importanti organizzazioni che combattono per difendere il paesaggio della nostra nazione. E da sempre porto i miei tre figli in mezzo alla natura e cerco, con lunghe escursioni, di far crescere anche in loro l'amore per il mondo naturale.


Lei nel 2011 ha pubblicato l'album Noapolis, nel quale ha affrontato in napoletano brani famosi della canzone classica partenopea. Ma quanto dista Napoli dalla sua città natale, Tel Aviv, dal punto di vista musicale e non solo?
Non molto. Queste due città hanno molti elementi in comune: il ritmo e il dramma della vita, la malinconia e la poesia, la purezza e il dolore, la diversità e la bellezza, il sarcasmo e la profondità della gente.


Verona è una città diversa, anche se il mito su cui poggia, quello di Giulietta e Romeo è universale, no? Potrebbe essere la metafora di... che cosa?
La storia di quei due amanti è eterna: l'amore contro tutto e tutti, il sentimento che supera gli ostacoli, un amore che arricchisce ma alla fine distrugge. Forse è la metafora di tutti quei giovani che sono sacrificati sull'orrido altare della violenza e della guerra per poter otterene la pace e la sicurezza per gli altri...


Nel suo show di stasera ci sarà posto per canzoni d'amore? Come sarà la scaletta?
Al Filarmonico ascolterete una rassegna delle mie migliori canzoni e alcune selezioni dal disco Noapolis. Con me ci sarà Gil Dior, mio maestro da 22 anni, da quando ci siamo incontrati alla Rimon School of Music. Lui ed io siamo una vera squadra: componiamo, arrangiamo e suoniamo insieme. Ma soprattutto sogniamo le stesse cose. Sono stata fortunata a incontrarlo. E poi con me ci saranno i musicisti del Solis String Quartet: Vincenzo Di Donna (violino), Gerardo Morrone (viola), Luigi De Maio (violino) e Antonio Di Francia (violoncello). E ci sarete anche voi, perché siete tutti invitati.
Giulio Brusati

COSTO DEL BIGLIETTO Iscritti FAI da 18 a 70 Euro; non Iscritti FAI da 20 a 80 Euro Per informazioni e prenotazioni: FAI – tel. 02.467615237 AMIT – Numero Verde 800 907080 Circuito prevendite VIVATICKET www.helloticket.it e www.vivaticket.it



Concerto straordinario di raccolta fondi a favore del FAI per la tutela e la valorizzazione dell’arte e della natura italiane NOA con GIL DOR e il SOLIS STRING QUARTET
Il Teatro Filarmonico di Verona regalerà un’incantevole cornice per un progetto musicale dal respiro internazionale che vedrà esibirsi, lunedì 7 maggio 2012 alle ore 21, la celebre cantante israeliana Noa accompagnata dal chitarrista Gil Dor e dal Solis String Quartet a favore del FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Un evento imperdibile che permetterà di dedicare una serata musicale alla raccolta fondi per la tutela e la valorizzazione dell’arte e della natura italiane. Questo straordinario sodalizio musicale offrirà la possibilità di ascoltare le intense melodie di questa magnifica artista, capace di mescolare armoniosamente jazz, rock e suggestioni mediorientali. Da sempre sensibile al tema della pace e dei diritti umani, Noa ha partecipato a numerosi eventi che testimoniano il suo impegno sociale e in quest’occasione offrirà la sua incredibile voce per sostenere concretamente il FAI nella sua missione di tutela dell’arte, della natura e del paesaggio italiani. Verranno proposti numerosi brani del repertorio di questa poliedrica artista, arricchiti dalla presenza del chitarrista Gil Dor e del Solis String Quartet. Questo eccezionale connubio artistico assicurerà una serata caratterizzata da una lettura musicale assolutamente creativa e inedita che saprà coinvolgere emotivamente il pubblico. Il FAI ringrazia per il sostegno BNL – Gruppo BNP Paribas e per la preziosa collaborazione alla realizzazione dell’evento l’Accademia Filarmonica di Verona. Con il Patrocinio di Comune di Verona e Provincia di Verona. Si ringrazia inoltre Serate Musicali - Milano.
Noa
Noa debutta sui palcoscenici di tutto il mondo nel 1994 con la pubblicazione del suo primo album internazionale, intitolato “Noa”. Nello stesso anno, è la prima cantante di religione ebraica a esibirsi in Piazza San Pietro, alla presenza del Papa e di oltre centomila persone: la sua performance testimonia la ripresa delle relazioni diplomatiche tra lo Stato Vaticano e Israele. Nel 2000 si esibisce al Festival di Sanremo con il brano “Beautiful That Way”, tema portante del film pluri-premiato agli oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni. Chitarrista di talento e fama internazionale, Gil Dor, collabora con Noa dal 1989, anno del loro primo incontro. Il Solis String Quartet nasce dall’incontro magico in terra napoletana di quattro compositori e arrangiatori: Vincenzo Di Donna (Violino), Gerardo Morrone (Viola), Luigi De Maio (Violino) Antonio Di Francia (Violoncello).

4 May 2012

Noa's concert in Tel Aviv (Israel)


מופע חדש "ארץ שיר" בליווי רביעיית מיתרים גיל דור- גיטרות והפקה מוזיקלית ורביעיית המיתרים דורליר חן שנהר- כינור, ניצן קנטי- כינור, איל קלס- ויולה, הילה קרני- צ'לו שירים מהאלבום החדש והמצליח ארץ שיר בתוספת הלהיטים המוכרים של אחינועם.

1 May 2012

Noa guest at Boby McFerrin concert in Tel Aviv (Israel)




Bobby McFerrin is one of the most diversely talentedand appreciated artists the music world has seen. He is best known for his unique vocal techniques and singing styles, which include rapid switches between modal and falsetto registers and multiphonic singing.

As the official host of the White City Music Festival, Bobby McFerrin will host several leading Israeli artists in his show - "Bobby Meets Israel", displaying a superb musical collaboration between McFerring and other artists.







24 April 2012

Noa's performance at Memorial Day events for Jewish and Palestinian families. (Tel Aviv, Israel)








A Facebook group is calling for a boycott of the popular Israeli singer Noa.
More than 3,500 members have signed on to the group, which launched following her performance last week at an alternative Memorial Day event for bereaved Jewish and Palestinian families. Many of the members have called the singer insulting names playing off her name.
Noa, whose name is Achinoam Nini, says she is shocked by the negative reaction to her performance.
“I am just shocked by this stupid and ugly distortion,” Nini posted on her Facebook page. “I sang at an alternative ceremony, at which Jews and Arabs remember and cry together for their loved ones who were lost in the ongoing war between us.”
Nini called the ceremony “moving,” and marked by “unity, understanding, empathy, and especially peace.”
Combatants for Peace, a joint Israeli-Palestinian group that originally was comprised of former Israeli soldiers and Palestinian militants, organized the alternative ceremony.
In a blog post following the start of the campaign against her, Nini wrote that “Israel is now going thorough one of the darkest periods of her short history. The amount of brainwashed people walking the streets here, the amount of RACISM and blind hatred, is simply mindboggling (and this goes for both the Jewish and the Arab population within Israel). I am but one of a long list of people and organizations with views similar to mine who have been bashed, banned, ostracized, ridiculed and marginalized, virtually OUTLAWED, since the present right-wing government has been in office.”
The singer called on Jews and Israelis to neither blindly criticize nor support everything that Israel does and to support organizations calling for peace. Her list of such organizations includes J Street, One Voice and the Abraham Fund.


Read more: http://www.forward.com/articles/155525/pro-peace-israeli-singer-faces-boycott/#ixzz1tcC1us5R



MIVASSERET - It was cold enough on the eve of Memorial Day that at one point the muscles of my jaw cramped shut. It was cold enough and dark enough that something in the specifics of the pain and the paralysis made sense. It was a night to say nothing. To listen and to feel. To feel for one family. To take in anew the awe and the horror in an entire country struck mute by its own air-raid sirens.
The people of this town facing Jerusalem had gathered to recall the more than 100 loved ones Mivasseret has lost to war and terrorism. But they were there in particular to mourn its most recent tragedy. A soldier we killed by ourselves.

Everyone in town, it seemed, had known Hila Betzaleli, who as a youth had volunteered for ambulance duty with the Magen David Adam rescue service, later becoming a senior medic and a mentor for other medics in the army. They knew the kind of person that she was. The true heart of this country. The sort of person who explains why and how this country continues to exist. The sort of person this country was built on, and survives because of, and seldom if ever pays attention to. Until nights like this one, when it is already too late.
Near her base in the Jordan Valley, Palestinians knew that if relatives needed urgent medical attention, they could come to where Hila served. "In the last case," her mother told a local paper a few days after her death, "Hila phoned and told me that people had left a four year old girl, burned all over, at the gate, and disappeared. Hila wasn't the duty medic at the time, but she ran there, of course, and began working to save the girl's life. Human life was her holy of holies, it made no difference if it was the life of an Arab or of a Jew, whatever their politics."
We killed Hila. We killed her on Holocaust Memorial Day by not taking minimal responsibility for this life which took so much responsibility for others. This is the New Israel which privatized and profitized even the central ceremony of Memorial Day and Independence Day. This is the darkness and the coldness of this New Israel, incapable even of keeping warm lights in the air long enough to keep them from falling to earth and killing Hila Batzaleli
It was this New Israel of ours, the dark side of the start-up nation, shorn of its kid leather executive driving gloves and the thin permanent film of a smile. This is the darkness which takes the best that Israel has, its young people of warmth and goodwill and talent, and chews them up and spits them down like so many dishonored contracts.
That same day, down the mountain from here, Achinoam Nini, known internationally as Noa, another Israeli woman of rare love of country, was working to make this a more human, a better place for the people – the peoples - who live here.


She sang for the tens of thousands who gathered in Rabin Square to commemorate fallen soldiers. And she sang, as well, for the thousands of Arabs and Jews who took part in the Alternative Memorial Day service organized by the remarkable Combatants for Peace movement, founded by Israelis and Palestinians who once bore arms against each other.









Remarkable, and yet necessary and, in fact, thoroughly natural. We are all of us bereaved. We are all of us combatants. We are all of us victims and heroic and flawed and human and deserving of peace, of respect, of hope, of life. Of healing. Healing is what Hila Betzaleli's life was about. And Achininoam Nini's as well.
In the end, the efforts to boycott and ban and ostracize Achinoam Nini - the terrible slurs hurled at her in recent days by people who believe that to support Israel is to keep your hand cramped into a fist - have this to teach us: There is no weapon on earth more powerful and more dangerous than the human voice. When a human voice becomes a vessel in the service of change, a lever in the service of good, stand back.


That is why there is so much passion and, often, so little sanity, in efforts to silence it. Something is about to move. And when it does, someone will be threatened.
The hard left and the hard right want you to believe that the true heart of this country is the firebrand with the gun and the gospel and the jones for what is, in deed, someone else's land.
But it is Hila Betzaleli and Achinoam Nini who are the true heart of Israel. This is the heart which needs support and protection and recognition. This is the heart which saves rather than savages. This is the reason that there's still an Israel to love.

Jerusalén. (Efe) - Ahinoam Nini, más conocida fuera de Israel como Noa, es objeto de un boicot en Facebook por haber participado la semana pasada en un acto en recuerdo de víctimas árabes y judías del conflicto de Oriente Medio.


El boicot lo ha emprendido en la popular red social un grupo que le acusa de haber cantado por terroristas en el Día en memoria de los soldados israelíes y las víctimas del terrorismo (Yom Hazicaron, en hebreo), según informa la edición digital del diario Haaretz.


La cantante, según el diario, participó en un acto alternativo que, en lugar de recordar únicamente a las víctimas judías del conflicto palestino-israelí, también rendía homenaje a las víctimas árabes.


"Estoy sencillamente conmocionada por esta distorsión estúpida y desagradable", dice en su página de Facebook la cantante, conocida por sus posturas pacifistas y que en 2010 concursó en Eurovisión con la árabo-israelí Miri Awad con la canción There must be another way (Debe haber otro camino).


"En la ceremonia, judíos y árabes recordaron y lloraron juntos a sus seres queridos que han muerto en la continua guerra entre los dos pueblos", según la artista. "La ceremonia fue conmovedora (..) Fue un ejemplo de unidad, entendimiento, empatía y paz", prosigue la artista, que en un tono provocador alega que, si cualquier árabe es un terrorista, entonces, sí, ha cantado por los terroristas. No obstante, agrega: "Por la misma moneda, cualquier israelí es un asesino. ¡Vamos, que estaba en buena compañía!".


El grupo que exhorta al boicot de la cantante cuenta ya con unos 3.500 seguidores, y en la página se refieren a ella como 'Aji-zevel' y 'Aji-goal', una combinación de su nombre con los términos hebreos 'mierda' y 'repulsiva' respectivamente. También exhortan a una manifestación en el próximo lugar en el que actúe.


Ofer Pesenzon, director artístico de Noa, dijo al diario que lo que más le ha sorprendido es la intensidad, y no el estilo de la protesta. "Dios nos libre, este criticismo viene de la extrema derecha y de gente que no sabe de lo que habla", subrayó. El boicot del grupo israelí se suma al que la cantante debió afrontar hace tres años, esta vez de grupos pro palestinos, en un concierto en Barcelona con motivo de la Diada.


Las protestas la encabezaron entonces medio centenar de activistas de la Plataforma Aturem la Guerra, que protestaba el apoyo que ella había expresado meses antes a la ofensiva israelí en Gaza 'Plomo fundido', en la que murieron unos 1.400 palestinos y 13 israelíes.


En un improvisado discurso en el escenario, Noa lamentó la sangre vertida en Oriente Próximo, defendió el diálogo como solución al conflicto y terminó con una sentida declaración de que su sueño es estar presente y cantar en la firma del tratado de paz entre Israel y Palestina.

13 April 2012

Noa's concert in Herzeliya (Israel)

גיל דור- גיטרות והפקה מוזיקלית ורביעיית המיתרים דורליר חן שנהר- כינור, ניצן קנטי- כינור, איל קלס- ויולה, הילה קרני- צ'לו שירים מהאלבום החדש והמצליח ארץ שיר בתוספת הלהיטים המוכרים של אחינועם.