Anything about Israeli Singer Achinoam Nini (Noa), This blog is a continuation of the project to create Data Base about Noa's career called "Noa's Museum". (You can find information about it on www.noasite.net) All the material published on Noa's Museum is exclusively owned by the authors of the pictures, articles, websites and are used with no intention of infringement of copyrights and without any commercial purpose.
LIBANO: NOA, SIRIA E IRAN SONO PERICOLO PER MONDO INTERO (AGI)- Roccelletta di Borgia (Catanzaro), 23 ago. - "Sono felice quando arriva il cessate il fuoco, perche' spero che non riprenda mai piu'. Purtroppo la comunita' internazionale non si rende conto del grave pericolo costituito da Siria ed Iran per il mondo intero. Con il Libano mi auguro forse sara' piu' facile ora aprire un dialogo. La pace deve essere preservata con l'aiuto della coalizione internazionale. A volte, sembra che si perda tempo, si attenda, senza rendersi conto della gravita' costituita dall'atteggiamento di alcuni Paesi. Noi siamo per la pace". Lo ha detto la cantante israeliana Noa, incontrando i giornalisti prima del concerto che ha tenuto nel parco archeologico di Scolacium, a Roccelletta di Borgia. (AGI) Si 231233 AGO 06 .231236 AGO 06 |
| Musica: in duemila al concerto di Noa a Parco Scolacium
Nel repertorio anche brani storici tradizione napoletana (ANSA) - CATANZARO, 23 AGO - Almeno duemila persone hanno applaudito al Parco archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia la cantante israeliana Noa. L'artista era accompagnata dalla sua band e dai Solis Quartet nell'ambito della rassegna Fatti di Musica 2006. La performance ha spaziato su un repertorio vastissimo con la presentazione di alcuni brani storici della tradizione napoletana che saranno inclusi nel suo prossimo album. La serata si e' conclusa con l'esecuzione dell'Ave Maria. Ansa |
omenica 20 agosto, ore 21.30, Palais di Saint Vincent - AO
Per informazioni, prevendita e prenotazione biglietti:
Castello Reale di Sarre, punto IAT - tel e fax 0165.257854
I biglietti acquistati per il concerto del 25 luglio non utilizzati, dovranno essere cambiati, senza alcun sovrapprezzo, presso il punto IAT o direttamente alla cassa il giorno stesso del concerto. Il 20 agosto 2006 la
n attesa del nuovo compact disc, Noa racconta di passioni e di pace
Achinoam Nini, che in ebraico significa sorella di pace, meglio conosciuta come Noa, si presenta esile e determinata, è capace di lasciarsi affascinare ma allo stesso tempo resta lucida nell'analizzare e decidere. Oltre che per la voce duttile e morbida, è molto nota per il suo impegno a favore della pace e dell'unione tra i popoli, che la porta a sostenere molti enti e associazioni, come Peres Center for Peace - Children's Health, Children Action, Food and Agricultural Organization of the UN, Geneva Initiative - Ending the Israeli Palestinian Conflict, The People's Voice, Peace Now, TA'AYUSH - Arab Jewish Partnership.
«Ho iniziato ad amare la musica napoletana - racconta Noa - soprattutto grazie ai miei amici del sud Italia, non solo musicisti ma anche molte persone con cui lavoro. Amo molto il sud Italia, per me nelle canzoni napoletane c'è un sentimento universale: si parla ad esempio di emigranti. Tutto sommato anch'io vengo da una famiglia di emigranti che si è trasferita in America ma ha sempre sognato di tornare a casa. La musica napoletana per me è bellissima: abbiamo scelto le canzoni innanzitutto in base alla musica. Ne abbiamo ascoltate tantissime, antiche e nuove, dal Cinquecento-Seicento fino agli anni Sessanta di Murolo. Ascolto molto la musica di Gilda Mignonette, Roberto Murolo, Fausto Cigliano. Per me questo progetto è molto importante. E' un regalo per l'Italia e anche per me».
La cantante israeliana, che è tornata in patria solo dopo i sedici anni per assolvere l'obbligo militare, ha una grande opinione del nostro Paese: «L'Italia è la mia seconda casa, è sul mare come Israele: abbiamo entrambi un animo mediterraneo. Grazie all'Italia, ai Solis String Quartet ed a Pompeo Benincasa (suo manager italiano, ndr) - racconta Noa - ho un punto d'appoggio per realizzare le mie attività di pace, per instaurare collaborazioni con artisti palestinesi e arabi, cosa che in Israele non sarebbe possibile. Israele è costituito da gente che parla lingue diverse, che è tornata lì da paesi diversi. Fondamentalmente è costituito da due popoli che devono imparare a vivere insieme. Siamo in un momento di transizione, stiamo costruendo e ci vuole tempo. Si può trovare una soluzione pacifica con i Palestinesi, si può lavorare in pace con i Libanesi: non lo si può fare con organizzazioni terroristiche come Hezbollah. E' una forza diabolica che ha come scopo quello di distruggere Israele. A questo punto è necessaria una forza internazionale che possa eliminare Hezbollah».
L'attività pacifista di Noa prosegue di pari passo con la sua musica. «Il nuovo compact disc comparirà l'anno prossimo - ha detto - perché ho bisogno di prepararmi. Ho iniziato ad amare la musica napoletana soprattutto grazie ai miei amici del sud Italia, non solo musicisti ma anche molte persone con cui lavoro. Amo molto il sud Italia, per me nelle canzoni napoletane c'è un sentimento universale: si parla ad esempio di emigranti. Tutto sommato anch'io vengo da una famiglia di emigranti che si è trasferita in America ma ha sempre sognato di tornare a casa. La musica napoletana per me è bellissima: abbiamo scelto le canzoni innanzitutto in base alla musica. Ne abbiamo ascoltate tantissime, antiche e nuove, dal Cinquecento-Seicento fino agli anni Sessanta di Murolo. Ascolto molto la musica di Gilda Mignonette, Roberto Murolo, Fausto Cigliano. Per me questo progetto è molto importante. E' un regalo per l'Italia e anche per me».

NOA
La cantante israeliana Noa ha una voce che diffonde gioia ed entusiasmo. Il suo canto mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, superando tutte le frontiere culturali. Interprete in Vaticano di un'Ave Maria che ha commosso il mondo e protagonista di numerosi festival di musica etnica, Achinoam Nini (Noa per tutti) è diventata in pochi anni una stella acclamata della world music. "I miei genitori, israeliani di nascita e yemeniti di origine, si sono trasferiti negli Stati Uniti - racconta - quando avevo un anno. Ho vissuto fino a 17 anni a New York, dove ho studiato e fatto le prime esperienze artistiche. Una crisi di identità e il richiamo della mia terra, un giorno, mi hanno spinto a tornare in Israele. Lì ho proseguito gli studi, ho prestato il servizio militare e con una scuola di jazz e musica classica di Tel Aviv, la Rimon School, ho completato la mia formazione, avviata alla High School di New York. Vivo poco lontano da Tel Aviv e non andrei mai a stare altrove. Quando non sono in tournée, scrivo, produco, canto e faccio spettacoli". E che produzione, si può aggiungere, e quali avanzamenti sulla via del successo in quindici anni.
Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor e con il chitarrista americano Pat Metheny, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei.
Ma che cosa c'è alla radice di una voce così particolare? "Credo che ci sia l'amore - dice -. Non quello delle canzonette sentimentali, ma un sentimento più vasto, una leva che vince tutte le resistenze e dona la serenità". Dove si trova l'amore e dove comincia la ricerca? "Per me è stata una scoperta in un momento in cui si era fatto acuto il conflitto tra la ragione e l'istinto. Il ritorno alle radici ha sciolto il nodo. A casa mia ho trovato una zona d'incontro delle due componenti da cui posso attingere quando creo e canto. Lì ho annullato le mie inquietudini e ho colto la più bella ricchezza del mondo: l'amore, appunto". La sincerità del suo slancio Noa la comunica anche durante i suoi concerti, con una gestualità e una voce che hanno il calore di un abbraccio pieno di simpatia. Già da piccola - ricorda - la musica l'accompagnava. A otto anni, cinguettava per casa e cantava in piedi sul tavolo, deliziando parenti e amici. La comunicazione con chi l'ascolta oggi ha la stessa spontaneità di allora: "La sentite anche voi la mia emozione, il cuore che mi batte?", chiede scherzosamente alla platea, portandosi la mano sul petto. Il suo repertorio, dapprima molto americano, scivola gradualmente verso melodie più orientali. E proprio quando si immerge in quel clima, danzando e accompagnandosi con percussioni, tamburelli, piccoli strumenti a fiato, Noa dà il meglio di sé. Quando poi regala "Beautiful that way", il brano della colonna sonora del film di Roberto Benigni "La vita è bella", si ha la prova che canzoni come questa, interpretate da una voce così limpida, sono realmente un dono. E un regalo è anche lo "Shalom", pace, che Noa rivolge alla platea. Un saluto e un augurio che comunica un'idea della vita che esclude l'odio e il pregiudizio. Da molti anni grande amica di Folkest, il suo è un ritorno sempre gradito.
Formazione:
Noa – voce e percussioni; Gil Dor – chitarre, Zohar Fresco – percussioni