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19 February 2013

Noa's concert in Catania (Italy)



Un omaggio alla città di Napoli e alla sua musica immortale. Con questo spirito, la cantante israeliana Noa con l’immancabile accompagnamento dei Solis String Quartet e di Gil Dor si presenterà a Catania il 19 febbraio per la XXX Stagione di concerti di Catania Jazz.
Il percorso iniziato dalla cantante tanti anni fa e culminato prima in “Napoli-Tel Aviv”, processo di interiorizzazione e traduzione in ebraico dei classici melodici vesuviani, e poi in “Neapolis” del 2011, trova così il suo logico compimento con l’arrivo al Lirico napoletano della scugnizza israelo-yemenita, voce tra le più prestigiose del panorama internazionale.
In “Noapolis” i classicissimi più famosi come “Torna a Surriento” trovano nuova vita, così come il melodico contrappunto di “Era de maggio”, l’affondo feroce di “Sia maledetta l’acqua” e la tenerezza di “Nonna nonna” per la prima volta in lingua ebraica. Al contempo il Solis String Quartet costruiscono trame delicate, cameristiche e mai snob infondendo alle canzoni popolari nuova linfa vitale che resiste al logorio del tempo.
NOA - Nata in Israele da genitori yemeniti, dall’età di un anno e sino al compimento dei 17 anni, Noa cresce negli Stati Uniti. A 17 anni decide di conoscere per la prima volta il paese dov’era nata, così viaggia in Israele, dove incontra un giovane laureando in medicina, per amore del quale decide di trasferirsi definitivamente a Tel Aviv. Noa decide di iscriversi alla Rimon School di Tel Aviv, fondata dal chitarrista Gil Dor, per perfezionare le sue conoscenze di pianoforte e chitarra. Sarà proprio Gil Dor a notare le straordinarie doti vocali della giovane yemenita e a proporle un concerto in duo nel 1991 al Festival Jazz di Eilat. Il successo è clamoroso, tanto che i concerti del duo si moltiplicano. Nell’ottobre del 1994 canta in Piazza San Pietro alla presenza del Papa e di oltre centomila persone la sua “Ave Maria”. La sua carriera artistica l’ha vista in questi anni collaborare e duettare con artisti del calibro di Santana, Stewie Wonder, Joan Baez, Johnny Clegg, Khaled e al tempo stesso si è sempre intrecciata alle vicende del suo Paese: dal concerto ad Oslo per gli accordi di pace con Rabin e Arafat, al concerto stesso nel quale il leader israeliano venne assassinato, al concerto in sua memoria alla Casa Bianca con Bill e Hillary Clinton. Recentemente ha ricevuto il Premio Carosone per il lavoro che da anni conduce sui testi della canzone napoletana d’autore.



5 March 2009

Noa's concert in Catania (Sicilia, Italy)



Giovedì 5 marzo alle 21 al teatro Metropolitan , nell' ambito della stagione concertistica di Catania Jazz 2008-2009, si esibirà Noa e la sua band nel Genes&JeansTour. La formazione della serata prevederà: Noa (voce e percussioni); Gil Dor (chitarra); Gil Zohar (tastiere); Anat Firestone (basso elettrico); Jean Paul Zimbris (batteria); Gadi Seri (percussioni).

Noa è una delle cantanti più apprezzate e conosciute al mondo, sia per la sua versatilità, che le ha permesso di spaziare dal pop alla musica tradizionale napoletana, sia per il suo impegno politico: è stata infatti la prima artista israeliana a esibirsi di fronte al papa e la prima a calcare le scene di un festival palestinese a Nazareth. Ogni suo concerto è un'esperienza unica.

Nata in Israele da genitori yemeniti, dall’età di un anno e sino al compimento dei 17 anni, Noa cresce negli Stati Uniti, dove frequenta anche la scuola di danza di Martha Graham. A 17 anni decide di conoscere per la prima volta il paese dov’era nata,così viaggia in Israele, dove conosce un giovane laureando in medicina (oggi suo marito, pediatra), per amore del quale decide di trasferirsi definitivamente a Tel Aviv,anche se il prezzo da pagare sarà l’assolvimento dei due anni di leva, obbligatorio in Israele.

E’ sotto le armi che Noa comincia a cantare in pubblico, poi decide di iscriversi alla Rimon School di Tel Aviv, fondata dal chitarrista Gil Dor, per perfezionare le sue conoscenze di pianoforte e chitarra: sarà proprio Gil Dor a notare le straordinarie doti vocali della giovane yemenita e a proporle un concerto in duo nel 1991 al Festival Jazz di Eilat.

Il successo è clamoroso, tanto che i concerti del duo si moltiplicano e sfociano nella pubblicazione di un live nello stesso anno. Nel frattempo Gil Dor presenta la sua giovane scoperta al suo maestro Pat Metheny,che decide di produrre il primo album internazionale nel 1994 che ha lo stesso nome della cantante, “Noa”. L’album ha un buon successo ovunque e proietta Noa sui palcoscenici di tutto il mondo, dall’Europa al Giappone.

Nell’ottobre del 1994 sarà protagonista di un evento mediatico di grande impatto che la farà ancor più conoscere, non solo per le sue doti artistiche, ma anche per le sue idee politiche manifestate sin dal 1992 in favore della nascita di uno Stato Palestinese: canta in Piazza San Pietro alla presenza del Papa e di oltre centomila persone la sua “Ave Maria”, prima cantante ebrea ad esibirsi per il Pontefice, testimonial del nuovo corso vaticano nei confronti di Israele, che porterà alla ripresa di relazioni diplomatiche tra i due Stati. Nello stesso anno è la prima cantante israeliana ad essere invitata al Festival palestinese di Nazareth.

Nel 1996 pubblica il secondo album “Calling”, cui seguirà nel 2000 l’album “Blue Touches Blue”. Tra i due album, Noa partecipa all’album “Orange and Blu” di Al Di Meola, incide l’album di Cocciante “Notre Dame de Paris”, nella veste di Esmeralda, da cui verrà tratto l’omonimo musical campione di incassi in tutto il mondo, incide anche il tema del film “Giovanna D’Arco” di Luc Besson. Nel 1997 va in tour in Francia con Sting, incide un album (inedito in Italia) con l’Israel Philarmonic, nel quale mostra tutta la sua poliedricità, cimentandosi con Bach, Bernstein, Rossini e classici del jazz.

Nel 2000 rincontra il Papa al 1° maggio di Tor Vergata. Recentemente ha collaborato anche all’ultimo album di Joan Manuel Serrat ( primo nelle classifiche spagnole), prima di produrre il suo ultimo album “Now” dedicato al suo primo figlio Ayehli.

La sua carriera artistica l’ha vista in questi anni collaborare e duettare con artisti del calibro di Santana, Stewie Wonder, Joan Baez, Johnny Clegg, Khaled e al tempo stesso si è sempre intrecciata alle vicende del suo Paese, tanto da essere presente con la sua musica ad eventi, nel bene e nel male, che hanno segnato questi anni: dal concerto ad Oslo per gli accordi di pace con Rabin e Arafat, al concerto stesso nel quale il leader israeliano venne assassinato, al concerto in sua memoria alla Casa Bianca con Bill e Hillary Clinton.

Noa è dal 2000 cittadina onoraria di un piccolo comune salentino, Melpignano, insieme a Nabil Salameh, leader dei Radiodervish, palestinese, a cui è legata da profonda amicizia. Nel 2003 ha iniziato una collaborazione con il gruppo italiano dei Solis String Quartet insieme in tour in Francia e Spagna oltre che in Italia con grande successo.

Dal 2003 è Ambasciatrice della Fao nel Mondo. Nel maggio del 2004 ha preso parte all’evento “We are the future” organizzato da Quincy Jones a Roma. Nell’aprile del 2005 partecipa come voce solista all’Isola della Luce”di Nicola Piovani facendo registrare il tutto esaurito nei due concerti tenuti alla Sapienza di Roma e al Teatro Turreno di Perugia.

Nel dicembre 2005 Noa prende vita,grazie anche alla collaborazione del Solis String Quartet,un vecchio desiderio dell’artista : riproporre con nuovi arrangiamenti il meglio della canzone napoletana d’autore. Lo straordinario successo ottenuto nei teatri campani verrà seguito nell’autunno del 2006 dall’uscita di un album interamente napoletano in Italia e sul mercato internazionale.

4 March 2009

Noa's concert in Catania (Sicilia, Italy)

4 marzo sempre al Teatro Brancati.

Questo concerto sarà solo ad inviti e sarà lo stesso concerto del debutto assoluto di Noa tenuto nel settembre 1992 a Catania.

In questo concerto Noa avrà come ospite la palestinese Mira Anwar Awad: Catania avrà quindi l'onore di avere come ospite il duo israelo-palestinese, prima dell'Eurofestival di Mosca di maggio.


Mercoledì 4 marzo, celebreremo invece la cantante israeliana Noa, riproponendo il concerto che ha segnato il suo debutto internazionale assoluto, avvenuto proprio a Catania nel lontano 1992.

Durante questa serata, esclusivamente a inviti, Noa racconta la sua vita, il suo rapporto con la città di Catania e la Sicilia, conversa con il pubblico presente e con la conduttrice Paola Saluzzi, accompagnata alla chitarra dal suo collaboratore di sempre - Gil Dor - e dall'amica palestinese Mira Awad, con la quale parteciperà all'Eurofestival di Mosca a maggio 2009 e di cui vi proponiamo un duetto sulle note di "We can work it out" dei Beatles.

Manca poco ormai all'arrivo del Cavaliere della Repubblica Italiana Achinoam Nini in arte NOA a Catania, città nella quale tenne il suo primo concerto (in duo con Gil Dor) ben 17 anni fa.

L'incontro tra il sottoscritto e Achinoam Nini (Noa nasce nel 1994) ha dell'inverosimile, perchè durante un meeting di promoters europei di jazz a Parigi nel 1991, uno di essi, mi diede una cassetta: era un live di un duo, il mio amico mi disse "guarda te la regalo, l'ho avuta pochi giorni fa a Tel Aviv in uno studio, ma non è roba per me, forse può andare bene per quel festival arabo che curi a Gibellina".
Quante cassette e quanti CD si ricevono! Non si riesce ad avere neppure il tempo di ascoltare tutto. Comunque, di ritorno a Catania, la infilai dentro la mia vecchia Alfasud Sport e non so come dire, ebbi da subito la sensazione di ascoltare una voce straordinaria: canzoni ebraiche, inglesi, alcune cover dei Beatles, persino Material Girl di Madonna! E così decisi, che sì, il mio amico francese aveva ragione, il festival di Gibellina poteva essere una buona occasione, sarebbe stata la prima volta per un gruppo israeliano.

Ma come fare per arrivare a questa cantante? La cassetta era tutta in ebraico, nessun numero di telefono o fax (non siamo nel periodo delle mail), così provo con l'Ambasciata d'Israele a Roma, ma subito loro mi dicono "ma è sicuro del nome? Guardi che non esiste questa cantante". Sì che sono sicuro, l'unica cosa che si legge è proprio il nome, possibile che i famosi servizi israeliani non fossero capaci di rintracciare una di loro?

Alla fine la mia tenacia fu premiata : un numero di fax di Tel Aviv. Dal nostro vecchio ufficio nei pressi di Piazza Verga un foglio con il logo di Catania Jazz spiccò il volo verso Israele, c'era un invito per settembre 1992 per Gibellina. La risposta non fu immediata, ci vollero alcuni giorni per ricevere la conferma che sì il duo era libero e che poteva partecipare e ci vollero mesi per ricevere la prima foto (in B/N) dei due.

Tutto a posto quindi? Macchè. Alcuni mesi prima della data fissata, da Gibellina mi dicono che bisogna rinunciare alla cantante israeliana, i voli per le 4 persone costano una tombola, più del gruppo, a meno che non accettino di restare 6 notti in Sicilia. Obietto: ma si può chiedere ad un artista di passare una settimana a Gibellina per un concerto pagato per giunta 2000 dollari?

Niente da fare, serviva un'idea per far arrivare Achinoam Nini e la voglia di vedere dal vivo la voce della cassetta era tale che il sottoscritto ebbe l'idea di creare apposta per lei un minifestival a Catania. Il ragionamento era semplice: noi a Catania eravamo fermi nel settembre del 1992 e comunque quei due col jazz non ci azzeccavano nulla, quindi, primo, vediamo se accettano le sei notti ma con due concerti e poi ci prendiamo due cantanti arabe del programma di Gibellina e ci facciamo un festival al femminile.

"Le Donne del Deserto", si chiamò e sbagliammo titolo, avremmo dovuto chiamarlo Le donne nel deserto (del cortile). In più, l'algerina Houria Aichi e la marocchina Amina Alauoi fecero più del doppio degli spettatori della nostra israeliana (solo 85 spettatori, tra cui una giovanissima Carmen Consoli).

Comunque alla fine del 1993 dopo altri concerti da noi organizzati per la nostra amica, vengo invitato a Tel Aviv. Scopro così che l'ufficio cui inviavo i miei fax era uno stanzino di un grande garage pieno di materiali di amplificazioni, perchè le persone che si dedicavano alla ragazzina dovevano pur mangiare e i soldi erano veramente pochi. Ma, sul muro, vicino al fax, scorgo un foglio familiare, anche senza i colori rossoazzurri, il nostro logo è inconfondibile, mi avvicino, è il mio primo fax del '91.

Chiedo: ma che l'avete incorniciato? E loro mi dicono "ti dobbiamo raccontare una storia. Avevamo registrato la cassetta e il CD da una settimana appena, non era neppure in vendita in Israele, quando riceviamo il tuo fax . Ci siamo chiesti se non era uno scherzo, Achinoam è andata a guardare sulle mappe dov'era questa Catania. In Sicilia? E come fanno questi a sapere di noi? E chi sono? Ma Gil Dor, che è amico di Al Di Meola, dice di conoscere questa città, Al ha suonato lì un paio di volte e ne parla benissimo". Compresi allora tutto, il ritardo nella risposta, i mesi per avere una foto. Una storia incredibile! Abbiamo scoperto Noa prima degli stessi israeliani e lei non si è mai dimenticata di tutto questo.

Dalla terrazza di via Crociferi ad oggi, il nostro cavaliere ne ha percorsa tanta di strada, portando la sua musica in tutti e cinque i continenti, senza mai compromessi con lo star business e la musica commerciale. Il destino ha voluto che la giovane yemenita, cresciuta nel Bronx, incrociasse nella sua vita i grandi della Terra, da Papa Woytila a Madre Teresa di Calcutta, da Rabin ad Arafat a Bill Clinton così come i grandi della musica: da Stevie Wonder a Santana, da Sting a James Taylor, ai nostri Pino Daniele e Zucchero, tanto per fare solo alcuni nomi.

Noa dice sempre che siamo cresciuti insieme. Non è proprio così vero. Lei sì, tantissimo. Noi senza di lei, avremmo già chiuso i battenti. In questi tanti anni in giro per l'Italia, non c'è stato sindaco o presidente di provincia o regione che non abbia voluto incontrare Noa, darle un dono, farle sentire il calore degli italiani nei suoi confronti, darle la cittadinanza onoraria con una cerimonia commovente (Melpignano, patria della Notte della Taranta) o le chiavi della città (Firenze) o il tricolore (Reggio Emilia) o un semplice dono, a volte sconclusionato, tipo quei libri da 50 chili tutti in Italiano, che mai sono approdati a Tel Aviv, di cui ogni buon Comune italiano è dotato.

E Catania? Provate a pensare a tutti i sindaci che abbiamo avuto dal 1992 ad oggi. Mai un invito, neanche per un caffè. Figuriamoci la cittadinanza onoraria: avuta nel Salento, promessa a Napoli, Noa ha sempre pagato purtroppo per lei, l'affetto che le nostre amministrazioni hanno sempre avuto per noi di Catania Jazz.

Piccini piccini, ecco come sono stati e sono i nostri amministratori. Per fortuna non tutti in Sicilia sono così: da Presidente dell'ARS, l'on. Miccichè riservò a Noa un'accoglienza da capo di stato, riempiendo l'aula di ragazzi delle scuole e mostrò una grande eleganza nell'apprendere che Noa non poteva quel giorno nè parlare nè cantare per uno scherzo delle sue corde vocali; il fragile carrettino siciliano che le regalò (unito agli sforzi dell'allora Presidente x riattaccarlo) rimane tra le cose che Achinoam ricorda con più piacere. Ed io ho imparato che più che con destra e sinistra i Siciliani conviene classificarli con le parole che Sciascia mise in bocca al boss mafioso nell'ultima scena del "Giorno della Civetta".

Poco male: a Catania lei appartiene solo al pubblico catanese esattamente come Catania Jazz. Per finire, un doveroso ringraziamento al Presidente Giorgio Napolitano, che l'ha fatta Cavaliere della Repubblica. Noi pensiamo che sia il più bel cavaliere d'Italia e siamo orgogliosi e fieri di riaverla di nuovo tra noi.

Pompeo Benincasa

Al Teatro Brancati, con l'omaggio dedicato alla grande artista israeliana da CataniaJazz, assisteremo a un doppio evento: l'amarcord di una carriera internazionale partita proprio dalla nostra città e lo "scandalo" della collaborazione con la cantante palestinese Mira Awad. Perché la musica sia anche strumento di lotta contro l'integralismo e il fanatismo

Ne è passato di tempo da quella lontana sera del 1992, quando la cantante israeliana Achinoam Nini e il collega Gil Dor si esibirono a Catania. Una sconosciuta, che diciassette anni fa non sapeva neanche dove fosse la città etnea: la cercò sulla cartina, pensando si trattasse di uno scherzo.E adesso Noa ritorna, mercoledì 4 marzo al Teatro Brancati, ormai Cavaliere della Repubblica italiana e dopo aver girato tutto il mondo con la sua musica, per riproporre quello che fu il suo primo concerto all'estero, il lancio della sua carriera internazionale.

In tutti questi anni Noa non si è mai dimenticata di Catania e soprattuto di Pompeo Benincasa, direttore artistico di CataniaJazz, che la scoprì. Nei momenti difficili della rassegna, l'artista israeliana c'è sempre stata.Eppure, ricorda Benincasa con rammarico, Catania non ha mai tributato grandi onori a Noa, al contrario del resto dell'Italia. E' per questo che il solo concerto dell'artista israeliana con la sua band, - nel cartellone del CataniaJazz, giovedì 5 marzo al Teatro Metropolitan - non poteva bastare. Benincasa lo aveva già anticipato in un'intervista a Step1, le idee non sono mai mancate.

Ed è così che il 4 marzo, in una esclusiva serata ad inviti, Noa riproporrà la sua prima esibizione a Catania, in duetto con Gil Dor, oggi come allora. L'artista racconterà di sé, della sua vita e della sua carriera, ma anche del suo rapporto con la città e la Sicilia, in conversazione con il pubblico.Ma un'ulteriore sorpresa sarà il duetto con l'amica palestinese Mira Awad, con cui Noa canterà il brano in concorso per l'Eurofestival di Mosca.La Awad sarà in concerto a Catania anche domani, al Teatro Brancati, per la rassegna MusicaDonna di CataniaJazz. Ad accompagnarla ci saranno Amos Haddani alla chitarra e Gadi Seri alle percussioni.

Una scelta che ha già fatto discutere, quella delle due artiste di esibirsi insieme.Mira e Noa, infatti, sono state scelte per rappresentare Israele al festival internazionale. Le due artiste e amiche hanno subito accettato: a Mosca loro vogliono cantare la speranza, senza fingere che tutto vada bene. Specialmente dopo la guerra a Gaza, i bombardamenti, i morti.

Ma non sono mancate le critiche e gli appelli a desistere. Molti artisti arabi hanno chiesto a Mira di declinare l'invito, di non rendersi complice della strategia di Israele: una campagna mediatica per dare l'illusione che israeliani e palestinesi vivano in armonia, al di là di Hamas. Una giustificazione all'eccidio, come l'hanno definita.Ma Mira e Noa vogliono trovare una strada per la pacifica convivenza dei due popoli, con pari diritti e condizioni di vita, e il modo in cui hanno scelto di farlo è semplicemente cantando. A Catania, come a Mosca.

15 June 2006

9 November 2003

Noa's concert in Catania (Sicilia, Italy)

This post is dedicated to Mariangela & Maurizio with endless love.




Noa's concert in Catania with the Solis String Quartet (Sicily, Italy) Nov 9th

1 August 2000

Noa's concert in Catania, (Sicilia, Italy)

Andrea Spinelli ha intervistato Noa per “Il Giorno”/ “La Nazione”/ “Il Resto del Carlino”. Nell’incontro, la cantante israeliana – a Catania per due concerti: stasera, 1 agosto, si esibirà insieme a Suzanne Vega – parla della situazione politica nel suo paese e di come il suo ultimo album, “Blue touches blue”, racconti delle due nature dell’animo umano.

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