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11 August 2012

Noa's concert in Milano (Italy)


Sulla scia del Forum delle Culture della città Mondo di questo autunno e la Tavola planetaria di maggio, questa nuova manifestazione si propone di aggiungere un nuovo capitolo al percorso che porta Milano all’esposizione universale». Stefano Boeri, in qualità di assessore alla Cultura, ha presentato così nella sala stampa di Expo il programma di Voci dal Mondo, il ciclo di concerti gratuiti che dal 4 all’11 agosto animerà il Castello Sforzesco.


La rassegna, inserita nel calendario di eventi che il Comune di Milano ha preparato per celebrare i mille giorni dall’inizio dell’Expo, vedrà sfilare sul palco una nutrita schiera di musicisti internazionali provenienti da Asia, Africa, Giamaica e Medio Oriente. Otto serate all’insegna della world music, per rimarcare come Milano attraverso l’esposizione voglia porsi al centro del mondo.


A inaugurare la rassegna sarà sabato 4 la cantante maliana Rokia Traoré, il cui concerto sarà aperto dal volo di un dirigibile che sorvolerà la città dall’Arena al Castello portando la scritta “Mille giorni all’Expo”. Nelle serate successive si esibiranno invece la regina del flamenco Buika, il formidabile percussionista Trilok Gurtu, la star beninese Angelique Kidjo, la storica band caraibica degli Skatalities, i busker congolesi Staff Benda Bilili, la star del fado Ana Moura e la celebratissima interprete israeliana Noa.




A rendere possibile la manifestazione, i cui costi sono quantificati in trecentomila euro, un accordo tra Comune (che ha investito centomila euro), Regione Lombardia (presente con un finanziamento da sessantamila euro) ed Expo Spa, oltre alla sponsorizzazione di Edison, che fornirà l’energia ricavata dalle sue centrali idroelettriche e ha predisposto per l’occasione un palco ecosostenibile a emissioni zero.



Sabato 11 agosto gran finale per Noa. È divenuta celebre in Itala per aver interpretato Beautiful That Way, tema principale della colonna sonora del film La vita è bella di Roberto BenigniNoa è un'artista israeliana e le sue canzoni sono spesso incentrate sul dialogo tra i popoli e dal 2007 è stata insignita dell'onoreficenza di Cavaliere della Repubblica Italiana dall'attuale presidente della Repubblica Napolitano.
A dare inizio alle manifestazioni di Voci dal Mondo – Women for Expo sarà Palazzo Isimbardi (via Vivaio 1), che il 3 agosto alle 19.30 inaugura la mostra Immagini d’acqua e sapori di riso, un assaggio multimediale e gastronomico attorno ai temi dell’acqua e del cibo.

2 June 2012

Noa's performance in Milano (Italy) as guest of the VII World Meeting of Families






«One world, family, love». È il titolo della serata di festa che in diretta mondovisione si svolgerà sabato 2 giugno nel Milano Parco Nord Aeroporto di Bresso con la partecipazione di Benedetto XVI e delle famiglie che da tutto il mondo sono arrivate in Italia per l'Incontro mondiale delle famiglie. Gli organizzatori dell'evento fanno sapere oggi in un comunicato che il Papa arriverà a Bresso alle 20.35, guiderà momenti di preghiera e di riflessione e si intratterrà con i giovani e le famiglie per circa un'ora rispondendo alle domande delle famiglie provenienti dai diversi continenti. Alla presenza del Santo Padre, il programma (in diretta mondovisione da Rai Uno) sarà arricchito da performance artistiche con contributi di attori, cantanti, gruppi musicali. Tra gli artisti presenti, la star israeliana Noa, la portoghese Dulce Pontes, la pop-band 77 Bombay Street, la stella del gospel britannico Lois Kirby. La serata, la cui partecipazione è libera e gratuita, è preceduta da un intenso pomeriggio di festa. Dalle 16 alle 19, andrà in scena «JubilFamily - La gioia di essere famiglia». (Sir)







A cantare in onore di papa Benedetto XVI sono salite sul palco anche le star internazionali Noa, cantante israeliana, e la portoghese Dulce Pontes. Noa, in particolare, ha voluto dedicare la sua esibizione - sulle note di Life is beautiful di Nicola Piovani - alle popolazioni terremotate dell'Emilia. «Il mio cuore - ha detto - è con voi».







15 June 2011

Noa's performance in Milano (Italy)


Qui Milano – Noa e Grossman, Words and Melodies
David Grossman e Noa: i due protagonisti al Teatro Nuovo di Milano, in Piazza san Babila, il 15 giugno per la rassegna economico-culturale di Unexpected Israel. Una serata che ha richiamato numerosi curiosi e appassionati dei due autorevoli esponenti della società israeliana e che ha saputo esser un’occasione inedita di incontro tra formule creative che, da diverse angolature, esprimono le radici di una storia comune. Un faccia a faccia in cui si sono alternate letture di David Grossman e storie cantate da Noa. Per la prima volta la musica e la scrittura di questi due artisti si intrecciano per raccontare il volto di un Paese che favorisce il dialogo e lo scambio tra culture diverse.

A seguito dei saluti del nuovo assessore alla cultura Boeri e dell’ambasciatore israeliano Gideon Meir, che hanno sottolineato l’importanza di poter iniziare una lunga amicizia tra Israele e Milano basata sulla cultura, il celebre scrittore e la cantante si intervistano a vicenda. Noa domanda a David quando nacque la sua passione per la terra italica, lo scrittore racconta di quando negli anni ’80, si trovava in un piccolo paesino del meridione, e passeggiando, passò casualmente davanti a una libreria, vide un suo libro. “Non avrei mai potuto immaginare di emozionarmi tanto, e soprattutto di realizzare che, per quanto appartenessi a una generazione che è cresciuta con quell’opinione comune sfavorevole ad Israele, le mie parole erano ascoltate, viaggiando oltre il mare, giungendo in quel piccolo paese, dove qualcuno si sarebbe ricordato dei miei messaggi” ci spiega.
Tra le soavi note di “Beautiful that way”, Noa coinvolge il pubblico con l’emozionante canto, ricordando l’importanza di dimenticare le sofferenze, perché la vita è bella. La cantante di origine israeliana, proveniente da una famiglia yemenita con alle spalle quindici anni trascorsi negli Stati Uniti, spiega di come lei si senta una cittadina del mondo: “Quando scrivo una canzone, la scrivo per il popolo del mondo, per il tempo di una melodia riusciamo a comprenderci, ad amarci” ci racconta. Curiosamente Noa confessa a David la prima volta che lesse un suo libro. Era giovanissima, ed era il primo che leggeva in ebraico, stava cercando un modo per legarsi al suo paese di nascita, e lo trovò nella lingua, e soprattutto, nella lettura dei libri di David. Si commosse, e come molti altri lettori si lasciò trasportare tra le parole di “Ci sono bambini a zig-zag”.


Grossman le spiega che la musica è come la scrittura, un’arte che attraverso il suo eco riesce a giungere all’anima, che sa farsi ascoltare, ricordandole di aver sempre ammirato tanto quella sua toccante voce in grado di unire la gente. Perché l’importanza nel mondo, spiega lo scrittore, è quello di riuscire a fare ascoltare la propria voce, con ogni mezzo. Il suo sono le parole. La prima volta che scrisse un libro lo fece perché provò l’irrefrenabile bisogno di esprimere l’emozioni che gli bruciavano dentro, come un grido che chiedeva di essere emesso. Scrisse per se stesso, scrisse per capirsi, per osare dire ciò che avrebbe negato nella realtà. Erano parole dure, sentenze, come se la voce di un personaggio fosse quella della coscienza. Ricorda quando pochi mesi dopo la morte di suo figlio si trovava in un paese sardo, e passeggiando entrò in una chiesetta. Un uomo lo riconobbe. Non sapeva chi fosse, era uno sconosciuto, eppure, egli gli si avvicinò, dicendoli che ogni settimana accendeva un lume in ricordo di suo figlio Uri. David rimase molto colpito e toccato da quel signore, non avrebbe mai immaginato di trovare così lontano da casa una compassione così sincera per la sua perdita. Era riuscito a farsi capire, un uomo aveva ascoltato le sue parole.
L’arte e la cultura sono la via per l’unità, i due artisti, raccontandosi a vicenda, hanno spiegato quanto sia importante riuscire a richiamare e ad unire i popoli nel segno della pace e della conoscenza. Senza dubbio la serata “Words and Melodies” è riuscita ad inviare un messaggio di pace importante e superiore a qualunque contrasto, come canta Noa “ Sorridi, senza una ragione, Ama, come se fossi un bambino, sorridi, non importa cosa dicono, Non ascoltare una parola di quello che dicono perché la vita è bella così”.
(Francesca Olga Hasbani)


MILANO

Quando di parla di israeliane toste, il primo nome che si fa da noi è sempre quello di Noa. Di origine ebrea yemenita, se ne andò dal suo paese a soli due anni, dopo che la proclamazione dello stato d'Israele aveva causato non pochi problemi alla sua famiglia. Suo padre, docente universitario, trovò lavoro e riparo a New York, e a 17 anni la ragazza poi divenuta cantante famosa, decise di vivere in Israele, dove ancora risiede, in un kibbuz, con il marito medico e tre figli. Ora Noa sta per partire per l'Italia, il 15 sarà protagonista con David Grossman di una serata curiosa e stimolante, al teatro Nuovo, all'interno di «Unexpected Israel», la serie di iniziative in partenza da domani in Piazza Duomo che ha sollevato polemiche e minacce da parte di gruppi radicali filopalestinesi. Un minimo di pace sembra tornata, dopo che il neosindaco Pisapia ha promesso uguale spazio a una manifestazione sulla Palestina, ma chissà. Noa è alla vigilia della partenza per il nostro Paese, che conosce benissimo (ha pure inciso un album di canzoni napoletane); al telefono dal suo kibbuz, si rivela assai consapevole di ogni risvolto di ciò che sta accadendo a Milano, e parla con accenti accorati la lingua, sempre più frequentata, degli israeliani che non ci stanno al rapporto a muso duro, e che chiedono una via diversa da quella del loro Governo, nella convivenza con i palestinesi.

C'è stato molto marasma, cara Noa, su «Israele Inatteso». Finché Pisapia ha rilanciato con uguale progetto sulla Palestina.

«Ho sentito parlare del nuovo sindaco di Milano Pisapia, mi hanno detto che è bravo, la manifestazione si deve tenere. Ho capito che ha proposto un evento sulla Palestina, e mi sembra la soluzione perfetta, che riflette la cosa giusta da fare ogni volta che ci sono contese, delle quali noi siamo grandi esperti».

Già, grandi esperti...

«Il punto secondo molti di noi è: recognize, apologize, share. Riconoscere cioè tutte le cose terribili che abbiamo fatto, e chiedere per queste scusa. Poi condividere la conoscenza e la terra. Per me, raggiungere quel fine è abbastanza semplice. Intanto, riconosciamo l'attenzione che ora riceviamo da Milano».

Che cosa farete, lei e David Grossman?

«Non saremo in piazza Duomo ma in teatro. Una specie di talk-show, ma con una nuova formula: ci intervisteremo a vicenda, lui leggerà le sue cose, io canterò le mie canzoni. Approfondiremo il rispetto che abbiamo l'uno per l'altro, le nostre idee in comune su vita, arte, politica. Speriamo che venga gente».

Ci sono sempre momenti di grande tensione, quando si parla di Israele. Dovunque.

«C'è anche il fatto che spesso i giornalisti non dipingono la situazione com'è. Amano il sangue, e mi spiace tanto. Quel che si dipinge non riflette ciò che succede qui. C'è una Grande differenza fra criticare il governo di Israele, e criticare Israele. Molta gente qui la pensa diversamente, e quando ha votato pensava che i comportamenti sarebbero stati diversi. Sarebbe importante fare un lavoro senza esser scoraggiati: ci sono molti programmi per la povera gente e per i Palestinesi, da noi, e non può immaginare quanti israeliani ci siano impegnati ogni giorno. Se si sapesse, cambierebbe l'opinione pubblica. Se sono in Israele e non so niente nè sui pacifisti né sui palestinesi, io voto pure la destra: per questo bisognerebbe sempre dare informazioni accurate».

E le organizzazioni palestinesi?

«Fanno cose che non aiutano la loro causa. Se i Palestinesi arrivassero a contestare me e Grossman, parlerebbero contro la loro causa: perché noi difendiamo la loro causa. Se tu metti tutti gli israeliani nello stesso piano, fai qualcosa di molto distruttivo. Invece bisogna incoraggiare certe iniziative.

Su Facebook c'è un gruppo organizzato che conta 50 mila giovani israeliani e 30 mila giovani palestinesi: così dovrebbero essere le cose. Questo aiuta a dimostrare per la pace, per il futuro. Il modo giusto non è delegittimare Israele, sennò mi porti dall'altra parte della causa».

Secondo lei ci sarà mai uno stato palestinese?

«Sì, certo. La questione è in che modo: pace, dialogo, aiuto, o violenza e guerra? Ecco perché molta gente preme il governo per il dialogo, e dovrebbe essere la stessa cosa per i palestinesi. Abbiamo estremisti da entrambi le parti, ma non scordiamo che sono minoranze e non possiamo farci comandare da loro».


19 November 2010

Noa's benefit concert in Milano (Italy)


Noa e Mira Awad chiudono la conferenza mondiale Science for Peace 2011 con un concerto speciale dedicato alla pace che si terrà a Milano presso l’Aula Magna Università Bocconi il prossimo venerdì 19 novembre alle ore 21.00. Le due cantanti hanno già collaborato insieme per portare la pace nel mondo, Achinoam Nini, 39 anni, conosciuta più semplicemente come Noa e la cantante e attrice araba israeliana Mira Awad, 33 anni si esibiranno insieme, un evento emozionante e gratuito, che la Fondazione Veronesi vuole offrire a tutti coloro che sostengono gli obiettivi di Science for Peace.




14 July 2010

Noa's concert in Milano (Italy)


Torna dal 5 al 19 luglio La Milanesiana, la rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arrivata alla 11esima edizione. Il programma dell'edizione 2010 è stato presentato stamane alla stampa a Palazzo Isimbardi. Numerose le novità, a partire dalla collocazione temporale, lievemente ritardata per non sovrapporsi ai Mondiali di Calcio. Nonostante un taglio dei fondi di oltre il 30%, la manifestazione mantiene un altissimo profilo presentando una lunga lista di ospiti di prestigio. Ospiti che animeranno attraverso dibattiti, proiezioni, letture e concerti i 15 giorni della rassegna, quest'anno dedicata a I paradossi.
Rispettando la sua natura di manifestazione multiforme, divisa tra differenti linguaggi, la Milanesiana propone ancora una volta un programma in cui letteratura, musica, cinema e scienza si scambiano contenuti, suggestioni e idee. «La definirei un'edizione "diffusa"» ha detto la Sgarbi, «perché nonostante i tagli si caratterizza per una moltiplicazione degli spazi e dell'offerta». E proprio l'allargamento degli spazi e delle aree cittadine che accoglieranno gli eventi, con uno sconfinamento in zone periferiche della città, è l'altra grossa novità di quest'anno. «Rispetto alle abitudini, non cominceremo al Teatro Dal Verme, ma presso la Sala Buzzati del Corriere della Sera, dove si svolgeranno le prime tre serate».

Comune e Provincia hanno lavorato fianco a fianco per sostenere la manifestazione anche in un periodo di crisi, identificandola come una delle eccellenze milanesi da valorizzare in prospettiva Expo 2015. «Perché il primo paradosso» ha sottolineato l'assessore alla cultura Finazzer Flory, «è che anche se la cultura, nel nostro paese, è uno dei pochi settori che funziona ed ha un ruolo trainante per l'economia, è la prima cui vengono tagliati i finanziamenti».
I numeri dell'edizione 2010 saranno i seguenti: 130 ospiti internazionali, oltre 30 appuntamenti e 3 mostre. Gli appuntamenti saranno così divisi: 15 serate dedicate alla cultura internazionale (Sala Buzzati e Teatro Dal Verme), 2 giornate di proiezioni (Spazio Oberdan), 8 aperitivi con gli autori (Sala Buzzati e Museo Leonardo Da Vinci), 3 incontri sul tram (ciascuno diviso in due turni), 3 concerti (poli universitari Bicocca e Bovisa, e Biblioteca Chiesa Rossa).


LETTERATURA
È da sempre il pezzo forte della manifestazione.
In questa undicesima edizione i protagonisti di dibattiti e letture dedicate al tema I paradossi saranno, tra gli altri, Vikram Seth (5 luglio), Tahar Ben Jelloun (6 luglio), Don Winslow (8 luglio), Adam Thirwell (8 luglio), Umberto Eco (9 luglio), Salman Rushdie (10 luglio), Patrick McGrath (12 luglio), Jonathan Coe (12 luglio), Ildefonso Falcones (13 luglio), Michel Faber (13 luglio), Shalom Auslander (14 luglio), Sandro Veronesi (15 luglio), Jon Krakauer (16 luglio) e il premio Nobel Wole Soyinka (16 luglio).
L'8 luglio verrà inoltre consegnato il Premio Fernanda Pivano a Joyce Carol Oates, mentre il 15 luglio alla stessa Fernanda Pivano sarà dedicata una lunga notte della Milanesiana con proiezioni di materiali audio e video, e interventi di amici e scrittori.

CINEMA
Per il cinema sarà una delle edizioni più ricche in assoluto.
Il 7 luglio serata dedicata a Luciano Emmer e al fotografo Luigi Ghirri in Sala Buzzati. Del primo verranno proiettati 3 cortometraggi, realizzati tra il 1938 e il 2001, del secondo il film inedito - l'unico mai realizzato - Come se fosse la prima e l'ultima volta, concesso in esclusiva alla Milanesiana dalla famiglia Ghirri.
Sabato 10 luglio è l'altra lunga notte dell'edizione 2010: ne sarà protagonista, presso il Teatro Dal Verme, la regista neozelandese Jane Campion, Palma d'Oro e Premio Oscar per Lezioni di piano. La Campion leggerà un testo inedito scritto appositamente per la Milanesiana; dopodiché, fino alle 3 di mattina, sarà possibile assistere a Sweetie, il suo primo film, e ad una serie di suoi cortometraggi.
Morti viventi in quantità il 12 luglio: presso lo Spazio Oberdan George Romero sarà protagonista di un vero e proprio zombie day. Il cineasta newyorchese presenterà e accompagnerà i suoi due capolavori Night of the living dead e Creepshow, oltre al recente Survival of the dead. Successivamente, al Dal Verme, presenterà un suo testo inedito.


MUSICA
Innanzitutto ritorna quest'anno un'iniziativa che aveva riscosso grande successo nella passata edizione, In Tram con la Milanesiana. Dal 5 al 7 luglio il pubblico potrà assistere a concerti che si svolgeranno sul classico mezzo di trasporto pubblico. Ne saranno protagonisti Giovanni Peresson, Francesco Tricarico e Massimo Donà. A fine percorso, fuori dal tram, si esibiranno altri musicisti: Theo Teardo, Dhafer Youssef e Cibelle.
Tra gli altri artisti che saliranno sul palco nei quindici giorni della manifestazione, ci sono Roberto Cacciapaglia (6 luglio), Elio (9 luglio), Ute Lemper (10 luglio), Paolo Fresu (12 luglio), Tereza Salgueiro (13 luglio), Noa (14 luglio), Uri Caine (16 luglio).

SCIENZA
La sera del 14 luglio il Teatro Dal Verme ospiterà Wendelin Werner, insignito nel 2006 della celebre medaglia Field, il più prestigioso riconoscimento per un matematico sotto i 40 anni. La serata, che si chiuderà con il concerto di Noa, è dedicata a Il paradosso del tempo. Lo stesso Werner sarà protagonista di un incontro presso il Museo Leonardo Da Vinci il giorno successivo.

BIGLIETTI E INFORMAZIONI
Tutte le serate e gli aperitivi con gli autori sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Fanno eccezione le serate al Teatro Dal Verme del 12, 13 e 14 luglio, per cui è previsto un biglietto di ingresso di 10 Eu.
Per assistere alle proiezioni cinematografiche, infine, è necessario ritirare un tagliando di ingresso presso lo Spazio Oberdan a partire dalle 10 del giorno precedente.
Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il Teatro Dal Verme (02 87905) o la Provincia di Milano (02 77406383 o 77406384 0 77 406329).
Il sito della manifestazione è www.lamilanesiana.it








Mercoledì 14 luglio, nella serata realizzata con il contributo di Montblanc al Teatro Dal Verme, per "I paradossi del tempo", Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, regalerà un prologo scientifico, in un appuntamento che vedrà la presenza di Wendelin Werner, matematico probabilista insignito della Medaglia Fields nel 2006. A lui, durante la serata, sarà assegnato il "Premio Montblanc".
Gli ospiti letterari saranno invece Lawrence Osborne, scrittore inglese e viaggiatore instancabile, e Shalom Auslander, autore newyorkese di origine ebraica, nei cui romanzi sono presenti un sottile nichilismo unito a una irrefrenabile ironia. La serata proseguirà con un concerto di Noa, in una selezione dei suoi pezzi migliori, proposti in esclusiva per la Milanesiana. L'introduzione della serata è affidata a Paolo Mauri, storico della letteratura, critico letterario e responsabile per oltre quindici anni delle pagine culturali di "la Repubblica".

17 November 2008

Noa's concert in Milano (Italy)


Noa per Telethon con “Genes & Jeans”

Lunedì 17 novembre ore 21.00, all’Auditorium di Milano,
concerto organizzato da BNL e dalle società di Milano del gruppo BNP Paribas

Milano, novembre 2008 – “Genes & Jeans” è il titolo del concerto che Noa presenterà lunedì 17 novembre, alle ore 21.00 all’Auditorium di Milano in Largo Mahler.

Prenotate il vostro biglietto tramite l'associazione Amici Di Israele, con una mail a eyal-m@amicidisraele.org o telefonate al 328.4584284, e avrete il 10% di sconto.

La serata, è stata organizzata da BNL e dalle le cinque società di Milano del gruppo BNP Paribas (BNP Paribas Asset Management, BNP Paribas Securties Services, Cardif, BNL Vita, BNP Paribas Real Estate), per sostenere, con il ricavato, Telethon, la Onlus che finanzia progetti di ricerca sulle malattie genetiche.
Proprio da Milano, con questo concerto, parte un messaggio forte a favore della ricerca scientifica: una prima importante tappa degli oltre 2000 eventi che BNL, principale partner di Telethon, ha in programma per aiutare la raccolta fondi che si concluderà con la nota maratona televisiva Rai del 12 e 13 dicembre 2008.

More info at www.noasite.net

17 October 2006

Noa's concert in Milano (Italy)



Noa + Solis String Quartet
17 October 2006
21:00 Milano, Italy
Teatro Dal Verme - Omanut Festival
Address: Via San Giovanni Sul Muro 2

On the occasion of the opening of the exhibition "Omanut" a special concert will be performed by Noa.
Omanut site www.israelearte.org

20 December 2005

Noa's concert in Milano (Italy)

Settimana dal 19 al 27 dicembre. Il Natale di Noa

Concerto di beneficenza a S. Maria delle Grazie e Giorgia al Forum di Assago. E poi gospel a raffica e Woody Allen agli Arcimboldi L'agenda dei concerti pop/rock/jazz
Noa a Santa Maria delle Grazie (Bettolini) (by Corriere della Sera)
Un concerto gratuito presentato da Pippo Baudo, a favore della Fondazione Italiana Leonardo Giambrone, che assiste i malati di talassemia, nella basilica di Santa Maria delle Grazie. Questo il regalo della cantautrice israeliana Noa per il Natale 2005. Nata a Tel Aviv 36 anni fa, Achinoam Nini – questo il vero nome dell’artista - sarà accompagnata sul palco dal chitarrista Gil Dor e dal napoletano Solis String Quartet. La stessa sera sarà in città Giorgia, al Forum di Assago, dove il 21 arriveranno i Simply Red.
foto © Bettolini


Noa incanta il pubblico di Santa Maria delle Grazie. Al concerto oltre duemila persone Giovanni Bozzetti - Moda. Turismo e Tempo Libero (21/12/2005)
Grande successo del concerto di Noa ieri sera in Santa Maria delle Grazie. L’artista israeliana, di origine yemenita, si è esibita in una struggente interpretazione che ha coinvolto le oltre duemila persone accorse alla basilica.
La partecipazione del pubblico è stata straordinaria, con la folla che si è accalcata all’ingresso dell’edificio già due ore prima dell’inizio del concerto.
Il repertorio di Noa, che era accompagnata dal leggendario chitarrista Gil Dor, dal percussionista Zohar Fresco e dal gruppo italiano dei Solis String Quartet, ha spaziato dalle tradizionali melodie della sua terra alla canzone napoletana, concludendosi con una straordinaria interpretazione dell’Ave Maria di Gounod. In uno dei momenti più intensi della serata l’artista ha chiesto al pubblico di accompagnarla nell’esecuzione del brano “Shalom shalom”: la risposta è stata prontissima e un immenso coro ha scandito la parola pace in lingua ebraica.

Il concerto è stato anche l’occasione per raccogliere fondi da destinare alla Fondazione Italiana Leonardo Giambrone che, dal 1992, acquista macchinari per la cura della thalassemia.

“L’incantevole voce e musicalità di Noa – spiega entusiasta l’assessore Giovanni Bozzetti – ci hanno ricordato che Natale significa pace e incontro tra culture e religioni diverse e ci ha richiamato ai valori veri della vita. Con la sua memorabile interpretazione è riuscita a coinvolgere il pubblico nel concerto più emozionante che abbia mai organizzato, lanciando, grazie al linguaggio universale della musica, un forte messaggio di pace e di solidarietà.”


(ANSAmed) - MILANO, 21 DIC - E' ormai una star internazionale, ma non è un evento comune ascoltare la cantante israeliana Noa tra le navate di una austera basilica, quale quella milanese di Santa Maria delle Grazie. E' successo ieri sera in un concerto natalizio di beneficienza per raccogliere fondi in favore della fondazione italiana Leonardo Giambrone per la guarigione dall'anemia mediterranea. Noa si è detta "onorata di prendere parte a questa iniziativa" e ha ringraziato i padri domenicani di Santa Maria delle Grazie per aver accettato lei e il suo gruppo in questa incredibile chiesa. Avvolta in un abito nero, la cantante israeliana si è esibita per un folto pubblico. Sia che fosse un remake di una canzone pop o di una melodica napoletana, la voce sognante di Noa conferisce un timbro singolare, accentuato dall'accompagnamento degli archi e da un uso piuttosto parco delle percussioni. Durante il concerto, il presidente della fondazione Giambrone, Angela Iacono, ha spiegato che in questo momento l'associazione che riunisce genitori e giovani thalassemici sta finanziando l'acquisto di un macchinario per la risonanza magnetica, lo sviluppo della terapia genica per chi non può fare il trapianto di midollo e l'avvio della sperimentazione di una terapia farmacologica messa a punto negli Stati Uniti. (ANSAmed). Y8N-KDP
21/12/2005 13:23

31 May 2005

Noa's concert in Milano (Italy)


L'ARTISTA ISRAELIANA Parla la cantante lanciata da «La vita è bella» di Roberto Benigni che domani sarà in concerto a Milano e giovedì a Napoli. In estate uscirà un suo dvd registrato a Gerusalemme

Noa: «Gli artisti pop devono dare speranza»
«Non dobbiamo fare gli eroi ma nemmeno dimenticarci dei doveri verso la società. Ho accettato di lavorare con la Fao perché credo che la musica possa trasmettere valori, ma per colpa della burocrazia mi utilizzano male» Di Andrea Pedrinelli

Domani a Milano e giovedì a Napoli la cantante israeliana Noa tornerà ad esibirsi in Italia. L'artista sarà nel capoluogo lombardo ospite di Etnival, festival dedicato al dialogo fra le culture: al Castello Sforzesco si proporrà in trio acustico con Gil Dor e Zohar Fresco, accompagnata dai Solis String Quartet di Napoli. Con questa formazione («con cui lavoro da un anno cercando di unire suoni classici, tradizioni mediterranee e jazz») Noa proporrà una rivisitazione del proprio repertorio che per l'estate diverrà dvd: l'ha registrato dal vivo in Israele poche settimane fa. Ad aprire la sua serata milanese la cantautrice Susanna Parigi, ospite speciale Carlo Fava che duetterà con lei: «Ho tradotto le sue canzoni in inglese ed ebraico, lui le mie in italiano: ci esibiremo piano e voce». A Napoli Noa prenderà invece parte alla presentazione ufficiale del nuovo album di Massimo Ranieri sulla tradizione partenopea, e come nel disco proporranno Dicitencello vuje. Ranieri lo canterà in napoletano, lei in ebraico, per un'idea del produttore Mauro Pagani «che mi ha colpito, dato che venivo da molti inattesi complimenti per la mia pronuncia del napoletano, ricevuti anche in Vaticano al Concerto di Natale». Il ritorno di Noa sui nostri palcoscenici - oltre che conferma di un rapporto strettissimo fra lei e l'Italia, che la vide debuttare giovanissima in Sicilia - è l'occasione però anche per affrontare temi extra-musicali. Perché l'artista è da sempre disponibile a mobilitarsi in campagne culturali o sociali. Tanto che si dispiace se (parole sue) «qualcuno mi usa poco»: fino a dirci, riguardo il suo ruolo di ambasciatrice Fao nel mondo, che «potrei fare molto di più per loro». Partiamo da questo suo sfogo: a cosa si riferisce quando dice che la Fao «mi usa poco»? «Per la Fai partecipo a festival, faccio interviste ed apparizioni sui media: nel caso dello tsunami per esempio mi sono esposta tantissimo. Però sento l'esigenza di dare di più. Sin troppi artisti non avvertono responsabilità sociali e usano la forza comunicativa del pop per fare soldi, anziché dire cose importanti. Io non voglio dire che dobbiamo fare gli eroi o rinunciare a Vivere del nostro lavoro: ma una presa di coscienza dei nostri doveri occorre». E che cosa le impedisce di spendersi di più? «L'avere a che fare con un'organizzazione valida, dall'agenda immensa, impegnata su molti fronti. E che quindi, paradossalmente, a volte dimentica chi sarebbe pronto ad impegnarsi di più per aiutarla». A proposito di impegno. Lei incontrò Giovanni Paolo II per la prima volta nel 1992, e fu criticata in patria: all'epoca c'erano relazioni complesse tra Vaticano ed Israele. Oggi come ricorda il Papa? «Con immenso rispetto. Ha lavorato duramente per abbattere i muri fra le religioni e le culture, ha parlato contro la guerra in nome di Dio. Però già nel '92 in realtà erano pochi a criticarmi per essermi avvicinata a lui, anche se facevano rumore. Oggi invece sono spesso elogiata per aver cercato un contatto con la Chiesa di Roma. In questi anni, grazie anche al Papa, si è insomma fatto molto per far capire alle persone quanto serva confrontarsi. E' uno dei motivi per cui non sono mai pessimista». Malgrado tutto quello che ci circonda? «Quello che ci circonda non è solo quello che vediamo sui media. Esiste gente che lavora, ci sono madri che educano i figli. Vivere l'esperienza cinematografica de La vita è bella di Benigni (Piovani le commissionò il brano Beatiful that way, ndr) mi ha confermato che, anche in una situazione estrema ed orribile quale fu l'Olocausto, un sorriso poteva salvare qualcuno. Nell'uomo ci sono potenzialità di cui si dovrebbe parlare di più. Sarebbe d'esempio per i bambini, che sono la cosa più importante».




18 March 2003

Noa's concert in Milano (Italy)


Vorrei portare la pace sulle ali delle mie note»


MILANO — A Bologna ha cantato con Nicola Piovani, per Napoli ha voluto cimentarsi con due classici della canzone partenopea, e a Roma ha dedicato il suo concerto alla pace. Non svela, Noa, che sorprese ha in programma per Milano: «Mi piacebbe coinvolgere il pubblico - dice la cantantante israeliana, che ha fatto dell'Italia la sua seconda patria - il mio sogno è vederlo danzare in sala». Noa, al secolo Achinoam Nini, chiude oggi allo Smeraldo (alle 21; biglietti da 22 a 33 euro) il suo tour italiano, partito l'11 aprile da Udine.
Noa, come sono andati questi suoi concerti?
«Io e la mia band amiamo l'Italia. I nostri concerti si sono sempre rivelati meravigliosi, anche in questi tempi difficili. Devo dire che ero particolarmente eccitata di cantare a Napoli, una delle città italiane che preferisco. E per questo ho preparato anche due canzoni napoletane, per il finale del concerto. Un regalo speciale per il pubblico.»
Il suo repertorio live è molto vario: che tipo di spettacolo ha preparato per questo tour?
«I concerti si basano sull'ultimo album, "Now". Ma ci sono anche pezzi più vecchi. Per esempio "Life is Beautiful" e "Ave Maria". Ho un magnifico gruppo di musicisti israeliani, con Gil Dor alle chitarre, come sempre, lo splendido Zohar Fresco alle percussioni, poi Adi Renert al piano, Jean Paul Zimbris alla batteria e Hagar Ben-Ari al basso. In questo concerto ci sono anche proiezioni video, curate dal disegnatore delle luci, Gur Ziv.»
Tre anni fa il suo appello al Papa e al Dalai Lama perché promuovessero la pace in Medio Oriente: oggi che la situazione è ancora così critica, si sente delusa?
«Non sono mai delusa. Ogni cosa richiede tempo, e non mi aspetto che il mondo cambi secondo le mie idee. Ma credo che le buone idee arrivino. È come piantare un seme, e poi un altro, e ritrovarsi infine a guardare una bella foresta crescere.»
Lei è considerata un'ambasciatrice di pace nel mondo della musica: la sente come una responsabilità pesante?
«Ho sempre avuto le idee chiare. Credo nella pace, e soprattutto, nella forza della comunicazione e nella necessità di essere vicina a chi soffre. Le etichette che la gente mi dà sono una responsabilità sua, non mia. Nella mia mente, io sono una musicista, una poetessa e una madre.»
A proposito: è vero che questo clima di tensione le fa desiderare un nuovo figlio?
«Sì, voglio avere un altro bambino. Assolutamente.»
Nel suo ultimo album c'è a tributo a John Lennon, anche lui bandiera del pacifismo. Si può tentare un qualche parallelismo tra l'impegno dell'ex Beatle e il suo?
«No sta a me farlo. Preferisco non paragonarmi a nessuno. Soprattutto a uno dei miei eroi».
Come ha vissuto queste settimane di guerra?
«Nessuno può dire di aver vissuto bene quest'ultimo periodo. È terribile vedere un essere umano soffrire. Sono felice, però, di vedere che la guerra sembra essersi avviata alla fine. Spero che tutto questo sia il preludio di un futuro migliore per il popolo iracheno, ora che è stato liberato dal suo terribile dittatore.»
L'altra sera, a Bologna, ha cantato con Nicola Piovani. Lavorerà ancora per il cinema? C'è già qualche impegno preciso in calendario?
«Mi diverte scrivere canzoni per i film. Normalmente il mio modo di scrivere è molto introspettivo. Sono immagini della mia anima e delle mie esperienze quotidiane. Scrivere per i film mi dà la possibilità di raccontare le emozioni degli altri. Lavorare con Piovani è stato un grande piacere, che spero di ripetere. Per ora sto vagliando alcuni progetti per il cinema europeo.»

di Sandro Neri


Noa's concert in Milano (Italy) April 18th

April 18th - Milano, Italy/Teatro Smeraldo
www.smeraldo.it
Piazza XXV Aprile, 10.
Phone: 0229006767

17 April 2000

Noa's concert in Milano (Italy)


Noa Blue Touches Blue Tour in Italy (April 2000)

Noa's concert in Bassano del Grappa, Italy, Teatro Astra. April 7th
Noa's concert in Baraccola Italy, at Barfly Club. April 8th
Noa's concert in Foligno, Italy at Palasport April 10th
Noa's concert in Modena, Italy,at Teatro Storchi April 11th
Noa's concert in Torino Italy, at Teatro Colosseo April 12th
Noa's concert in Livorno, Italy, Teatro Gran Guardia April 13th
Noa's concert in Saint Vincent, Palais de Congres April 14th
Noa's concert in Aosta, Italy, Teatro Giacosa April 15th
Noa's concert in Milano, Italy, Teatro Smeraldo April 17th
Noa's concert in Udine, Italy, Teatro Nuovo April 18th


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