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16 February 2012

Noa's performance at the Sanremo Festival (Italy) (International Guest 2012)





Eugenio Finardi, in gara con la canzone "E tu lo chiami Dio"
Arrivo a Sanremo per caso, io sono editore della canzone che però non è stata scritta da me. Questa canzone l'ho proposta a Morandi e lui mi ha risposto dicendomi che dovevo cantarla io all'Ariston. A Morandi non si può dire di no. Come autore non sono mai stato bravo a scrivere canzoni sanremesi. Questa canzone non è una sfida, ma una proposta. Morandi ha accudito tutti i cantanti, ha dimostrato di avere tanta cura e attenzione nei nostri confronti. Mi ha anche dato un consiglio davvero utilissimo. Non mi sembra giusto dire che nel suo Festival le canzoni siano sminuite dall'intervento di Celentano. Abbiamo aspettato tanto prima di cantare, questo è vero. Chi suona dopo ha ovviamente un pubblico meno ampio rispetto a chi canta per primo. Ma lo sapevamo che sarebbe stato così, mi aspettavo che avrei cantato poco prima di mezzanotte.
E' davvero improbabile pensare che io possa vincere questo Sanremo. Se vincessi io dopo Vecchioni, finirebbe per essere il Club Tenco e non il Festival.
Con Noa ci sono stati mesi e mesi di contatto tramite Skype. Ci conosciamo da poco, ma ci conosciamo molto bene. Ho grande stima per Noa, mi è piaciuto molto l'idea di far cantare Noa in napoletano e io in inglese. I Solis sono un quartetto d'archi, veri protagonisti della musica italiana. Noa condivide con me l'idea che se si è in due sul palco, i due artisti ci guadagnano. In Italia non sono tanti quelli che la pensano così.

Per noi la musica è concerto. L'impegno sociale è alla base di questa mia presenza a Sanremo, dove ho deciso di tornare dopo 12 anni. Anche chi lavora nel mondo della musica deve avere presente l'idea che l'impegno civile è fondamentale ogni giorno. Ilm mio cd che esce oggi è radicato nel passato, ma affronta anche il presente grazie a 5 pezzi inediti. E' un'avventura da indipendenti che ha qualcosa di miracoloso.

Noa, protagonista del duetto internazionale con Eugenio Finardi


Ci sono artisti che amano e lodano il Dio della musica. Io appartengo a questa categoria e mi piace poter lavorare con cantanti simili a me come Eugenio. Lui ha dedicato la sua carriera ad un profonda ed accurata ricerca artistica. Mi ha fatto sorridere la proposta di cantare in dialetto napoletano. Mi piace il progetto "Noapolis", figlio del nostro grande amore per la musica. Il giornalista de "Il Mattino" Federico Vacalebre mi ha fatto sentire tantissima buona musica e mi ha aiutato nell'ispirazione. Io sono ambasciastrice della Fao, voglio aiutare le persone del Terzo Mondo che soffrono la fame, in particolare i bambini denutriti. In tv grazie all'Eurovisione abbiamo la possibilità di trasmettere un importante messaggio. Siamo a Sanremo per donare la nostra musica a tutti voi. Nella musica ci sono tanti malati di egocentrismo, io ho sempre creduto molto nei progetti comuni, so che Eugenio la pensa come me.



I Solis

In passato ci siamo presentati assieme ad Elisa, quando lei ha vinto il Festival di Sanremo. Ormai siamo assieme da 22 anni, ogni tanto riceviamo la proposta di partecipare al Festival assieme ad altri artisti e questo fattore ci inorgoglisce davvero tanto.

di Mario Guglielmi




ROMA - Seduta in una poltrona dell'albergo romano in cui la incontriamo, Noa quasi si perde: Ë minuta e ha il corpo scattante di una ragazza, il volto riluce senza bisogno di trucco per esaltarne la bellezza. A 42 anni, e con tre figli di 9, 6 e 2 anni, Noa vanta una prestigiosa carriera internazionale che la costringe a viaggi frequenti e a una vita complicata ma anche piena di soddisfazioni. Con Gil Dor, che le siede accanto durante l'intervista, il suo maestro di musica diventato suo autore e collaboratore di lunga data, hanno tenuto centinaia di concerti in tutto il mondo, interpretato e registrato canzoni in molte lingue europee e asiatiche, in arabo come in ebraico.

LA VIDEOINTERVISTA 1

Noa Ë nata a Tel Aviv da una famiglia di ebrei yemeniti, ha trascorso l'infanzia in America ma dai 17 anni Ë tornata a vivere in Israele dove fa sentire la sua voce, insieme ad altri intellettuali e artisti, per arrivare finalmente ad una soluzione pacifica della questione dello Stato palestinese. Con l'Italia ha un feeling speciale: di recente ha registrato un album di canzoni napoletane intitolato Noapolis, e tra le varie collaborazioni con il maestro Nicola Piovani resta nella memoria di tutti il brano Life is Beatiful per la colonna sonora del film premio Oscar di Roberto Benigni La vita Ë bella. Tra qualche giorno torner‡ ospite al Festival di Sanremo dove nel 2006 andÚ anche in gara con Carlo Fava e il Solis String Quartet con la canzone Discorso in generale, che vinse il premio della critica.

Sar‡ la sua quarta volta al Festival di Sanremo, cosa canter‡?
"InterpreterÚ Torna a Surriento nella serata di venerdÏ, quella dei duetti dedicati alla grande canzone italiana famosa nel mondo. La canterÚ in coppia con Eugenio Finardi, un artista che considero bravissimo. Ci scambieremo le parti: lui canter‡ la versione rock che fu di Elvis Presley, quella che nella versione americana si intitola Surrender. Eugenio ha la mamma americana, quindi il suo inglese Ë perfetto e credibile per questa versione. Io invece canterÚ la versione classica tradizionale napoletana con i Solis String Quartet. Sar‡ un'esibizione interessante perchÈ passeremo continuamente da una versione all'altra e ad un certo punto le intrecceremo: l'arrangiamento che abbiamo preparato Ë da questo punto di vista davvero molto bello. Sar‡ anche l'occasione per me di ricordare al pubblico del mio progetto Noapolis, un album nel quale ho interpretato le pi˘ belle canzoni napoletane, e la partecipazione al festival mi permetter‡ di parlare con il pubblico italiano del tour che terrÚ in Italia in autunno e che sar‡ realizzato in collaborazione con il World Food Program delle Nazioni Unite, per una raccolta fondi in favore dell'Africa".

Che ricordi ha del Festival?
"Sono felice di tornare a Sanremo, sar‡ la mia quarta volta sul palco del teatro Ariston per questo incredibile Festival. In quei giorni Ë un posto pazzo, pieno di caos, dove tutti si danno un gran da fare, parlano tutti insieme, c'Ë da impazzire, ma Ë divertente, Ë come essere in un casinÚ".

Come giudica la rivoluzione araba che ha portato cosÏ tanti cambiamenti nel Nord Africa?
"Quanto sta avvenendo Ë un segnale dinamico di cambiamento, e non credo che sia ancora finito. Ogni volta che qualcuno prende il suo destino nelle mani Ë un segnale da cogliere in modo positivo. In particolare sono molto sorpresa dall'Egitto per il riconoscimento della pace con Israele e per il loro progressivo avvicinamento a una forma di democrazia davvero compiuta. Tutto ciÚ che di positivo Ë avvenuto nel mondo arabo Ë il risultato del contributo delle giovani generazioni: ora mi piacerebbe che la stessa voglia di democrazia e partecipazione si allargasse a paesi come la Siria, in cui la situazione Ë devastante per la presenza di un regime tirannico, e all'Iran dove i moti studenteschi sono sempre stati repressi con la violenza da Amadinejad".


E come vede la situazione in Israele?
"Non credo che si faccia abbastanza per il riconoscimento delle minoranze e dei diritti delle donne. Personalmente partecipo sempre alle manifestazioni per le donne, e mi schiero apertamente contro le posizioni della minoranza ebreo ortodossa. Io non sono religiosa ma sono di cultura ebraica: spero che alle prossime elezioni vinca Yair Lapid, un candidato laico in grado di contrastare il potere crescente degli ambienti religiosi".

Six years after winning the Critics' Award at San Remo, Israeli singer Achinoam Nini (also known as Noa) is returning to the Italian music festival, this time as a guest.

Nini was invited by the festival's organizers to perform the song "Torna a Surriento", a huge hit which was once covered by Elvis Presley. She will take the stage on February 16 during a live broadcast to tens of millions of viewers across Europe.

Nini released an album with Neapolitan songs last summer, which was praised by many in Italy. Since then, she has been performing with the Neapolitan Solis string quartet.

"It's a wonderful feeling to return to San Remo," says Nini. "I have taken part in the festival three times, and the first time I arrived as a really young singer.

"This time they decided to honor the great Italian songs which have made it outside Italy. What's funny in my case is that I sing in Italian and my competitor sings in English."



15 February 2012

Noa at the Sanremo Festival (Italy) (International Guest 2012)



Duetterà “Surrender" (Torna a Surriento”) con Noa nella serata di giovedì ed è molto soddisfatto del suo brano in gara: Eugenio Finardi ha raccontato ai giornalisti della radio tv della sala stampa al Palafiori la sua soddisfazione per questo Festival.

Accolto con un sentito applauso, il cantautore milanese, si è presentato in sala con la cantante Noa commentando la sua partecipazione a questa edizione della kermesse canora. “L'unica cosa in assoluto in cui credo sono le leggi della fisica, una di queste postula che non si può dire di no a Gianni. Una volta che ti avvicini all'orbita di Sanremo o ti allontani o ci entri. Cinque mesi fa non pensavo di arrivarci”.

In gara con il brano “E tu lo chiami dio”, il cantante ha aggiunto: “Questa canzone mi convinceva e me la sento addosso ne sono l'editore. Mi sembra un pezzo che si avvicina a questo mondo e mi fa superare la più grande paura: bel canto all'italiana. Una delle cose di cui son più fiero rispetto al cantare la canzone di una giovane autrice è stato quello di aver dato spazio e intuito la caratteristica che li poteva rendere unici e irripetibili”.

“Noa? ha voce mediterranea che tocca il cuore. C'è momento del brano che cantiamo insieme in cui io non posso non scoppiare a piangere”




SANREMO - Noa, sua ospite domani sul palco del teatro Ariston, gli augura di vincere il Festival di Sanremo ma Eugenio Finardi, cantautore di razza, si schermisce e dice: "Se, dopo Vecchioni, quest'anno toccasse a me non saremmo più al festival ma al Club Tenco". E in ogni caso la sua dedica sul podio "sarebbe per Demetrio Stratos". La canzone con cui Finardi, 60 anni di età e 40 di carriera, torna in gara a Sanremo si intitola 'E tu lo chiamo Dio'. Non è stata scritta da lui ma da un'autrice molisana, Roberta Di Lorenzo, ed è contenuta nel triplo cd antologico 'Sessanta', che include anche altri quattro brani inediti, uscito oggi. "Arrivo a Sanremo per caso, come editore, con una canzone non mia che avevo fatto ascoltare a Morandi. Lui mi ha convinto a cantarla e, da non credente, obbedisco alle leggi universali tra cui quella che dice che a Morandi non si può dire no", dice l'artista. Una soddisfazione, per lui, tornare a Sanremo "senza santi in Paradiso e con un'etichetta indipendente". Proprio religiosità e aldilà sono stati tra i discussi temi toccati anche da Adriano Celentano nell'intervento di ieri al festival.

"Sono laico - dice di sé Finardi - ma avverto sentimenti come il sacro, il divino, l'estasi trascendente, a cui accedo attraverso la musica. Non ho sentito Celentano. Ero nel backstage ad aspettare il mio turno insieme a Gigi D'Alessio, Marlene Kuntz ed Emma. Immaginavo che, vista la durata del suo intervento, saremmo saliti sul palco più tardi ma non mi va di polemizzare. In questi giorni mi sono sentito accudito da Morandi, sempre attento, affettuoso e pronto a dare buoni consigli a ciascuno di noi". Curiosa l'idea di far cantare Noa in napoletano, mentre a Finardi toccherà domani qualche strofa in inglese, come fece Elvis Presley, sulle note del brano 'Torna a Surriento (Surrender)', con l'accompagnamento dei Solis String Quartet. La cantante israeliana, molto presente in Italia, ha parole di affetto e stima per Finardi: "Ci sono due tipi di artisti - dice - quelli che amano se stessi e coloro che amano e lodano il Dio della musica, tra questi ultimi includo i Solis String Quartet ed Eugenio, che ha dedicato la sua carriera ad una profonda ricerca artistica". Venerdì Finardi interpreterà il brano in gara 'E tu lo chiami Dio' insieme a Peppe Servillo. Ad accompagnarli il Piccolo Ensemble 'Futuro', composto dai ragazzi del progetto integrazione del Conservatorio di Milano, tra cui due violinisti Rom e la figlia dello stesso Finardi, Francesca. Un omaggio all'orchestra e ai ragazzi, che si sacrificano fin da piccoli per imparare seriamente a suonare uno strumento.


“Mi ha chiamato Morandi e sono qui. Ma sono qui per caso e non in veste di cantante, ma di editore di una canzone che non è stata scritta da me”. È Eugenio Finardi a dirlo, durante la conferenza stampa al Roof dell’Ariston, intervenuto per presentare ‘Torna a Surriento’ (Surrender), il brano che canterà domani in duetto con la cantante israeliana Noa nella serata ‘Viva l’Italia’. Finardi torna al Festival dopo anni intensi e pieni di nuove esperienze musicali, dal Fado al Blues, dalla Musica Sacra al Teatro di prosa fino al progetto di Classica Contemporanea ‘Il Cantante al Microfono’, vincitore del premio Tenco 2008. A Sanremo è sul palco con il brano ‘E tu lo chiami Dio’, uno dei cinque inediti contenuti nel triplo cd ‘Sessanta’. “Mi sono reso conto di avere molta paura anche se Morandi ci ha accudito dimostrando di avere molta attenzione nei nostri confronti e secondo me non è corretto affermare che nel suo Festival le canzoni siano state sminuite dall'intervento di Celentano. Lo sapevamo tutti che sarebbe stato così”. E aggiunge: “Alla base di questa mia presenza a Sanremo c’è l’impegno sociale perché anche chi lavora nel mondo della musica deve avere ben presente l'idea che l'impegno civile è fondamentale”.

In conferenza c’è anche Noa, che domani canterà ‘Torna a Surriento’ in napoletano, affiancata dai ‘Solis String Quartet’, mentre Finardi canterà in lingua inglese (‘Surrender’ fu infatti portata al successo da Elvis Presley). “Eugenio ha dedicato la sua carriera ad un profonda ed accurata ricerca artistica – ha detto Noa – e sono onorata di lavorare con lui”. Poi risponde ad un giornalista: “Io sono ambasciatrice della Fao e ci metto tutto il mio impegno per aiutare le persone del Terzo Mondo che soffrono la fame, soprattutto i bambini. E, dunque, grazie all'Eurovisione domani sera avremo la possibilità di trasmettere un importante messaggio per aiutare queste popolazioni”.

9 November 2006

Noa recieves the Tenco Award in Sanremo (italy)





Noa to receive "Tenco" award . The "Tenco" Award, founded more than 30 years ago, is awarded by "Club Tenco", an association founded after the suicide in Sanremo of Luigi Tenco, a famous Italian songwriter. Noa will be receiving the award for career achievement. Noa will be performing at the awards ceremony.

2 March 2006

Noa wins the Critics Award at Sanremo Festival (Italy)

Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet receive the Critics Award at Sanremo

© photo: www.solis.it

From Feb 27-March 5, 2006, Noa took part in the prestigious San Remo Festival in Italy as a contestant. The program was viewed by over 20 million people in Italy and abroad. Her song, 'un discorso in generale', a duet written by Carlo Fava and performed together with him and the Solis String Quartet, was eliminated in the first stages of the competition, but was awarded the prestigious and lucrative Critics Award at the end of the week by an almost unanimous vote. Noa received endless media attention and compliments for her elegant appearance, her fluent Italian and her courageous statements about the music industry and the state of the world (from©www.noasmusic.com)

IL PAGELLONE DI SANREMO dal nostro inviato Domenico Catagnano. Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet - La voce più bella del Festival, premiata dalla critica, un ottimo accompagnamento e un esordio inaspettato all'Ariston per Carlo Fava. Classe, molta classe. Da 7.5, mezzo punto in meno perché lui ricorda troppo De Andrè.
Niente vittoria per Dolcenera o i Nomadi. Il vincitore assoluto è Povia, la voce che da un anno ci accompagna con la bellissima "I bambini fanno ooh". Ultima serata di gran classe con grandi ospiti: Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e Laura Pausini.

Alla fine i pronostici non sono stati rispettati. L’anno scorso vinse il favoritissimo Francesco Renga, ma questa volta niente da fare per la più quotata per la vittoria Dolcenera, che non ha vinto nemmeno la categoria “Donne”. Vince a sorpresa Povia con “Vorrei avere il becco”, un seguito ideale della sua famosissima canzone “I bambini fanno ooh”, da 51 settimane nella top 10 dei singoli più venduti in Italia. Il televoto ha rivoluzionato tutte le classifiche. Povia ha vinto anche la categoria “Uomini”, superando Michele Zarrillo; i Nomadi hanno trionfato tra i “Gruppi”; Anna Tatangelo ha superato Dolcenera e vinto la categoria “Donne”; sorpresa anche per il vincitore della categoria “Giovani” che non è il super favorito Simone Cristicchi, ma è Riccardo Maffoni, con una canzone davvero eccezionale. Il Premio della Critica “Mia Martini” è stato vinto da Noa, Carlo Fava & Soling String Quartet, eliminati nella terza serata, che hanno partecipato con il brano “Un discorso in generale”. Il Premio Sala Stampa Radio Tv se lo sono aggiudicati i Nomadi, mentre Simone Cristicchi è stato il più votato dai bambini e ha vinto il Premio Raisat Ragazzi.

Vince Povia, ma il Festival non vola ©di Giorgio Maimone
Alla fine la mia "sfera di pelle di porco", presa in prestito da Gianni Mura, due cose me le ha fatte vedere giuste: il primo posto di Povia e il secondo dei Nomadi.
Altre due ne ha sbagliate: ma la Tatangelo vincitrice tra le donne non sta neanche tra i peggiori incubi da cattiva digestione! E Riccardo Maffoni davanti a Simone Cristicchi tra i giovani non può che essere frutto di uno scherzo di cattivo gusto. Gioco facile invece sul premio “Mia Martini” della critica (e lì devo confessare di un avere neanche consultato la sfera), andato, come di necessità, a Carlo Fava, Noa e Solis String Quartet.
Finito il giro delle premiazioni c’è da fare qualche considerazioni sugli sconfitti: in primo piano Dolcenera, che avrà anche il nome d’arte di una canzone di Fabrizio De André, ma che deve ancora imparare a gestirsi in scena e a scegliere canzoni degne dei suoi mezzi vocali che sono indubbiamente migliori rispetto al suo repertorio. Altri sconfitti sono Ron e Alex Britti che un posto in finale, almeno uno dei due, lo meritavano sicuramente.
Un po’ sotto le previsioni sono andati Carlo Fava e Noa che almeno alla semifinale potevano puntare. Sinceramente vedere che vanno avanti gli Sugarfree (big? “Ma mi faccia il piacere!” direbbe Totò) e resta fuori Noa è una cosa che può succedere solo in un festival della porchetta o a Sanremo. Oltre agli Sugarfree rientrano tra i miracolati anche Gigi Finizio e i Ragazzi di Scampia, un’iniziativa pietosa, orchestrata dallo stesso tandem (Mogol e Gigi D’Alessio) che ha portato in finale la Tatangelo, di nero vestita.

1 March 2006

About Noa's performance at Sanremo Festival (Italy)

Israeli singer Noa, left, and pianist Carlo Fava pose for photographers prior to a press conference, in San Remo, Italy, Tuesday, Feb. AP FOTO - LucaBruno 28 feb 15:17
Sanremo 2006: eliminati Anna Oxa, Gianluca Grignani e Mario Venuti di Francesco Silvestri/ 01/03/2006 by korazym
Dopo le dure critiche e il calo degli ascolti, Panariello & C. danno un taglio diverso alla seconda serata del Festival di Sanremo. Meno spazio a Victoria Cabello e più unità tra il trio. Serata segnata dalle prime eliminazioni e da Francesco Totti.
Prime vittime del Festival. E sono vittime illustri: Anna Oxa, Gianluca Grignani e Mario Venuti, in gara tra i gruppi con gli Arancia Sonora. Solo questi ultimi si sono presentati sul palco dell’Ariston dopo l’annuncio dell’eliminazione. Anna Oxa e Grignani non si sono nemmeno fatti vedere nella stanzetta stile reality show dove si attende il verdetto, forse perché già informati precedentemente dell’esclusione.
Una bella serata di spettacolo e di musica che ha visto alcuni aggiustamenti rispetto a lunedì sera, dopo le critiche piovute da tutte le parti. Prima di tutto il “ritorno” alla conduzione di Giorgio Panariello che era stato accusato di aver lasciato troppe cose in mano alla frizzanteVictoria Cabello. La giovane veejay ha visto i suoi spazi sensibilmente tagliati rispetto alla prima sera
sanremese. Nonostante questo l’intesa tra i tre del Festival, Panariello-Cabello-Blasi è sembrata migliorare a tutto vantaggio del ritmo e della piacevolezza dello show.
Anche l’inizio della seconda serata è stato segnato dall’annunciato monologo di Panariello incentrato sulla questione bollente della par condicio: “Un Festival dei fiori in par condicio è un inferno, perché quasi a ogni fiore corrisponde un nome di partito - ha detto il comico -immaginate una vita in par condicio: non potrebbero esistere neanche i cartelli che indicano se andare a destra o a sinistra”.
La serata è stata movimentata dal più volte annunciato arrivo in riviera di Francesco Totti. La bellissima moglie, Ilary Blasi, era completamente all’insaputa del suo arrivo e quando dal palco l’ha visto seduto in platea non ha saputo controllare l'emozione. Scontato un lungo bacio in diretta e momenti insieme per la coppia più chiacchierata del Festival 2006.
Emozioni ce le ha regalate anche il super ospite della serata, Riccardo Cocciante, che ha ricevuto il premio “Città di Sanremo” alla carriera, regalando al pubblico due delle canzoni che lo hanno reso famoso nel mondo ''Bella senz'anima'' e ''Margherita''. Standing ovation per lui.
La seconda serata ha avuto anche due ospiti stranieri in questo momento al top tra i giovanissimi: Jesse
McCartney e Hilary Duff, entrambi diciottenni ed entrambi passati dal successo come attori in due diverse serie televisive americane alla scalata delle classifiche musicali di mezzo mondo. Peccato che i ragazzini più piccoli che li seguono non hanno potuto vederli visto l’orario proibitivo delle loro esibizioni sul palco dell’Ariston.
Per il resto è stata tutta gara con le esibizioni di metà dei big – tre per categoria – e metà dei giovani. La prima donna eliminata è stata Anna Oxa –già ultima ieri - che con la sua interpretazione scenografica, poco sanremese, non ha saputo trovare il favore del pubblico e dei giurati. Ma dopo i misteri e le tensioni dei giorni scorsi, Anna ha lasciato spazio alle lacrime dopo la sua esibizione, con il brano ''Processo a me stessa'' eseguito come da accordi con la direzione artistica in una versione più breve rispetto a ieri.
L’unico sorpasso della serata è stato quello degli Sugarfree – ultimi ieri tra i gruppi – ai danni di Mario Venuti & Arancia Sonora che hanno dovuto abbandonare la competizione nonostante il loro brano sia uno dei favoriti tra i critici musicali presenti a Sanremo. L’altro eliminato è Gianluca Grignani, già ultimo ieri nella categoria uomini, che, nonostante fosse stato il primo ad aver accettato l’invito al Festival di Panariello, forse non ha saputo regalare un pezzo e un’interpretazione alla sua altezza.
Nella seconda serata, a differenza della prima, i cantanti hanno potuto dire due parole al termine della loro esibizione. Ron, tra l'altro tra i favoriti alla vittoria finale, ha portato all'Ariston la testimonianza di un impegno importante: ''L'uomo delle stelle'', il suo brano, è stato scritto per raccogliere fondi a favore della ricerca contro le sclerosi laterale amiotrofica.
La serata ha visto anche l’inizio e già i primi eliminati della gara dei giovani che, vittime dei meccanismi dell'ascolto televisivo, hanno cominciato le loro esibizioni a tarda sera. E alcuni sono stati eliminati pochi minuti dopo la loro esibizione. Stiamo parlando di Antonello, Virginio e i Deasonika che hanno potuto godere la ribalta del Festival solamente per pochi, ma preziosi istanti… Niente di grave certo, anche perché la stessa sorte è capitata l'anno scorso ai Negramaro, maltrattati dalle giurie prima di diventare protagonisti di un'annata trionfale, e che verrà riconosciuta con un premio che sarà loro consegnato sabato. Passano il turno Simone Cristicchi, già famoso grazie alla hit ''Vorrei essere Biagio Antonacci'', Helena Hellwig, con una voce rara e la produzione di Mango, e Monia Russo, proveniente dall’Accademia di Sanremo e in gara con un classico brano sanremese.
Questa sera non ci sarà il Festival causa partita della Nazionale Italiana di Calcio. La gara riprende giovedì, quando l’altra metà di big e di giovani tornerà a sfidarsi per tentare di evitare l’eliminazione. Tra le donne è già sicuro il passaggio di Dolcenera, sarà invece ‘battaglia all’ultimo voto tra Ivana Spagna e Simona Bencini. Purtroppo quasi certa l’eliminazione, tra gli uomini, del bravo Luca Dirsio, giunto quinto lunedì che dovrà vedersela con i primi due classificati Zarrillo e Britti. Per Dirisio nessun problema visto che la sua canzone è già una delle più trasmesse per radio. Il discutibile meccanismo del Festival ha fatto sì che giovedì si sfideranno i primi tre classificati tra i gruppi di lunedì, dopo che ieri sera si sono sfidati gli ultimi tre. Paradossalmente verrà eliminato un gruppo – rischiano Noa e Carlo Fava – che lunedì aveva ottenuto più voti dei due gruppi che ieri sera hanno passato il turno. Anche se è scontato dirlo, anche questo è Sanremo.


Israeli singer Noa poses for photographers prior to a press conference, in San Remo, Italy, Tuesday, Feb.LucaBruno AP FOTO - 28 feb 15:17

Nella gara d'eleganza vince il Made in Italy. È quasi par condicio tra le molte griffe dell'alta moda che vestono gli artisti Par condicio modaiola tra i conduttori, ma anche tra gli artisti in gara a Sanremo, che hanno distribuito in modo equanime le loro preferenze in fatto di look, privilegiando comunque, quasi sempre, lo stile Made in Italy.
Dei tre conduttori già si sa: rassicurante total look Armani per Giorgio Panariello, la grande classe di Valentino, con qualche imprevisto, per Ilary Blasi, lo stile radical-chic di Miu Miu per la disturbatrice Victoria Cabello. Ieri sera, poi, anche Versace ha fatto la parte del leone, firmando le mises delle quattro top model che fanno da cornice alla rassegna canora: Marta Cecchetto, Francesca Lancini, Claudia Cedro e Vanessa Hessler che hanno indossato capi Versace Atelier, in chiffon
ricamati con paillettes, cristalli e jais, dai colori tutti diversi.
«La Maison Versace è stata presente in numerose edizioni ed è una partecipazione - dice Donatella Versace - cui abbiamo sempre tenuto molto. Essere a Sanremo è come far parte di un'istituzione». Anche Simona Bencini ha scelto Versace per la sua partecipazione da solista al Festival: il suo guardaroba è stato studiato giocando con i contrasti del bianco e del
nero, e scegliendo la collezione Monogram e la linea di borse Couture.
La stilista Anna Molinari, invece, veste sia Noa sia Helena Hellwig, figlia della stilista 'etno-chic' Giuliana Cella, in gara per la categoria Giovani. Per la poco più che ventenne rampolla della moda, abiti della linea Blugirl, per l'interprete israeliana, la linea più adulta, Blumarine. From www.corriere.com

Sanremo: Molinari veste Noa-Hellwig.
Blumarine per israeliana, Bluegirl per debuttante 'Giovani'
(ANSA) - MILANO, 1 MAR - La stilista Anna Molinari ha creato per Noa e Helena Hellwig degli abiti esclusivi per le loro apparizioni sanremesi. Helena Hellwig, figlia della stilista etno-chic Giuliana Cella, in gara per la categoria Giovani, indossera' abiti della linea Blugirl. Noa, la celebre cantante israeliana, ha scelto la linea Blumarine.
«E ora canto in napoletano» La cantante israeliana, che indosserà sul palco dell'Ariston un prezioso abito Bluemarine, è entusiasta della collaborazione con Carlo Fava. E racconta perché si è innamorata di Roberto Murolo 2/3/2006 di Giovanni Pianetta


Arriva nella redazione sanremese di «Sorrisi» per un photosession e decide di indossare, per il servizio, un bellissimo abito rosa di Bluemarine che metterà anche sul palco dell’Ariston. È l’occasione per scambiare due chiacchiere con questa grande artista internazionale che ha deciso addirittura di mettersi in gara (dai tempi di Renis il regolamento è stato cambiato per permettere ad artisti stranieri, purché cantino in italiano, di poter partecipare in concorso). Noa ha accettato di scendere al fianco di Carlo Fava e dei Solis dopo aver sentito la sua «Un discorso in generale» di cui lei si è subito innamorata. Tutti sono rimasti ammirati, non solo dalla bellissima interpretazione dei due che realizzano una perfetta fusione delle due voci (e del resto la voce di Noa non ha bisogno di complimenti...), ma anche dalla perfetta dizione italiana dell’artista israeliana. Si parla di una prosieguo della collaborazione tra i due: è vero Noa? «Sì, ma non posso dire troppo. Intanto, ho già tradotto in inglese un paio di canzoni di Carlo, tra cui "Il mio nome" e proprio "Un discorso in generale". Trovo che il modo di comporre musica di Carlo sia magnifico. Ci siamo conosciuti un anno fa a Torino. Mi avevano già fatto sentire dei suoi pezzi che mi erano subito piaciuti, così ci siamo dati quell’appuntamento: l’occasione fu l’evento per il lancio in città delle Olimpiadi invernali, dove io ero stata invitata a cantare. Sono tornata in Israele con i suoi Cd e mi sono resa conto che la sua musica è così straordinaria, così sensibile, così profonda che mi emozionava nell’anima. Con i Solis, invece, c’erano già alle spalle due anni di collaborazione in giro per il mondo. Inoltre ho scritto anche dei versi su musiche composte da loro. Ho persino imparato a cantare in napoletano, visto che le loro radici sono lì. A dire la verità, già da anni cantavo due classici come “Torna a Surriento” e “Santa Lucia luntana” e le intonavo sempre alla fine dei miei concerti in Italia. Poi i Solis, in occasione di un evento speciale a Caserta, mi hanno detto: “Ma perchè non canti tutto in napoletano?”. E io mi son detta “Perché no? Ok, proviamo”. Mi son fatta mandare dai Solis testi, spartiti, album della canzone napoletana, specie di quella antica, villanelle del ‘600/700, e così mi sono accorta della bellezza assoluta della canzone napoletana. Ho cominciato a studiare. Certo, è stato difficile, ma non impossibile. Ho ascoltato un sacco gli album di Roberto Murolo perché la sua dizione è così chiara, così limpida, così elegante. Avevo avuto anche l’onore di conoscerlo prima della sua scomparsa. Molta musica napoletana mi ricorda il “ladino”, la vecchia musica tradizionale ispano-ebraica che ha subito l’influenza della melodia araba, come del resto la musica napoletana: in tutta l’area del Mediterraneo ci sono dei forti legami musicali. Ho persino pensato che ci sia qualcosa di mistico, come se io avessi vissuto una precedente vita napoletana perché, appena ho ascoltato quella musica, ho subito sentito che ci “entravo” alla perfezione. Devo anche ringraziare i Solis perchè hanno speso tempo a correggermi, aiutando a migliorarmi ogni volta. Ormai canto le villanelle non solo nei miei concerti in Israele, ma un po’ in tutto il mondo. E adesso ho un progetto per tradurre in ebraico molte di queste canzoni. Ho già iniziato con “Era de maggio”: mi ha aiutato il mio arrangiatore Gil Dor che è bravissimo nel tradurre dall’inglese all’ebraico: l’ho cantata anche a Napoli, metà in inglese e metà in ebraico, e la gente è impazzita! Finora l’ho solo cantata ai concerti e non l’ho ancora incisa. Adesso mi sono decisa: quest’anno inciderò un album di sole canzoni napoletane. Così completo i miei tre progetti: adesso sto uscendo con un Dvd live che contiene anche il brano del Festival, poi inciderò un nuovo album di inediti e quello napoletano. Ne avrò da lavorare dopo il Festival....».
E in Italia, Noa, quando la rivedremo? «Ma presto: il 25 e 26 marzo terrò con i Solis il concerto "A Sud luna nova" al Teatro Gesualdo di Avellino e sarà un récital in gran parte di canzon i napoletane. Poi tornerò a giugno dove, sempre con i Solis, terremo il concerto per la riapertura del Teatro Flavio, l’anfiteatro romano di Pozzuoli chiuso per i restauri. E spero di fare altre date durante l’estate: l’Italia è così bella...».
(foto Rino Petrosino)

03 mar 01:09 Sanremo: nei 'gruppi' fuori Noa con Carlo Fava
SANREMO - Nuove eliminazioni eccellenti al Festival della Canzone italiana. A sorpresa nella categoria 'gruppi' la giuria demoscopica ha eliminato Noa con Carlo Fava e Solis String Quartet. Passano alle semifinali della quarta serata i Nomadi e gli Zero Assoluto. (Agr)


«Gaber, Tenco e Verdi, ecco i miei riferimenti». Parola di Carlo Fava
Il cantautore milanese, in gara nela categoria Gruppi con Noa e i Solis
String Quartet, racconta la sua grande emozione nel salire sul palco
dell'Ariston

2/3/2006
diGiovanni Pianetta
Per il grande pubblico è stata una scoperta. Ma per il pubblico che ama la
canzone d’autore e ha un palato raffinato il nome di Carlo Fava era già
una certezza. Cantautore milanese, Carlo non è nuovo alle scene del
Festival: «C’ero già stato nel 1993, quando si facevano le preselezioni
per entrare nel cast del Giovani: arrivai penultimo...». Beh, quest’anno
va decisamente meglio e il brano che canta con Noa, accompagnati dai Solis
String Quartet, gode dei favori della Critica per la sua raffinata
eleganza e poeticità.
«La mia prima formazione è jazz. Da musicista, nasco come pianista: sono
arrivato sino al 5° anno al Conservatorio di Novara; ho suonato per tanti
anni con i jazzisti, perché amo il jazz, ma adesso faccio parte del filone
della canzone d’autore. Sono Gaber e Tenco i miei due grandi punti di
riferimento, però i miei interessi musicali sono a 360 gradi, ad esempio
Verdi è una mia grande passione, e sono sempre affascinato dalle grandi
voci, in primis Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald. È stato all’inizio del
2000, con l’album e lo spettacolo collegato "Personaggi criminali", che ho
deciso di virare verso la forma del teatro-canzone. Gaber venne a vedermi
e fu lui a incoraggiarmi su questa strada: da allora, ogni tanto ci si
sentiva finché lui...».
Carlo, nel 1994, era uscito con il primo dei suoi tre album («Ritmo
vivente muscolare della vita») e ora riediterà «L’uomo flessibile» (uscito
nel 2004) con, oltre al brano sanremese, una novità: «Ho inciso una
canzone di Francesco Guccini, “Certo non sai”, tratta dal suo ultimo album
“Ritratti”. Perché faccio una sua cover? Perché quando l’ho sentita sono
rimasto folgorato: mi sono subito messo al piano e ne ho fatto una sorte
di versione da camera; l’ho fatta sentire a Francesco e la mia versione
intimista gli è molto piaciuta».
E l’invito al Festival? «Ero stato già contattato a fine estate, ma la mia
collaborazione con Noa esisteva da prima. C’eravamo conosciuti a Torino
più di un anno fa e lì è iniziata anche un’amicizia profonda e abbiamo
iniziato a scrivere insieme delle cose che però devono ancora uscire.
Intanto avevo composto la musica di “Un discorso in generale” e Gianluigi
Martinelli aveva scritto i versi. La mia manager Adele Di Palma, senza
dirmi nulla, ha mandato il demo in Israele a Noa attraverso i Solis che
andavano là per lavorare con lei. Noa si è fatta viva immediatamente e mi
ha detto: “Voglio fare subito questo brano con te”. Nel settembre abbiamo
registrato la canzone a Milano e nel frattempo è giunto l’invito al
Festival».
Gianmarco Mazzi ha dichiarato che convincere Noa a partecipare alla gara è
stata la cosa più difficile che abbia dovuto affrontare per il cast di
questa edizione... «L’avevo avvisata io dell’opportunità e del resto lei
conosceva già il Festival, essendoci stata due volte come ospite
internazionale. Alla fine lei mi ha detto “Sì, voglio partecipare perché
ho riflettuto e voglio che più gente possibile ascolti la tua canzone”.
Beh, inutile dire che per me, invece, era una grande occasione per farmi
conoscere di più». Panico da debutto all’Ariston? «Sono un emotivo e un
timido: 30 secondi prima ero nel panico. Ma sapevo e so di essere in
ottima compagnia: con Noa e i Solis, dei virtuosi degli archi -a
proposito, un’idea di Noa quella di portarli- e l’ottimo arrangiamento di
Beppe Quirici, sono in una botte di ferro. Ho voluto l’intervento
dell’orchestra al minimo, perché il brano è stato concepito per piano,
archi e voce, però quello resta comunque un intervento fondamentale».
Progetti, Carlo? «Riprenderò il mio tour dell’“Uomo flessibile” che da
aprile porterò nei teatri. E per l’estate ho già in programma 5/6 eventi
speciali insieme a Noa».



Sanremo 2006: eliminati Spagna, Luca Dirisio, Noa e Fava di Francesco Silvestri/ 03/03/2006
Terza serata molto più frizzante e divertente grazie a grandi ospiti come Leonardo Pieraccioni, Carlo Verdone, John Cena. Standig ovation per le medaglie d'oro delle Olimpiadi di Torino. Nuovi eliminati eccellenti. Finale con Shakira.
La terza serata segna la rinascita del Festival. Era stato annunciato ed effettivamente la pausa di mercoledì ha prodotto i suoi effetti. Si vede che Panariello e gli autori si sono seduti attorno ad un tavolo e hanno cercato di capire cosa non è andato nelle prime due serate. E’ indubbio che la nuova aria avvertita nella terza serata è attribuibile soprattutto ai grandi ospiti che si sono succeduti sul palco del Teatro Ariston.
Carlo Verdone, Leonardo Pieraccioni e John Cena, campione del mondo di wrestling e idolo incontrastato dei bambini, si sono rivelati un cast di tutto rispetto. Un taglientissimo Leonardo Pieraccioni ha avuto l’onore di aprire la serata sfruttando al meglio la gag, lanciata dai telegiornali, secondo la quale Panariello aveva rinunciato alla conduzione a causa delle troppe polemiche. “Ho portato una piantina perché qui più che il Festival dei fiori di Sanremo mi sembra il festival del marmo di Carrara”. “Voi non sapete - dice Pieraccioni rivolgendosi al pubblico - ma Giorgio Panariello si è ritirato per le troppe polemiche: su ospiti stranieri che prendono troppi soldi. Ad esempio John Travolta che, siccome siamo a Sanremo, lo hanno pagato in fish”. “Uno scandalo - continua - hanno eliminato la canzone che mi piaceva di più, quella di Anna Oxa. Quando la sentivamo a casa, io, la mamma e il babbo facevamo il trenino. Ho scaricato la canzone della Oxa come suoneria e ora la mando a tutti gli amici”. Pieraccioni se la prende poi con la scenografia: “chi non vorrebbe nel giardino di casa questo... io e la mamma siamo stati tre giorni e tre notti a capire che fosse. Dante Ferretti - domanda allo scenografo, premio oscar - ma che hai fumato in America?''.

Giorgio Panariello ha fatto il suo ingresso sul palco dell'Ariston nei panni di Cateno, un personaggio già presente nel suo ultimo film: barbuto e imbranato, timido e balbuziente. Il conduttore improvvisato Pieraccioni lo accoglie e comincia lo sketch tutto improntato all'improbabile corteggiamento a Ilary Blasi da parte di Cateno.

Uno dei momenti clou della serata è stato l’arrivo di John Cena, wrestler e in questo momento uno dei personaggi più amati dai bambini di tutto il mondo, un gigante che gioca a fare il duro ma che in realtà è un professionista che non fa una mossa che non sia studiata. Dopo avere improvvisato una sfida “a parole” con un finto Pippo Baudo impersonato da Panariello, Cena ha rivolto un appello ai bambini perché non imitino a casa le performance dei loro idoli sul ring.

Molto divertente l’ingresso di Carlo Verdone, travestito da Assunta de' Senis, vecchia gloria della canzone italiana, una sorta di cariatide sommersa dagli acciacchi che ha vissuto da sfortunata protagonista gli anni di Nunzio Filogamo, Nilla Pizzi e Natalino Otto.

Grande emozione per la meritata standing ovation del pubblico in sala alle medaglie d’oro delle Olimpiadi di Torino 2006: Armin Zoeggeler, primo nello slittino; Pietro Piller Cottrer, Fulvio Valbusa, Cristian Zorzi e Giorgio Di Centa, nella staffetta 10 x4 di fondo, con Di Centa ha poi vinto anche l'oro nella 50 km di fondo; Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi, Stefano Dongrandi e Enrico Fabris, oro nella staffetta di pattinaggio, con Fabris che una seconda medaglia d'oro l'ha vinta anche nel singolo, e in più pure la conquista di un bronzo. Fabris e Anesi, con la chitarra, hanno intonato la canzone “Bella” di Jovanotti dedicandola alla bellissima Ilary Blasi. Ad accompagnarli sul palcoscenico c’erano anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il capo delegazione italiano ai Giochi invernali, Raffaele Pagnozzi.

La serata è stata anche questa volta ricca di eliminazioni più o meno eccellenti. Come al solito alcuni dei giovani non hanno quasi il tempo di cantare che sono stati subito eliminati: è il caso degli Ameba4, di Andrea Ori e di Ivan Segreto. Passano invece alla semifinale di questa sera L’Aura, la superfavorita tra i giovani, Riccardo Maffoni e Tiziano Orecchio, proveniente dall’Accademia di Sanremo.


Tra i gruppi lasciano la gara Noa, Carlo Fava & Soling String Quartet. Passano invece i favoritissimi Nomadi e gli Zero Assoluto. Simona Bencini riesce a superare Ivana Spagna e passa il turno insieme a Dolcenera. Spagna è l’unica degli eliminati a presentarsi sul palco per salutare il pubblico. Tra gli uomini passano Michele Zarrillo e Alex Britti, mentre già prevista l’eliminazione di Luca Dirisio, il cui brano è comunque già molto trasmesso dalle radio.

La quarta serata del Festival vedrà i superstiti della gara cimentarsi in duetti con vari artisti e sono previste nuove eliminazioni perché nella finalissima di sabato si contenderanno la vittoria solamente due artisti per ogni categoria

26 February 2006

Noa at the Sanremo Festival (Italy)


Un discorso in generale
Come fa la tua pelle a sapere di pesca
Per tutta la settimana
Come fa la tua pelle a sapere d’arancia
D’arancia siciliana
Qualcuno qualcuno dovrebbe spiegarmi chi sei veramente
Perché io non lo chiederò mai a te a te direttamente
Perché io non lo chiederò mai a te direttamente
Come fa quel tuo sguardo a puntare il futuro
E a fermarsi su tutte le cose
E a passare attraverso quel mondo incantato
E arrivare alla fine del mese
Nessuno ancora nessuno è riuscito a spiegarmi
Chi sei veramente e mi sa che un bel giorno lo chiederò
A te a te direttamente
Un bel giorno lo chiederò a te a te direttamente
Ma per adesso è come stare al ristorante
Chiedere il conto senza avere in tasca niente
Mi hai allagato il cuore e te lo voglio dire così
Tanto per fare un discorso in generale
E tutto questo è come stare al ristorante
Se non hai niente da dire non dire niente
Una di rosso e mezza naturale così
Per continuare quel discorso in generale
Come fanno le mani a resistere ancora
E a non stringerti fino a morire
Come fanno le parole a seguirsi intrecciarsi fino a sparire
Come fa la tua voce a cantare la pioggia che cade
Il vento il sereno
La tua voce a toccare a sfumare nei colori dell’arcobaleno
La tua voce a toccare a sfumare nella luce
Dell’arcobaleno
Ma tutto questo è una questione di pazienza
Come aspettare col sorriso una sentenza
Come parlare del disordine mondiale così
Tanto per fare un discorso in generale
E tutto questo è come stare al ristorante
Se non hai niente da dire e vabbè non dire niente
Dimmi del mondo o leggimi il giornale
Così per continuare quel discorso in generale
Come fa la tua pelle a sapere di pesca
Per tutta la settimana
Come fa la tua pelle a sapere d’arancia
D’arancia siciliana

© www.solis.it visit The Solis String Quartet Official Website www.solis.it

(ASCA) - Roma, 21 feb - La Rai ha comunicato l'ordine ufficiale di esecuzione delle canzoni degli artisti in gara nelle Categorie Donne, Uomini e Gruppi per il 56* Festival di Sanremo.
PRIMA SERATA - LUNEDI' 27/2:
Nicky Nicolai - LEI HA LA NOTTE;
Dolcenera - COM'E' STRAORDINARIA LA VITA;
I Ragazzi di Scampia con Gigi Finizio - MUSICA E SPERANZA;
Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet - UN DISCORSO IN GENERALE;
Povia - VORREI AVERE IL BECCO;
Ron - L'UOMO DELLE STELLE;
Simona Bencini - TEMPESTA;
Spagna - NOI NON POSSAMO CAMBIARE;
Sugarfree - SOLO LEI MI DA;
Mario Venuti & Arancia Sonora - UN ALTRO POSTO NEL MONDO;
Alex Britti - .. . SOLO CON TE
Luca Dirisio - SPARIRO';
Anna Oxa - PROCESSO A ME STESSA;
Anna Tatangelo - ESSERE UNA DONNA;
Nomadi - DOVE SI VA;
Zero Assoluto - SVEGLIARSI LA MATTINA;
Gianluca Grignani - LIBERI DI SOGNARE;
Michele Zarrillo - L'ALFABETO DEGLI AMANTI.


Festival di Sanremo: categoria gruppi, Nomadi in testa
SANREMO - Questa la classifica della categoria gruppi dopo la votazione della giuria demoscopica al termine della prima serata del Festival di Sanremo: 1. Nomadi; 2. Zero Assoluto; 3. Noa, Carlo Fava e Solis String Quartet; 4. I ragazzi di Scampia e Gigi Finizio; 5 Mario Venuti e Arancia Sonora; 6. Sugarfree. Per le prime tre serate, vota solo la giuria demoscopica, venerdi' scatta il televoto. (Agr)

info www.sanremo.rai.it




ne
lla seconda e terza serata gli artisti saranno cosi' suddivisi:
SECONDA SERATA - MARTEDI 28/2 -
Donne, Uomini e Gruppi.
Anna Oxa - PROCESSO A ME STESSA; Sugarfree - SOLO LEI MI DA; Gianluca Grignani - LIBERI DI SOGNARE; Anna Tatangelo - ESSERE UNA DONNA; Mario Venuti & Arancia Sonora - UN ALTRO POSTO NEL MONDO; Ron - L'UOMO DELLE STELLE; Nicky Nicolai - LEI HA LA NOTTE; I Ragazzi di Scampia con Gigi Finizio - MUSICA E SPERANZA; Povia - VORREI AVERE IL BECCO. GIOVANI - Simone Cristicchi - CHE BELLA GENTE; Monia Russo - UN MONDO SENZA PAROLE; Virginio - DAVVERO; Helena Hellwig - DI LUNA MORIREI; Deasonika - NON DIMENTICO PIU'; Antonello - CAPIRO' CRESCERAI.




TERZA SERATA - GIOVEDI' 1/3 - Donne, Uomini e Gruppi.
Simona Bencini - TEMPESTA;
Nomadi - DOVE SI VA;
Alex Britti - ... SOLO CON TE;
Spagna - NOI NON POSSIAMO CAMBIARE;
Zero Assoluto - SVEGLIARSI LA MATTINA;
Michele Zarrillo - L'ALFABETO DEGLI AMANTI;
Dolcenera - COM'E' STRAORDINARIA LA VITA;
Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet - UN DISCORSO IN GENERALE;
Luca Dirisio - SPARIRO'. GIOVANI -
L'Aura - IRRAGGIUNGIBILE;
Riccardo Maffoni - SOLE NEGLI OCCHI;
Ameba 4 - RIDO... FORSE MI SBAGLIO;
Ivan Segreto - CON UN GESTO;
Andrea Ori - NEL TUO MARE;
Tiziano Orecchio - PREDA INNOCENTE.


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