http://noasite.net/notonly01.htm#fava
Anything about Israeli Singer Achinoam Nini (Noa), This blog is a continuation of the project to create Data Base about Noa's career called "Noa's Museum". (You can find information about it on www.noasite.net) All the material published on Noa's Museum is exclusively owned by the authors of the pictures, articles, websites and are used with no intention of infringement of copyrights and without any commercial purpose.
2 April 2006
Noa appears on Carlo Fava's album "L'uomo flessibile"
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2 March 2006
Noa wins the Critics Award at Sanremo Festival (Italy)
Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet receive the Critics Award at Sanremo © photo: | |
From Feb 27-March 5, 2006, Noa took part in the prestigious San Remo Festival in Italy as a contestant. The program was viewed by over 20 million people in Italy and abroad. Her song, 'un discorso in generale', a duet written by Carlo Fava and performed together with him and the Solis String Quartet, was eliminated in the first stages of the competition, but was awarded the prestigious and lucrative Critics Award at the end of the week by an almost unanimous vote. Noa received endless media attention and compliments for her elegant appearance, her fluent Italian and her courageous statements about the music industry and the state of the world (from©www.noasmusic.com) | |
| IL PAGELLONE DI SANREMO dal nostro inviato Domenico Catagnano. Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet - La voce più bella del Festival, premiata dalla critica, un ottimo accompagnamento e un esordio inaspettato all'Ariston per Carlo Fava. Classe, molta classe. Da 7.5, mezzo punto in meno perché lui ricorda troppo De Andrè. |
| Niente vittoria per Dolcenera o i Nomadi. Il vincitore assoluto è Povia, la voce che da un anno ci accompagna con la bellissima "I bambini fanno ooh". Ultima serata di gran classe con grandi ospiti: Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e Laura Pausini.
Alla fine i pronostici non sono stati rispettati. L’anno scorso vinse il favoritissimo Francesco Renga, ma questa volta niente da fare per la più quotata per la vittoria Dolcenera, che non ha vinto nemmeno la categoria “Donne”. Vince a sorpresa Povia con “Vorrei avere il becco”, un seguito ideale della sua famosissima canzone “I bambini fanno ooh”, da 51 settimane nella top 10 dei singoli più venduti in Italia. Il televoto ha rivoluzionato tutte le classifiche. Povia ha vinto anche la categoria “Uomini”, superando Michele Zarrillo; i Nomadi hanno trionfato tra i “Gruppi”; Anna Tatangelo ha superato Dolcenera e vinto la categoria “Donne”; sorpresa anche per il vincitore della categoria “Giovani” che non è il super favorito Simone Cristicchi, ma è Riccardo Maffoni, con una canzone davvero eccezionale. Il Premio della Critica “Mia Martini” è stato vinto da Noa, Carlo Fava & Soling String Quartet, eliminati nella terza serata, che hanno partecipato con il brano “Un discorso in generale”. Il Premio Sala Stampa Radio Tv se lo sono aggiudicati i Nomadi, mentre Simone Cristicchi è stato il più votato dai bambini e ha vinto il Premio Raisat Ragazzi. |
| Vince Povia, ma il Festival non vola ©di Giorgio Maimone
Alla fine la mia "sfera di pelle di porco", presa in prestito da Gianni Mura, due cose me le ha fatte vedere giuste: il primo posto di Povia e il secondo dei Nomadi. Altre due ne ha sbagliate: ma la Tatangelo vincitrice tra le donne non sta neanche tra i peggiori incubi da cattiva digestione! E Riccardo Maffoni davanti a Simone Cristicchi tra i giovani non può che essere frutto di uno scherzo di cattivo gusto. Gioco facile invece sul premio “Mia Martini” della critica (e lì devo confessare di un avere neanche consultato la sfera), andato, come di necessità, a Carlo Fava, Noa e Solis String Quartet. Finito il giro delle premiazioni c’è da fare qualche considerazioni sugli sconfitti: in primo piano Dolcenera, che avrà anche il nome d’arte di una canzone di Fabrizio De André, ma che deve ancora imparare a gestirsi in scena e a scegliere canzoni degne dei suoi mezzi vocali che sono indubbiamente migliori rispetto al suo repertorio. Altri sconfitti sono Ron e Alex Britti che un posto in finale, almeno uno dei due, lo meritavano sicuramente. Un po’ sotto le previsioni sono andati Carlo Fava e Noa che almeno alla semifinale potevano puntare. Sinceramente vedere che vanno avanti gli Sugarfree (big? “Ma mi faccia il piacere!” direbbe Totò) e resta fuori Noa è una cosa che può succedere solo in un festival della porchetta o a Sanremo. Oltre agli Sugarfree rientrano tra i miracolati anche Gigi Finizio e i Ragazzi di Scampia, un’iniziativa pietosa, orchestrata dallo stesso tandem (Mogol e Gigi D’Alessio) che ha portato in finale la Tatangelo, di nero vestita. |
Noa appears on the special edition of Carlo Fava's album "L'umo flessibile"
"Un discorso in generale" included at the special edition of Carlo Fava's album "L'uomo flessibile". March 2006
1 March 2006
About Noa's performance at Sanremo Festival (Italy)
| Israeli singer Noa, left, and pianist Carlo Fava pose for photographers prior to a press conference, in San Remo, Italy, Tuesday, Feb. AP FOTO - LucaBruno 28 feb 15:17 | ||
| Sanremo 2006: eliminati Anna Oxa, Gianluca Grignani e Mario Venuti di Francesco Silvestri/ 01/03/2006 by korazym
Dopo le dure critiche e il calo degli ascolti, Panariello & C. danno un taglio diverso alla seconda serata del Festival di Sanremo. Meno spazio a Victoria Cabello e più unità tra il trio. Serata segnata dalle prime eliminazioni e da Francesco Totti. Prime vittime del Festival. E sono vittime illustri: Anna Oxa, Gianluca Grignani e Mario Venuti, in gara tra i gruppi con gli Arancia Sonora. Solo questi ultimi si sono presentati sul palco dell’Ariston dopo l’annuncio dell’eliminazione. Anna Oxa e Grignani non si sono nemmeno fatti vedere nella stanzetta stile reality show dove si attende il verdetto, forse perché già informati precedentemente dell’esclusione. Una bella serata di spettacolo e di musica che ha visto alcuni aggiustamenti rispetto a lunedì sera, dopo le critiche piovute da tutte le parti. Prima di tutto il “ritorno” alla conduzione di Giorgio Panariello che era stato accusato di aver lasciato troppe cose in mano alla frizzanteVictoria Cabello. La giovane veejay ha visto i suoi spazi sensibilmente tagliati rispetto alla prima sera sanremese. Nonostante questo l’intesa tra i tre del Festival, Panariello-Cabello-Blasi è sembrata migliorare a tutto vantaggio del ritmo e della piacevolezza dello show. Anche l’inizio della seconda serata è stato segnato dall’annunciato monologo di Panariello incentrato sulla questione bollente della par condicio: “Un Festival dei fiori in par condicio è un inferno, perché quasi a ogni fiore corrisponde un nome di partito - ha detto il comico -immaginate una vita in par condicio: non potrebbero esistere neanche i cartelli che indicano se andare a destra o a sinistra”. La serata è stata movimentata dal più volte annunciato arrivo in riviera di Francesco Totti. La bellissima moglie, Ilary Blasi, era completamente all’insaputa del suo arrivo e quando dal palco l’ha visto seduto in platea non ha saputo controllare l'emozione. Scontato un lungo bacio in diretta e momenti insieme per la coppia più chiacchierata del Festival 2006. Emozioni ce le ha regalate anche il super ospite della serata, Riccardo Cocciante, che ha ricevuto il premio “Città di Sanremo” alla carriera, regalando al pubblico due delle canzoni che lo hanno reso famoso nel mondo ''Bella senz'anima'' e ''Margherita''. Standing ovation per lui. La seconda serata ha avuto anche due ospiti stranieri in questo momento al top tra i giovanissimi: Jesse McCartney e Hilary Duff, entrambi diciottenni ed entrambi passati dal successo come attori in due diverse serie televisive americane alla scalata delle classifiche musicali di mezzo mondo. Peccato che i ragazzini più piccoli che li seguono non hanno potuto vederli visto l’orario proibitivo delle loro esibizioni sul palco dell’Ariston. Per il resto è stata tutta gara con le esibizioni di metà dei big – tre per categoria – e metà dei giovani. La prima donna eliminata è stata Anna Oxa –già ultima ieri - che con la sua interpretazione scenografica, poco sanremese, non ha saputo trovare il favore del pubblico e dei giurati. Ma dopo i misteri e le tensioni dei giorni scorsi, Anna ha lasciato spazio alle lacrime dopo la sua esibizione, con il brano ''Processo a me stessa'' eseguito come da accordi con la direzione artistica in una versione più breve rispetto a ieri. L’unico sorpasso della serata è stato quello degli Sugarfree – ultimi ieri tra i gruppi – ai danni di Mario Venuti & Arancia Sonora che hanno dovuto abbandonare la competizione nonostante il loro brano sia uno dei favoriti tra i critici musicali presenti a Sanremo. L’altro eliminato è Gianluca Grignani, già ultimo ieri nella categoria uomini, che, nonostante fosse stato il primo ad aver accettato l’invito al Festival di Panariello, forse non ha saputo regalare un pezzo e un’interpretazione alla sua altezza. Nella seconda serata, a differenza della prima, i cantanti hanno potuto dire due parole al termine della loro esibizione. Ron, tra l'altro tra i favoriti alla vittoria finale, ha portato all'Ariston la testimonianza di un impegno importante: ''L'uomo delle stelle'', il suo brano, è stato scritto per raccogliere fondi a favore della ricerca contro le sclerosi laterale amiotrofica. La serata ha visto anche l’inizio e già i primi eliminati della gara dei giovani che, vittime dei meccanismi dell'ascolto televisivo, hanno cominciato le loro esibizioni a tarda sera. E alcuni sono stati eliminati pochi minuti dopo la loro esibizione. Stiamo parlando di Antonello, Virginio e i Deasonika che hanno potuto godere la ribalta del Festival solamente per pochi, ma preziosi istanti… Niente di grave certo, anche perché la stessa sorte è capitata l'anno scorso ai Negramaro, maltrattati dalle giurie prima di diventare protagonisti di un'annata trionfale, e che verrà riconosciuta con un premio che sarà loro consegnato sabato. Passano il turno Simone Cristicchi, già famoso grazie alla hit ''Vorrei essere Biagio Antonacci'', Helena Hellwig, con una voce rara e la produzione di Mango, e Monia Russo, proveniente dall’Accademia di Sanremo e in gara con un classico brano sanremese. Questa sera non ci sarà il Festival causa partita della Nazionale Italiana di Calcio. La gara riprende giovedì, quando l’altra metà di big e di giovani tornerà a sfidarsi per tentare di evitare l’eliminazione. Tra le donne è già sicuro il passaggio di Dolcenera, sarà invece ‘battaglia all’ultimo voto tra Ivana Spagna e Simona Bencini. Purtroppo quasi certa l’eliminazione, tra gli uomini, del bravo Luca Dirsio, giunto quinto lunedì che dovrà vedersela con i primi due classificati Zarrillo e Britti. Per Dirisio nessun problema visto che la sua canzone è già una delle più trasmesse per radio. Il discutibile meccanismo del Festival ha fatto sì che giovedì si sfideranno i primi tre classificati tra i gruppi di lunedì, dopo che ieri sera si sono sfidati gli ultimi tre. Paradossalmente verrà eliminato un gruppo – rischiano Noa e Carlo Fava – che lunedì aveva ottenuto più voti dei due gruppi che ieri sera hanno passato il turno. Anche se è scontato dirlo, anche questo è Sanremo. | ||
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| Nella gara d'eleganza vince il Made in Italy. È quasi par condicio tra le molte griffe dell'alta moda che vestono gli artisti Par condicio modaiola tra i conduttori, ma anche tra gli artisti in gara a Sanremo, che hanno distribuito in modo equanime le loro preferenze in fatto di look, privilegiando comunque, quasi sempre, lo stile Made in Italy.
Dei tre conduttori già si sa: rassicurante total look Armani per Giorgio Panariello, la grande classe di Valentino, con qualche imprevisto, per Ilary Blasi, lo stile radical-chic di Miu Miu per la disturbatrice Victoria Cabello. Ieri sera, poi, anche Versace ha fatto la parte del leone, firmando le mises delle quattro top model che fanno da cornice alla rassegna canora: Marta Cecchetto, Francesca Lancini, Claudia Cedro e Vanessa Hessler che hanno indossato capi Versace Atelier, in chiffon ricamati con paillettes, cristalli e jais, dai colori tutti diversi. «La Maison Versace è stata presente in numerose edizioni ed è una partecipazione - dice Donatella Versace - cui abbiamo sempre tenuto molto. Essere a Sanremo è come far parte di un'istituzione». Anche Simona Bencini ha scelto Versace per la sua partecipazione da solista al Festival: il suo guardaroba è stato studiato giocando con i contrasti del bianco e del nero, e scegliendo la collezione Monogram e la linea di borse Couture. La stilista Anna Molinari, invece, veste sia Noa sia Helena Hellwig, figlia della stilista 'etno-chic' Giuliana Cella, in gara per la categoria Giovani. Per la poco più che ventenne rampolla della moda, abiti della linea Blugirl, per l'interprete israeliana, la linea più adulta, Blumarine. From www.corriere.com | ||
| Sanremo: Molinari veste Noa-Hellwig.
Blumarine per israeliana, Bluegirl per debuttante 'Giovani' (ANSA) - MILANO, 1 MAR - La stilista Anna Molinari ha creato per Noa e Helena Hellwig degli abiti esclusivi per le loro apparizioni sanremesi. Helena Hellwig, figlia della stilista etno-chic Giuliana Cella, in gara per la categoria Giovani, indossera' abiti della linea Blugirl. Noa, la celebre cantante israeliana, ha scelto la linea Blumarine. | ||
| «E ora canto in napoletano» La cantante israeliana, che indosserà sul palco dell'Ariston un prezioso abito Bluemarine, è entusiasta della collaborazione con Carlo Fava. E racconta perché si è innamorata di Roberto Murolo 2/3/2006 di Giovanni Pianetta
Arriva nella redazione sanremese di «Sorrisi» per un photosession e decide di indossare, per il servizio, un bellissimo abito rosa di Bluemarine che metterà anche sul palco dell’Ariston. È l’occasione per scambiare due chiacchiere con questa grande artista internazionale che ha deciso addirittura di mettersi in gara (dai tempi di Renis il regolamento è stato cambiato per permettere ad artisti stranieri, purché cantino in italiano, di poter partecipare in concorso). Noa ha accettato di scendere al fianco di Carlo Fava e dei Solis dopo aver sentito la sua «Un discorso in generale» di cui lei si è subito innamorata. Tutti sono rimasti ammirati, non solo dalla bellissima interpretazione dei due che realizzano una perfetta fusione delle due voci (e del resto la voce di Noa non ha bisogno di complimenti...), ma anche dalla perfetta dizione italiana dell’artista israeliana. Si parla di una prosieguo della collaborazione tra i due: è vero Noa? «Sì, ma non posso dire troppo. Intanto, ho già tradotto in inglese un paio di canzoni di Carlo, tra cui "Il mio nome" e proprio "Un discorso in generale". Trovo che il modo di comporre musica di Carlo sia magnifico. Ci siamo conosciuti un anno fa a Torino. Mi avevano già fatto sentire dei suoi pezzi che mi erano subito piaciuti, così ci siamo dati quell’appuntamento: l’occasione fu l’evento per il lancio in città delle Olimpiadi invernali, dove io ero stata invitata a cantare. Sono tornata in Israele con i suoi Cd e mi sono resa conto che la sua musica è così straordinaria, così sensibile, così profonda che mi emozionava nell’anima. Con i Solis, invece, c’erano già alle spalle due anni di collaborazione in giro per il mondo. Inoltre ho scritto anche dei versi su musiche composte da loro. Ho persino imparato a cantare in napoletano, visto che le loro radici sono lì. A dire la verità, già da anni cantavo due classici come “Torna a Surriento” e “Santa Lucia luntana” e le intonavo sempre alla fine dei miei concerti in Italia. Poi i Solis, in occasione di un evento speciale a Caserta, mi hanno detto: “Ma perchè non canti tutto in napoletano?”. E io mi son detta “Perché no? Ok, proviamo”. Mi son fatta mandare dai Solis testi, spartiti, album della canzone napoletana, specie di quella antica, villanelle del ‘600/700, e così mi sono accorta della bellezza assoluta della canzone napoletana. Ho cominciato a studiare. Certo, è stato difficile, ma non impossibile. Ho ascoltato un sacco gli album di Roberto Murolo perché la sua dizione è così chiara, così limpida, così elegante. Avevo avuto anche l’onore di conoscerlo prima della sua scomparsa. Molta musica napoletana mi ricorda il “ladino”, la vecchia musica tradizionale ispano-ebraica che ha subito l’influenza della melodia araba, come del resto la musica napoletana: in tutta l’area del Mediterraneo ci sono dei forti legami musicali. Ho persino pensato che ci sia qualcosa di mistico, come se io avessi vissuto una precedente vita napoletana perché, appena ho ascoltato quella musica, ho subito sentito che ci “entravo” alla perfezione. Devo anche ringraziare i Solis perchè hanno speso tempo a correggermi, aiutando a migliorarmi ogni volta. Ormai canto le villanelle non solo nei miei concerti in Israele, ma un po’ in tutto il mondo. E adesso ho un progetto per tradurre in ebraico molte di queste canzoni. Ho già iniziato con “Era de maggio”: mi ha aiutato il mio arrangiatore Gil Dor che è bravissimo nel tradurre dall’inglese all’ebraico: l’ho cantata anche a Napoli, metà in inglese e metà in ebraico, e la gente è impazzita! Finora l’ho solo cantata ai concerti e non l’ho ancora incisa. Adesso mi sono decisa: quest’anno inciderò un album di sole canzoni napoletane. Così completo i miei tre progetti: adesso sto uscendo con un Dvd live che contiene anche il brano del Festival, poi inciderò un nuovo album di inediti e quello napoletano. Ne avrò da lavorare dopo il Festival....».
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| 03 mar 01:09 Sanremo: nei 'gruppi' fuori Noa con Carlo Fava
SANREMO - Nuove eliminazioni eccellenti al Festival della Canzone italiana. A sorpresa nella categoria 'gruppi' la giuria demoscopica ha eliminato Noa con Carlo Fava e Solis String Quartet. Passano alle semifinali della quarta serata i Nomadi e gli Zero Assoluto. (Agr)
Sanremo 2006: eliminati Spagna, Luca Dirisio, Noa e Fava di Francesco Silvestri/ 03/03/2006
Grande emozione per la meritata standing ovation del pubblico in sala alle medaglie d’oro delle Olimpiadi di Torino 2006: Armin Zoeggeler, primo nello slittino; Pietro Piller Cottrer, Fulvio Valbusa, Cristian Zorzi e Giorgio Di Centa, nella staffetta 10 x4 di fondo, con Di Centa ha poi vinto anche l'oro nella 50 km di fondo; Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi, Stefano Dongrandi e Enrico Fabris, oro nella staffetta di pattinaggio, con Fabris che una seconda medaglia d'oro l'ha vinta anche nel singolo, e in più pure la conquista di un bronzo. Fabris e Anesi, con la chitarra, hanno intonato la canzone “Bella” di Jovanotti dedicandola alla bellissima Ilary Blasi. Ad accompagnarli sul palcoscenico c’erano anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il capo delegazione italiano ai Giochi invernali, Raffaele Pagnozzi.
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27 February 2006
Noa at the Sanremo Festival (Italy)
Festival di Sanremo: categoria gruppi, Nomadi in testa
della giuria demoscopica al termine della prima serata del Festival di Sanremo: 1. Nomadi; 2. Zero Assoluto; 3. Noa, Carlo Fava e Solis String Quartet; 4. I ragazzi di Scampia e Gigi Finizio; 5 Mario Venuti e Arancia Sonora; 6. Sugarfree.
Per le prime tre serate, vota solo la giuria demoscopica, venerdi' scatta il televoto. (Agr) (corrieredellasera) 28/02/2006 | |||||||||||||||
Sanremo 2006: chi canta giovedì
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| Festival di Sanremo: categoria gruppi, Nomadi in testa Partenza al buio per il festival di Panariello SANREMO (28 feb.2006) - Subito protagonisti al Festival di Sanremo i Nomadi, il gruppo di Novellara (Re). Questa la classifica della categoria gruppi dopo la votazione della giuria demoscopica al termine della prima serata: 1. Nomadi; 2. Zero Assoluto; 3. Noa, Carlo Fava e Solis String Quartet; 4. I ragazzi di Scampia e Gigi Finizio; 5 Mario Venuti e Arancia Sonora; 6.Sugarfree. Per le prime tre serate, vota solo la giuria demoscopica,venerdi' scatta il televoto.
LA PRIMA SERATA Giorgio Panariello ha cominciato al buio il Festival di Sanremo che, col passare del tempo, sta diventando il festival di Vittoria Cabello, la conduttrice di Mtv chiamata a fare la guastatrice del Festival, alla quale è stato concesso uno spazio rilevante nello spettacolo. La gag del buio utilizzata per presentare le scenografie firmate dallo scenografo premio oscar Dante Ferretti può servire da chiave di lettura dello show, tutto condotto in una chiave di understatement. Le parti in commedia prevedono che Giorgio Panariello abbia il ruolo del bonario padrone di casa un po' imbranato, Ilary Blasi "rappresenta la bellezza" e Vittoria, appunto, ha il compito di scompaginare le cose. Manca finora la scintilla: nel suo monologo iniziale Panariello ha rivolto i tradizionali omaggi ai suoi predecessori, ha pagato il suo tributo all' emozione e si è concesso una divagazione sulla par condicio,citando il sindaco di Sanremo, che non può apparire all' Ariston, come vittima della legge. I Sugarfree hanno pagato il pegno all' emozione con una versione poco intonata di "Solo lei mi dà", Alex Britti è tornato a Sanremo con un pezzo in cui si concede un assolo di chitarra degno finalmente del suo passato di bluesman,"Solo con te" non è comunque tra le cose migliori del Festival. Continua a piacere "Un altro posto nel mondo", il pezzo di Mario Venuti. Il caso della serata doveva essere "Processo a me stessa", il melodrammone di Anna Oxa tenuto nel mistero fino all' esibizione di stasera. C' era una certa tensione per il fatto che qualcuno si era lamentato dell' eccessiva lunghezza del pezzo che in realtà in diretta è durato circa 20 secondi in più della norma del regolamento. Se dunque sono scongiurati rischi di reclamo, resta difficile capire quale sia l' obiettivo di questa performance confusa tra poesia, teatro e Sanremo, con l'aggiunta di un look più da famiglia Addams che da Teatro Ariston. Gli Zero assoluto con "Svegliarsi la mattina" possono diventare i beniamini delle radio. Michele Zarrillo continua ad essere fedele a se stesso e al suo ruolo di artista che non riesce a trovare una sua identità precisa così come "Alfabeto delle stelle". Anna Tatangelo,pupilla di Gigi D'Alessio, una veterana del Festival nonostante la giovanissima età, con "Essere una donna" canta un testo di Mogol dove il verso centrale è "Essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna, essere una donna è di più, di più, di più". Gianluca Grignani con "Liberi di sognare", sembra ancora un po' impantanato nelle secche creative in cui è entrato da un po' di tempo. Luca Dirisio, che pure già gode di una buona popolarità tra i giovani, è arrivato al Festival con "Spariro", un brano che sembra pescato nel più tradizionale repertorio sanremese di colleghi di due-tre generazioni più vecchi di lui. A rappresentare la vecchia tradizione dei gruppi italiani i Nomadi, che parlano di guerra in "Dove si va" a oltre 30 anni dalla loro prima apparizione a Sanremo, quando ancora c' era il povero Augusto Daolio. Subito quasi in apertura l' entrata di John Travolta "consegnato" alle mani di Vittoria per un' intervista condotta con un piede scalzo tra le mani della star di Hollywood, il quale non è andato molto oltre l' accenno della camminata dei suoi personaggi famosi e un piccolo saggio del twist di pulp fiction. In quella che avrebbe potuto essere la serata di Beppe Grillo, un piccolo spazio di satira se l' è concesso la Cabello con una insolita analisi della platea dell' Ariston, illustrata come gli schemi del football americano in uno schema con "dirigenti Rai, amanti, vip dello spettacolo e relativa confusione di amanti e coniugi e un pupazzo infantile che, nelle parole della conduttrice, rappresentava "il ritratto del presidente del consiglio". Il cast musicale non prevedeva i giovani: la prima a salire sul palco è stata Niki Nicolai, bravissima nella sua interpretazione di "Lei ha la notte". Un' interpretazione di classe che contrasta con il tono un po' troppo sopra le righe di Dolcenera, indicata come una delle possibili vincitrici del Festival. Tra l' altro la cantante si è autocensurata togliendo dal testo il molto pubblicizzato "vaffa", visto che "Com'é straordinaria la vita" è stata proposta in fascia protetta. Un altro degli aspiranti alla vittoria finale è Povia, che ancora una volta punta tutto su ritornelli e trovate:"Vorrei avere il becco" è un atto d' accusa contro chi "vola basso" in cui il cantante de "I bambini fanno oh" fa il verso al piccione. Noa, Carlo Fava e il Solis String Quartet sono una delle realtà più interessante della manifestazione, "Un discorso in generale" ha un testo molto bello e atmosfere d' autore. Ron è indicato come uno dei candidati alla vittoria, ma "L'uomo delle stelle" un bolero piuttosto innocuo. Spagna dimostra con "Noi non possiamo cambiare" di appartenere a un genere di cantanti che esiste solo a Sanremo, mentre Simona Bencini è alle prese con le atmosfere soul di "Tempesta". Uno dei "casi" è "Musica e speranza", il pezzo scritto da Gigi D'Alessio e Mogol per i Ragazzi di Scampia, ai quali si è unito Gigi Finizio. Il progetto prevedeva che a dirigere l' orchestra fosse Gigi D'Alessio, che però non si è visto in teatro. ANSA (28/02/06) | |||||||||||||||
Carlo Fava, ‘A Sanremo con Noa, collega e amica’
“Sì, l’album ‘L’uomo flessibile’ sarà ristampato includendo anche un altro brano oltre a quello sanremese. Sarà una cover per piano e voce di “Certo non sai’ di Francesco Guccini, un brano del suo album ‘Ritratti’. Sono riuscito a fargliela ascoltare qualche giorno fa, ma con me non si è espresso: sembra però che, in mia assenza, abbia detto che la canto meglio di lui!”. (27 feb 2006) rockol.it
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26 February 2006
Noa at the Sanremo Festival (Italy)
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