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27 June 2012

Noa's concert in Napoli (Italy)






Napoli teatro festival Italia ultimo atto d'estate. La tranche estiva della quinta edizione si conclude mercoledì così come si è aperta, con un grande concerto di Noa questa volta non al San Carlo ma al Parco archeologico di Pausilypon (apertura dei cancelli è prevista alle 19, la chiusura alle 20,30. Costo del biglietto 25 euro). La cantante israeliana sarà sul palco del Teatro Grande con i Solis String Quartet e Gil Dor. La serata con una scaletta soprattutto napoletana a partire dal suo ultimo disco e non solo, sarà registrata e diventerà un cd. Da «Torna a Surriento» a «Era di maggio» la tradizione è assicurata. Dopo la pausa, il festival tornerà a settembre, il 25, con la prima dell'«Antigone» di Valeria Parrella, diretta da Luca De Fusco. 


















6 June 2012

Noa's concert in Napoli (Italy)



Noa “cantanapoli” al San Carlo. All’anteprima della V edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la cantante israeliana rapisce il pubblico del Massimo partenopeo. Da “I’ te vurria vasà” a “Tammurriata nera”, da “Santa Lucia luntana” a “Fenesta vascia”, la voce di Noa, accompagnata dal maestro Gil Dor e dal Solis String quartet, interpreta i brani più famosi della tradizione musicale napoletana tratti dal suo ultimo disco “Noapolis”.
Le luci si abbassano e nel silenzio del teatro il suono della chitarra intona “Munasterio ‘e Santa Chiara”. Il pubblico è in attesa e quando entra Noa si scioglie in un applauso.
“Torna a Surriento” (con la quale Noa ha vinto il Premio Caruso) è la prima canzone della serata. Superata la prova iniziale, il pubblico del San Carlo con il sindaco De Magistris in testa, il questore Merolla, il prefetto De Martino, l’ambasciatore d’Israele Naor Gilon, il direttore artistico del festival Luca De Fusco e il presidente della Fondazione Campania dei Festival, assessore regionale, Caterina Miraglia, si lascia trascinare dall’artista israeliana e la applaude con gioia.
“Buonasera a tutti, non posso dirvi quanto sono emozionata- esordisce Noa per la prima volta al San Carlo - la vostra città è uno stato dell’anima”, e poi aggiunge - “Da Napoli allo Yemen, da Gerusalemme a New York, stasera compiremo un viaggio superando le barriere e inchinandoci al dio della musica che ci unisce tutti”.
Talento musicale, grande comunicativa e spiccata simpatia, Noa, (insignita dal Presidente Napolitano del titolo di Cavaliere della Repubblica) canta, fischietta e suona le percussioni  passando dalla lingua napoletana (davvero ben interpretata e studiata nei minimi dettagli) di una graziosa villanella alla lingua inglese di un pezzo pop per poi tornare al napoletano con “Era de Maggio”. 
“La prossima canzone l’ho imparata da mia nonna yemenita e vorrei dedicarla a tutte le donne che devono lottare per i fondamentali diritti umani”, aggiunge la cantante e comincia a intonare il brano a cappella battendosi il petto per tenere il ritmo . Un momento molto emozionante per il pubblico, coinvolto, subito dopo, nel brano “I don’t know”. I Solis String quartet, che dal 2002 collaborano con l’artista di Tel Aviv e con i quali è nato il prezioso album “Noapolis”, chiudono la prima parte del concerto.
“La mia famiglia si è trasferita a New York quando ero molto piccola. Negli Stati Uniti vivevo nel Bronx, un quartiere che ricorda molto Napoli, i nostri vicini rumorosi e gioiosi erano infatti napoletani e il mio primo lavoro è stato in una pizzeria napoletana. Il modo in cui parlavano della loro terra lontana era lo stesso con cui la mia famiglia parlava di Israele. Gli immigrati condividono sempre gli stessi sogni e lo stesso dolore”, racconta Noa dopo aver cantato “Santa Lucia luntana”.
E poi, nel finale, la melodia di “I’ te vurria vasà” cantata con il pubblico,  il ritmo di “Alla fiera di Mastrandrea”, la satira dei canti popolari israeliani, l’arabeggiante versione di “Tammuriata nera” e ben due bis (chiamati a gran voce dal pubblico che le ha tributato una lunga standing ovation): “Beautiful that way” (colonna sonora del film “La vita è bella” di Roberto Benigni) e una ispirata “Ave Maria”. 




di Federico Vacalebre
NAPOLI - Quell’applauso finale, sempre più intenso, convinto, caloroso, incorona lei, Achinoam Nini, yemenita nata a Tel Aviv e cresciuta a New York, regina della canzone napoletana. Regina straniera, napoletana adottiva (a quando un passo ufficiale?), finalmente al San Carlo con le melodie di «Noapolis» e il suo canto libero, da usignolo del mediterraneo che confessa di aver vissuto, sofferto, amato, viaggiato, studiato. Già, perché è stato lungo il processo di apprendimento, scelta, interiorizzazione di un repertorio che ormai è suo quanto la «Beautiful that way» che compare immancabile nei bis. La nostalgia, la «malincunia» dell’emigrante di «Santa Lucia luntana» diventa nel suo fonema scuro e assorto canzone di esilio e diaspora, come «’A cartulina ’e Napule» parla di chi è costretto a vivere lontano da Israele o dalla Palestina: il sogno della pace, dei due stati e dei due popoli capaci di convivere, è ribadito in ogni suo discorso, in ogni sua apparizione pubblica. «Tammurriata nera» è la danza del meticciaggio etnico e culturale che ogni porto del Mediterraneo dà per scontato. 


Il «Napoli Teatro Festival Italia» apre con un cocktail glocal, il più esportato dei beni culturali campani/italiani, e un’interprete d’eccezione, internazionale, ugola che sa vibrare come facevano Gilda Mignonette e Giulietta Sacco, essere cristallina come quella di Joan Baez, ma è inesorabilmente e ineludibilmente personale, originale. La scugnizza di Tel Aviv (in)canta, accompagna con gli occhi e le mani «Era de maggio» (deliziosamente contrappuntata), «Fenesta vascia», «Villanella che all’acqua vai», «Sia maledetta l’acqua». «Napule ca se ne va» è l’omaggio a Roberto Murolo, «I te vurria vasà» un cesello di tecnica che non perde nulla in potenza emotiva. Gli archi del Solis String Quartet tessono per lei arrangiamenti speciali, delicati ma non estenuati, da camera ma contemporanei, antichi ma moderni, raffinati ma essenziali, in cui la chitarra del fido Gil Dor si inserisce con gusto e precisione.
Le rare concessioni al repertorio internazionale (yemenita, israeliano e pop) di Noa sono eccezioni che confermano la regola, uno dopo l’altro i pezzi di «Noapolis» sfilano e strappano l’applauso del pubblico, dai vip attratti dal galà inaugurale (il sindaco De Magistris, il questore Merolla, il prefetto De Martino, più l’ambasciatore d’Israele Naor Gilon e una folta delegazione del suo Paese, stampa compresa, accolti dal direttore artistico Luca De Fusco e dal presidente della Fondazione Campania dei Festival, l’assessore regionale Caterina Miraglia) ai fans che seguono con fedeltà la cantante sin dalla sua prima apparizione napoletana.


«Noapolis» è città immaginaria dalle ferite risanate, miracolosamente curate dal canto di una sirena venuta da così lontano, da così vicino. «Noapolis» è metropoli capace di riconquistare, almeno nello spazio di una canzone, almeno nella cornice fatata del San Carlo, l’armonia perduta. È terra di trilli, di acuti, di bassi profondi. È una serenata sul mare, è malinconia, è appocundria, è eco d’Oriente, è voce d’Occidente. È il perfido gioco di una straniera che gioca in casa, di una viaggiatrice - e non turista - che sa guardare, ascoltare, leggere prima ancora che «suonare la voce». Ma è anche una scommessa, concessa, finora, negli anni recenti solo agli Avion Travel e a Teresa Salgueiro (anche lei con il Solis): la canzone napoletana senza casa si trova bene nel teatro più bello del mondo. Ma servono interpreti veraci, dotati e impegnati come Achinoam Nini, «Nini Kangy» si è ribattezzata lei sulle note di un’altra popolare canzone, giocando a fare la sciantosa senza malizia alcuna.
Giovedì 07 Giugno 2012 - 10:01

6 giugno 2012, Teatro di San Carlo

La celebre cantante israeliana, regina della worldmusic, omaggia la canzone napoletana d'autore per l'anteprima del Napoli Teatro Festival Italia.
La sua intensa voce ha commosso il pubblico di tutto il mondo sulle note della canzone Beautiful that Way, colonna sonora del film La Vita è Bella; il suo impegno in musica, negli ultimi anni, ha gettato le solide basi per la diffusione di un messaggio di pace capace di superare i confini geografici e far dialogare diverse culture. La cantante israeliana Noa sarà ospite al Teatro San Carlo il 6 giugno 2012, accompagnata da musicisti d'eccezione come il Solis String Quartet e il chitarrista Gil Dor per un omaggio alla canzone napoletana d'autore. Noapolis – Noa Sings Napoli questo il nome del concerto, già titolo del progetto discografico pubblicato lo scorso 28 febbraio che contempla, tra i titoli della tracklist, i brani Era de Maggio, Santa Lucia Luntana, Je te vurria vasà, le villanelle Sia maledetta l'acqua, Villanella che all'acqua vai e le trasposizioni in ebraico Nini Kangy (Lily Kangy) e Gaa' Gua (Nonna Nonna). Suggestioni mediorientali e fascino della melodia partenopea, passante attraverso il genio immortale di E.A. Mario, Di Giacomo, Murolo, Bovio, Capurro, per un concerto che condurrà lo spettatore lungo atmosfere magiche e territori senza tempo.


Teatro di San Carlo

Mercoledì 6 giugno 2012, ore 20.30

Un omaggio artistico alla citta' di Napoli, ma anche un difficile esame musicale e linguistico per un concerto, che ha trascinato il pubblico del teatro San Carlo, il pubblico piu' napoletano che ci sia, per il quale l'artista israeliana Noa ha adattato ai suoi straordinari mezzi vocali una ricchissima serie di canzoni della tradizione napoletana, cantando con tanto ardore e divertimento da trascinare in un unico coro i 1.200 spettatori che riempivano ogni posto.



Il concerto intitolato ''Noapolis'' ha fatto da prologo questa sera alla V edizione del ''Napoli Teatro Festival Italia'', che prendera' domani in via con uno spettacolo del grande guru dell'avanguardia internazionale Roberto Wilson (The Makropulos Case) e si concludera' fra tre settimane con la creazione di un altro grande assoluto del teatro europeo Peter Brook (The Suit). Nei 25 giorni saranno in scena 30 spettacoli, ordinati nel programma messo a punto dal direttore Luca Di Fusco e prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival. Un cartellone che ha vari temi e vari picchi: fra gli altri un focus sul teatro israeliano contemporaneo, del quale l'esibizione di Noa e' stato un prologo affascinante. Non si tratta di una novita' assoluta, tuttavia, per la cantante, che tanti anni fa comincio' un percorso culminato prima in ''Napoli - Tel Aviv'' che era un processo di traduzione e interiorizzazione dei classici ebraici nella cultura napoletana; e poi si e' arrivati a ''Neapolis'' del 2011. L'approdo al massimo teatro cittadino di Napoli, il palcoscenico della grande tradizione lirica, e' stato definito dalla cantante ''l'avverarsi di un sogno; l'appuntamento aspettato da tanto tempo''. E Noa non ha mancato questo appuntamento, proponendo alcuni classicissimi come ''Torna a Surriento'', cosi' come il melodico contrappunto di ''Era de Maggio'', l'affondo felice di ''Sia maledetta l'acqua'' e la tenerezza di ''Nonna Nonna'' per la prima volta in lingua ebraica. Al contempo il Solis String Quartet e il solista Gildor hanno dato nuova linfa all'arte della cantante, che in brevi racconti in italiano ha intrecciato con dolcezza alcuni momenti della sua vita all'amicizia e all'ammirazione per i napoletani. Nata in Israele da genitori yemeneti, Noa e' cresciuta a New York, ma a 17 anni ha voluto conoscere Israele e li ha imparato ad usare la sua bellissima voce, che ne ha fatto una delle artiste piu' amate del mondo, che ha cantato davanti al Papa e al presidente Clinton, davanti a Rabin e ad Arafat. Ma fra tanti pubblici il piu' difficile da conquistare era forse proprio il pubblico napoletano. Ma la battaglia artistica e' stata vinta, dall'inizio sino ai bis, fra i quali anche il celebre tema di ''La vita e' bella''.

3 March 2011

Noa's concerts in Napoli (Italy)




Noa canta Lili Kangy in ebraico
e al Sannazaro diventa «Noapolis»

La cantante di Tel Aviv presenta il suo nuovo cd
in cui traduce i classici di Di Giacomo e Bovio
Parte il tour mondiale che farà tappa anche Foggia

NAPOLI - A sentirla dalla sua voce sembra una canzone della tradizione yiddish. Dopo poche note, però, ti viene un dubbio: quella musica la conosci troppo bene. Dunque: o sei la reincarnazione di un'anima ebraica o quella è proprio Lili Kangy che nella lingua di Israele è diventata Nini Kangy (in omaggio al nome all'anagrafe della cantante).
«
Chi mme piglia pe' Frangesa, chi mme piglia pe' Spagnola, ma só' nata ô Conte 'e Mola, metto 'a coppa a chi vogl'i'...». Sì ma anche «chi mi piglia pe' israeliana» visto che a regalare questa versione ancora per poco inedita è Noa che, invitata a Napoli per l’inaugurazione del parcheggio Morelli di cui sarà madrina il 3 marzo alle 21, presenterà in anteprima mondiale al teatro Sannazaro il suo nuovo album «Noapolis: Noa sings Napoli». Un bel gioco di parole che introduce a classici restituiti in una versione inedita: da «Fenesta vascia» e «Torna a Surriento» a «Era de maggio», «Santa Lucia luntana» e «Tammurriata nera».

IL CONCERTO AL SANNAZARO - Il disco è una delle proposte del «Il Giubileo per Napoli» voluto dal cardinale Crescenzio Sepe che ha l'obiettivo di veicolare un'immagine «ristrutturata» di Napoli. Noa terrà anche un concerto intitolato «Noapolis: Noa sings Napoli» (ingresso su invito, organizzato dalla Napoletana Parcheggi-Quick No Problem Parking, presieduta dall’imprenditore napoletano Massimo Vernetti) che è una promessa mantenuta dalla cantante di Tel Aviv che ora ha come modelli Di Giacomo e Bovio. Con lei sul palco ci saranno Gil Dor alla chitarra, Vincenzo Di Donna e Luigi Di Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello. Bis il 4 marzo sempre al teatro Sannazaro alle 21 (ingresso su invito).

Natascia Festa

IL TOUR E LA PRESENTAZIONE - Il live è il primo di un tour che toccherà Catanzaro (Teatro Politeama) l'8 marzo; Foggia (Teatro del Fuoco) il 9 marzo; Modena (Teatro Comunale) il 2 aprile.
La «scugnizza d’Israele» incontrerà il pubblico e firmerà le copie del suo nuovo album «Noapoli» appunto alla libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia. Presenta Federico Vacalebre.




Napoli rinasce con la musica
La cantante israeliana Noa in concerto a Napoli, al Teatro Sannazaro, ha presentato il suo ultimo lavoro discografico, contributo al rilancio della città partenopea.

03/03/2011

Napoli è bella. A volte, forse, è difficile ricordarlo. Si fa fatica anche solo immaginare che dietro le montagne scomposte di rifiuti e immondizia, vergogna d'Italia, si nasconda intatta la bellezza travolgente di una città. «I napoletani devono combattere per salvare la bellezza di Napoli», dice la cantante Noa, "la scugnizza d'Israele", profondamente legata all'Italia e alla nostra cultura. «Se io, con la musica, posso contribuire anche in minima parte a ricordare ai napoletani l'importanza della loro eredità musicale in tutto il mondo, per me sarà un grande onore». Noa ha presentato in anteprima mondiale al Teatro Sannazaro di Napoli, accompagnata da Gil Dor e Solis String Quartet, il suo nuovo lavoro discografico, Noapolis. Noa sings Napoli, nel quale la cantante di origine yemenita ripropone alcuni dei brani più famosi della tradizione partenopea, cimentandosi con il dialetto napoletano.


Anteprima mondiale a Napoli perché così Noa stessa aveva promesso a dicembre 2010, partecipando a Napoli a un "Dialogo con la città" nella Galleria Umberto I, nell'ambito del Giubileo per Napoli indetto dal cardinale Crescenzio Sepe: «Ho vissuto una bellissima esperienza alla Galleria Umberto I», ricorda Noa, «il cardinale Sepe ha organizzato un evento per parlare del ruolo e del significato della bellezza in rapporto a Napoli invitando vari studiosi e giornalisti. Anche io ho avuto l'opportunità di parlare e di cantare delle canzoni. E la reazione è stata incredibilmente entusiastica, i napoletani mi hanno accolto con grande affetto». E aggiunge: «La musica partenopea, come retaggio culturale, è importante non solo per i napoletani ma anche per me che sono israeliana-yemenita-americana e per chiunque altro nel mondo. La musica è parte della nostra vita e delle nostre città. Ricordando quando sia importante la loro eredità musicale, forse i napoletani combatteranno con più energia per salvare la loro città».


In occasione del Giubileo del 2000 Noa ha cantato in piazza san Pietro, in presenza di papa Giovanni Paolo II; ora, la cantante ha prestato la sua voce per l'Anno giubilare per Napoli, indetto per il 2011 dalla Chiesa partenopea come segno di speranza per una città che, negli ultimi anni, ha fatto parlare soprattutto in rapporto all'emergenza rifiuti e al problema della criminalità. Come ha sottolinato anche Noa, il riscatto di una città parte in primo luogo dal suo patrimonio culturale e artistico. Nell'ambito del programma giubilare, marzo è il mese dedicato alla cultura: fra le varie iniziative, molte chiese rimaste chiuse per anni vengono riaperte al pubblico e messe a disposizione della collettività.





Invitata a Napoli per l’inaugurazione del Parcheggio Morelli di cui sarà madrina d’eccezione, domani 3 marzo alle ore 21, la cantante israeliana Noa presenterà in anteprima mondiale al teatro Sannazaro il suo nuovo album “Noapolis: Noa sings Napoli”. Un contributo a una scommessa imprenditoriale napoletana per il rilancio di una metropoli che vuole tornare ad essere capitale di impresa e di arte, di bellezza, di cultura, di rispetto, ma soprattutto un evento organizzato nell’ambito de “Il Giubileo per Napoli” a cui interverrà il cardinale Crescenzio Sepe. Il concerto-evento di Noa, Gil Dor & Solis String Quartet “Noapolis: Noa sings Napoli” (ingresso su invito), è organizzato dalla Napoletana Parcheggi-Quick No Problem Parking (presieduta dall’imprenditore napoletano Massimo Vernetti), segue la promessa fatta proprio da Noa in occasione del concerto nella galleria Umberto I quando annunciò anche in presenza del cardinale Sepe che avrebbe avuto piacere nel presentare a Napoli il suo lavoro discografico. Il progetto, frutto della lunga collaborazione con il quartetto partenopeo del Solis String Quartet, non è soltanto la scommessa vincente della signora de “La vita è bella” che vuole cantare in napoletano, ma la dichiarazione d’amore per una città che sente vicina alla sua cultura.

Dai sospiri di “Fenesta vascia” ai classici più cantati come “Torna a Surriento”, Noa si immerge nella città porosa cantando l’amore struggente di “Era de maggio”, immedesimandosi nella nostalgia degli emigranti di “Santa Lucia luntana” fino a danzare la sua “Tammurriata nera”. La cantante di Tel Aviv, darà sfoggio della lezione imparata da Di Giacomo e Bovio, per regalare poi la sua versione di “Lilì Kangy” che in ebraico diventa Nini – in omaggio al suo nome all’anagrafe – e tradurre anche “Nonna nonna”, tenera ed antica ninna nanna. Ad accompagnare la “scugnizza d’Israele” nella città di Noapolis saranno Gil Dor alla chitarra, Vincenzo Di Donna e Luigi Di Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello. Il concerto sarà bissato il 4 marzo sempre al teatro Sannazaro alle ore 21 (ingresso su invito). Dalla città partenopea avrà inizio il tour che toccherà le città di: Catanzaro (Teatro Politeama) – 8 marzo; Foggia(Teatro del Fuoco) – 9 marzo; Modena (Teatro Comunale) – 2 aprile.

18 September 2006

Noa recieves the Carosone Award (Italy)






Carmen Consoli è la nuova sorpresa del Premio Carosone 2006. La cantante catanese riceverà, il 18 settembre all'Arena Flegrea di Napoli, il premio alla carriera assegnato nell’ambito della quinta edizione del ‘concertone carosoniano’ diretto da Federico Vacalebre. Il riconoscimento sottolinea e premia la svolta mediterranea del suo nuovo disco ‘Eva contro Eva, . Nell’album, uscito nello scorso maggio per la Universal, Carmen Consoli realizza con grazia, ironia e passione un percorso in equilibrio perfetto tra tradizione e modernità, evitando accuratamente qualsiasi ingerenza, d’oltralpe e d’oltreoceano, per proseguire una originale ricerca musicale e poetica che la conferma quale artista di riferimento del pop d'autore italiano. . Con la presenza di Carmen Consoli si completa il cast della quinta edizione del Premio Carosone, manifestazione dedicata al grande musicista napoletano scomparso nel 2001. A ritirare il trofeo (consistente nella riproduzione su ceramica di un dipinto dello stesso Carosone), divenuto in pochi anni uno dei più importanti riconoscimenti sul fronte della canzone contaminata ed ‘armata di sorriso’, ci saranno anche Noa con il Solis String Quartet, Catherine Ringer (voce dei Les Rita Mitsouko, storica band del rock francese), Enzo Avitabile in una ‘rilettura’ insieme con i Bottari di Portico di ‘Caravan Petrol’, il pianista rivelazione dell'anno Giovanni Allevi, i Folkabbestia (che hanno da poco inciso una cover di ‘Ho giocato tre numeri al lotto’), Giuliano Palma con i Bluebeaters, Giorgio Conte, Checco Zalone (quello di ‘Siamo una squadra fortissimi’). Nel cast della ‘piedigrotta carosoniana’, promossa da Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, in collaborazione con Ente Provinciale del Turismo di Napoli e Mostra d’Oltremare, per l'organizzazione della Chiara Sun Music, anche altri artisti, come gli Alti e Bassi, Mauro Gioia, Tonino Esposito, i Pennelli di Vermeer e Lino D’Angiò, in scena per proporre nuove versioni di classici e perle ingiustamente dimenticate del repertorio carosoniano. Confermati nella conduzione della serata Maria Elena Fabi e Gianni Simioli, che condivideranno, quest’anno, la scena con Marco Baldini, ‘che partenopeo non è – conclude Vacalebre – ma che, col socio radiofonico Fiorello, divide il culto per Carosone, oltre che, naturalmente, il suo spirito effervescente>. Il Premio Carosone 2006 sarà registrato dalle telecamere di Rai International, seguito da RadioUno Rai ed in diretta internet, a cura dell'AGE, sul sito ufficiale www.premiocarosone.com

La serata del Premio Carosone 2006, andrà in onda su Rai International sabato 23 settembre ’06. Gli orari della messa in onda propongono il ‘concertone carosoniano’ alle 22.30 nelle Americhe ed in Europa ed alle 23.00 in Asia ed Oceania, con repliche poi nelle prime ore del mattino seguente. 'La trasmissione satellitare – commenta il direttore artistico Federico Vacalebre – per il secondo anno proporrà ai telespettatori di tutto il mondo il nostro lavoro che diffonde il ‘carosuono’, ovvero l'elogio della canzone contaminata e ironica, realizzato dal vivo all’Arena Flegrea di Napoli, lo scorso 18 settembre, insieme ad una nutrita schiera di ‘eredi’, veraci e non del grande ‘americano di Napoli’. Nelle immagini dirette dalla regista Paola Ferazzoli, introdotti da Marco Baldini, Mariaelena Fabi e Gianni Simioli, sarà possibile (ri)vedere la versione della famosa ‘Caravan Petrol’ di Enzo Avitabile con i Bottari di Portico. Nelle sequenze successive si alterneranno in scena il pianista Giovanni Allevi, con le sue dediche al ‘pianofortissimo Carosone’, l'eleganza e la verve di Catherine Ringer con la sua ‘Maruzzella’, con ‘Tout fonctionne a l'italiano’ (versione francese di ‘Tu vuò fa l’americano’ tradotta e incisa da Boris Vian) cantata in coppia con Mauro Gioia, con la direzione e gli arrangiamenti del maestro Tonino Esposito, e con l’inedita versione di ‘O sarracino’ che ha preso il titolo di ‘Tu m’assassines’. Nello speciale televisivo spazio anche ai Pennelli di Vermeer (in ‘Torero’), Giorgio Conte con la spiritosa ‘O russo e a rossa’, la divertente parodia della sceneggiata con Lino D’Angiò, ed ancora l’originale ‘Tu vuò fa l’americano’ riarrangiata a cappella dagli Alti e bassi. Le immagini restituiranno anche la ‘standing ovation’ riservata dai cinquemila spettatori presenti all’Arena Flegrea all’esibizione di Noa che, accompagnata dai Solis String Quartet, ha proposto in omaggio alla canzone napoletana, un’impeccabile interpretazione dei classici ‘A cartolina ‘e Napule’ e ‘Tammurriata nera’. Il concerto per Carosone, promosso dalla Regione Campania, Comune di Napoli e Provincia di Napoli, in collaborazione con Mostra d’Oltremare ed Ente Provinciale per il Turismo di Napoli, per l'organizzazione della Chiara Sun Music, si avvia alla conclusione con l’esibizione dei Folkabbestia (con ‘Tre numeri al lotto’ e ‘Amara terra mia’, in omaggio a Domenico Modugno) e con le parodie di Checco Zalone (che propone anche il suo tormentone estivo ‘Siamo una squadra fortissimi’). La trasmissione si conclude con Peppino Gagliardi, a sorpresa premio Carosone alla carriera, e Giuliano Palma con i Bluebeaters per un'esibizione capace di scatenare letteralmente il pubblico, tutto in piedi a ballare sulle note di ‘Messico e nuvole’, prima di salutare e dare appuntamento all'anno prossimo.


6 July 2006

Noa visits the Roberto Murolo Foundation, Napoli (Italy)


Proseguono nel segno della tutela, della salvaguardia e della diffusione del patrimonio artistico - culturale rappresentato dalla canzone napoletana classica le iniziative della Fondazione Roberto Murolo, l'istituzione nata per espressa volontà del Maestro riconosciuta con Personalità Giuridica dall'Ufficio Governativo Territoriale di Napoli (decreto n. 1425 del 24/06/2005) nonché titolare del marchio "Roberto Murolo", legalmente depositato presso la Camera di Commercio di Napoli.

Dopo il felice avvio del progetto "Adottaunacanzone" ed il recente forum "Canzone napoletana e culture musicali" svoltosi al Conservatorio di Napoli, la Fondazione Roberto Murolo ha, infatti, aperto, per la prima volta dalla scomparsa del Maestro, la sua storica sede per ospitare la grande interprete Achinoam Nini, in arte Noa.

In quella che fu la casa di Roberto Murolo, questa mattina l'artista israeliana, che da tempo si sta dedicando al canto napoletano, ha iniziato la sua collaborazione al progetto multimediale "Napule ca' se ne va" in cui sarà protagonista come interprete dell'omonima canzone.

Il progetto "Napule ca' se ne va" prende inizio dall'acquisizione da parte della Fondazione di una copia del film muto del 1926 tratto dalla canzone omonima di Ernesto Murolo ed Ernesto Tagliaferri, e, a seguito di un restauro già effettuato per ricavarne una copia di qualità, anche digitale, prevede la sua sonorizzazione con canzoni d'epoca in alcuni momenti interpretate dallo stesso Roberto Murolo.

"L'incontro con Noa e il suo coinvolgimento nel progetto Napule ca se ne va testimonia ancora una volta l‚impegno della Fondazione Murolo per la valorizzazione della musica napoletana di qualità"
ha dichiarato Nando Coppeto, presidente della Fondazione.

Parte integrante del progetto, che porta la firma di Nando Coppeto e vede la collaborazione di Mario Franco e Pasquale Scialò, è stato, dunque, l'incontro odierno organizzato proprio per dare a Noa la possibilità di conoscere tutto il materiale visivo e sonoro nell'emozionante atmosfera di casa Murolo in compagnia, peraltro, del suo chitarrista Gil Dor e dei Solis String Quartet che da tempo collaborano con Noa al suo progetto napoletano.

Con l'incontro di oggi e con l'avvio del progetto multimediale "Napule ca' se ne va", la Fondazione continua il proprio impegno statutario in attesa di poter esporre al pubblico quanto custodito nella propria sede storica di Via Cimarosa. destinata, sempre più, anche ad essere un centro studi "Conservatorio della canzone napoletana".

2 June 2005

Noa guest of Massimo Ranieri's concert in Napoli (Italy)

MASSIMO RANIERI, Uno splendido spettacolo per la prima delle due serate di "Accussì grande". In scena con Ranieri musicisti superbi, dieci ballerini, l'usignolo Noa.

Già regista dell’Elisir d’amore, Massimo Ranieri torna al San Carlo, concesso prima di lui solo a Claudio Baglioni, per “Accussì grande”. Autore, con Gualtiero Peirce, regista e protagonista dello spettacolo, che prende il nome dal suo terzo album-capitolo di un’antologia napoletana (dopo “Oggi e dimane” e “Nun è acqua”), si avvale anche per quest’altra perla della collaborazione dei preziosi Mauro Pagani e Mauro Di Domenico. Firma le coreografie Franco Miseria, le luci Franco Ferrari, i costumi stile varietà sono di Coveri. Il concerto-evento, che ha visto il tutto esaurito per le due serate, è promosso dalla Provincia di Napoli: “il ricavato della prima serata – spiega il presidente Dino Di Palma – ci permetterà di finanziare una mensa di solidarietà nell’area orientale della città”; la seconda serata è dedicata alla popolazione ultra sessantacinquenne, alla quale sono stati riservati gran parte dei biglietti.

Lo spettacolo, lungo excursus nella canzone napoletana, propone anche i successi italiani dell’ex scugnizzo di Santa Lucia che ricorda in conferenza come al San Carlo, poco più che bambino, portava il caffè agli orchestrali. Sembra che il tempo non sia trascorso, e lui non dimentica gli esordi. Guarda caso, in “Accussì grande” Ranieri racconta in musica la storia di Gianni, un bambino di otto anni (Emanuele D’Angelo), la stessa età del suo debutto, in un continuo rimando di flash back e presente. “Il bambino è un figlio del mondo, sfruttato. A Napoli l’abbiamo sempre avuto il lavoro minorile…”. “Lo spettacolo è di prosa, e in scena ci sono dieci ballerini scelti da Miseria, e sei musicisti: le canzoni rappresentano il collante tra una scena e l’altra. Mi inorgoglisce essere al San Carlo, dove torno con la mia veste più consona; è per me la realizzazione di un sogno che coltivavo da tutta una vita”. “La nova gelosia” e “Dicitincello vuje”, “Tu sì na cosa grande” e “Torero”, “Te vojo bene assaje” e “Pigliate ‘na pastiglia”, passando per “Catarì”, per l’artista capolavoro di S.Di Giacomo/P.M.Costa. “Come ho scelto le canzoni? Mettendole in gola. Ha ragione Mauro Pagani quando afferma che con questi capolavori, dei quali io sono figlio, si deve lavorare per sottrazione, senza aggiungere”. “Tutto si regge su Di Giacomo e Viviani: sono il cemento armato della canzone napoletana, senza nulla togliere agli altri autori”. E “Dicitincello vuje” la canta in coppia con Noa, ospite dell’album. Spiega l’artista israeliana, capace di cesellare canzoni difficili come “Santa Lucia”, che ha tradotto lei stessa la canzone, maschile. "Canzoni napoletane, arabe, ebraiche, canzoni mediterranee hanno la stessa sonorità; la canzone napoletana ha un’incredibile melodia. Ho avuto l’onore di cantare “Torna a Surriento”, “Santa Lucia”, la mia preferita”, dice l’artista innamorata di Napoli che ne contraccambia l’affetto. “Avrei voluto invitare anche Nino D’Angelo, che ho conosciuto in occasione della trasmissione per Canale5, è assai tomo, è 'nu bello napulitano - spiega Ranieri che cita tutti i “grandi”: Mario (Merola) è un’altra fetta di Napoli, io un’altra, Murolo e Bruni sono un quarto dell’intera torta!…”. E il pubblico ritrova, oltre ai classici con arrangiamenti moderni, mediterranei, “Erba di casa mia”, “Se bruciasse la città”, “Da bambino”, “Ci vuole un fiore”, “Via del conservatorio”. ProssimI appuntamenti con Ranieri, per chi l’avesse perso al San Carlo, i concerti del 29 giugno all’Arena Flegrea e in autunno al teatro Augusteo.
Maresa Galli.© www.ilbrigante.com

7 March 2005

Noa's concert in Napoli (Italy)

Noa's concert in Napoli (Italia) - with the Solis String Quartet March 7th, At the Auditorium Newton of the Città della Scienza.

17 April 2003

Noa's concert in Napoli (Italy)




April 17th - Napoli, Italy/Teatro Augusteo
www.teatroaugusteo.com
P.tta Duca D'Aosta 263.
Napoli.
Phone: 081 414243 - 406698

6 January 2003

Noa guest of the Solis String Quartet in Napoli (Italy)

Noa special guest at a concert of the "Solis String Quartet" in Napoli (Italy), held at the Teatro Politeami, as part of the "Angeli Musicanti" festival. January 6th

11 September 2002

Noa's performance in Napoli (Italy)

2002.RAIDUE-DA NAPOLI SHOW 11 SETTEMBRE, > >Noa: Contro i venti di guerra la musica non si ferma

In prima serata su Raidue lo show per l’11 settembre da Piazza del Plebiscito a Napoli. >“Ho vissuto 17 anni della mia vita a New York. Sento il dovere di fare >qualcosa per lei. Oggi spirano venti di guerra. Noi musicisti abbiamo una >missione: cantare per la pace”. Così parla Noa, uno dei protagonisti di “La >forza della pace-Napoli chiama New York”, il concerto che ieri sera si è >tenuto a Napoli in piazza del Plebiscito. Mentre nel mondo si agitano >segnali di guerra, da Napoli parte un messaggio di pace in un concerto >ideato per ricordare le vittime dell’attentato dell’11 settembre alle Torri >Gemelle di New York. Musicisti italiani e internazionali hanno partecipato >allo spettacolo che Raidue trasmetterà venerdì 13 settembre alle 20,55, in >prima serata. Un appuntamento organizzato dal Gruppo Edo Spa/Primo Piano e >presentato da Paola Saluzzi. La regia del programma è affidata a Rita >Vicario. >Tra i protagonisti della serata Noa, protagonista di un toccante duetto con >Enrico Ruggeri in “Life is beautiful” e con il nuovo singolo “We”, tratto >dall’imminente album “Now”; i Dirotta su Cuba con “Welcome”; Nino D’Angelo, >Terence Trent D’Arby accompagnato da Carlo Morelli Choir Swingers in un >medley tra “Amazing Grace” e “O Divina”; Enrico Ruggeri con “Primavera a >Sarajevo”, i Cousteau con “Damn these hungry times”; Enzo Gragnaniello con >“Cumm’è” e, accompagnato da James Senese, con “Scalinatella”, un omaggio a >Roberto Murolo e Marco Fabi con “When the ground was fiery steel”. Inoltre >Eddie Davis (leader della band in cui suona Woddy Allen) suonera’ una >versione jazz di “Bella Ciao”. > >L’Ufficio Stampa

4 January 2002

Noa's concert in Napoli (Italy)

"maybe Noa and i are just dreamers, continuing this friendship, these performances together and continuing to believe that peace in the world is possible .... but you know that in the past human beings were dreaming to reach the moon, it seemed impossible ..... but they reached it ... so maybe our dream for peace will become reality.... .....maybe noa and i are just drops of water.... but you know that drops make the oceans ...."
Noa & Nabil, Napoli. Concerto dell'Epifania. 2002.


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