Anything about Israeli Singer Achinoam Nini (Noa), This blog is a continuation of the project to create Data Base about Noa's career called "Noa's Museum". (You can find information about it on www.noasite.net) All the material published on Noa's Museum is exclusively owned by the authors of the pictures, articles, websites and are used with no intention of infringement of copyrights and without any commercial purpose.
27 June 2012
Noa's concert in Napoli (Italy)
6 June 2012
Noa's concert in Napoli (Italy)
di Federico Vacalebre
NAPOLI - Quell’applauso finale, sempre più intenso, convinto, caloroso, incorona lei, Achinoam Nini, yemenita nata a Tel Aviv e cresciuta a New York, regina della canzone napoletana. Regina straniera, napoletana adottiva (a quando un passo ufficiale?), finalmente al San Carlo con le melodie di «Noapolis» e il suo canto libero, da usignolo del mediterraneo che confessa di aver vissuto, sofferto, amato, viaggiato, studiato. Già, perché è stato lungo il processo di apprendimento, scelta, interiorizzazione di un repertorio che ormai è suo quanto la «Beautiful that way» che compare immancabile nei bis. La nostalgia, la «malincunia» dell’emigrante di «Santa Lucia luntana» diventa nel suo fonema scuro e assorto canzone di esilio e diaspora, come «’A cartulina ’e Napule» parla di chi è costretto a vivere lontano da Israele o dalla Palestina: il sogno della pace, dei due stati e dei due popoli capaci di convivere, è ribadito in ogni suo discorso, in ogni sua apparizione pubblica. «Tammurriata nera» è la danza del meticciaggio etnico e culturale che ogni porto del Mediterraneo dà per scontato.
Il «Napoli Teatro Festival Italia» apre con un cocktail glocal, il più esportato dei beni culturali campani/italiani, e un’interprete d’eccezione, internazionale, ugola che sa vibrare come facevano Gilda Mignonette e Giulietta Sacco, essere cristallina come quella di Joan Baez, ma è inesorabilmente e ineludibilmente personale, originale. La scugnizza di Tel Aviv (in)canta, accompagna con gli occhi e le mani «Era de maggio» (deliziosamente contrappuntata), «Fenesta vascia», «Villanella che all’acqua vai», «Sia maledetta l’acqua». «Napule ca se ne va» è l’omaggio a Roberto Murolo, «I te vurria vasà» un cesello di tecnica che non perde nulla in potenza emotiva. Gli archi del Solis String Quartet tessono per lei arrangiamenti speciali, delicati ma non estenuati, da camera ma contemporanei, antichi ma moderni, raffinati ma essenziali, in cui la chitarra del fido Gil Dor si inserisce con gusto e precisione.
Le rare concessioni al repertorio internazionale (yemenita, israeliano e pop) di Noa sono eccezioni che confermano la regola, uno dopo l’altro i pezzi di «Noapolis» sfilano e strappano l’applauso del pubblico, dai vip attratti dal galà inaugurale (il sindaco De Magistris, il questore Merolla, il prefetto De Martino, più l’ambasciatore d’Israele Naor Gilon e una folta delegazione del suo Paese, stampa compresa, accolti dal direttore artistico Luca De Fusco e dal presidente della Fondazione Campania dei Festival, l’assessore regionale Caterina Miraglia) ai fans che seguono con fedeltà la cantante sin dalla sua prima apparizione napoletana.
«Noapolis» è città immaginaria dalle ferite risanate, miracolosamente curate dal canto di una sirena venuta da così lontano, da così vicino. «Noapolis» è metropoli capace di riconquistare, almeno nello spazio di una canzone, almeno nella cornice fatata del San Carlo, l’armonia perduta. È terra di trilli, di acuti, di bassi profondi. È una serenata sul mare, è malinconia, è appocundria, è eco d’Oriente, è voce d’Occidente. È il perfido gioco di una straniera che gioca in casa, di una viaggiatrice - e non turista - che sa guardare, ascoltare, leggere prima ancora che «suonare la voce». Ma è anche una scommessa, concessa, finora, negli anni recenti solo agli Avion Travel e a Teresa Salgueiro (anche lei con il Solis): la canzone napoletana senza casa si trova bene nel teatro più bello del mondo. Ma servono interpreti veraci, dotati e impegnati come Achinoam Nini, «Nini Kangy» si è ribattezzata lei sulle note di un’altra popolare canzone, giocando a fare la sciantosa senza malizia alcuna.
Giovedì 07 Giugno 2012 - 10:01
6 giugno 2012, Teatro di San Carlo
La celebre cantante israeliana, regina della worldmusic, omaggia la canzone napoletana d'autore per l'anteprima del Napoli Teatro Festival Italia.
La sua intensa voce ha commosso il pubblico di tutto il mondo sulle note della canzone Beautiful that Way, colonna sonora del film La Vita è Bella; il suo impegno in musica, negli ultimi anni, ha gettato le solide basi per la diffusione di un messaggio di pace capace di superare i confini geografici e far dialogare diverse culture. La cantante israeliana Noa sarà ospite al Teatro San Carlo il 6 giugno 2012, accompagnata da musicisti d'eccezione come il Solis String Quartet e il chitarrista Gil Dor per un omaggio alla canzone napoletana d'autore. Noapolis – Noa Sings Napoli questo il nome del concerto, già titolo del progetto discografico pubblicato lo scorso 28 febbraio che contempla, tra i titoli della tracklist, i brani Era de Maggio, Santa Lucia Luntana, Je te vurria vasà, le villanelle Sia maledetta l'acqua, Villanella che all'acqua vai e le trasposizioni in ebraico Nini Kangy (Lily Kangy) e Gaa' Gua (Nonna Nonna). Suggestioni mediorientali e fascino della melodia partenopea, passante attraverso il genio immortale di E.A. Mario, Di Giacomo, Murolo, Bovio, Capurro, per un concerto che condurrà lo spettatore lungo atmosfere magiche e territori senza tempo.
Teatro di San Carlo
3 March 2011
Noa's concerts in Napoli (Italy)



Noa canta Lili Kangy in ebraico
e al Sannazaro diventa «Noapolis»
La cantante di Tel Aviv presenta il suo nuovo cd
in cui traduce i classici di Di Giacomo e Bovio
Parte il tour mondiale che farà tappa anche Foggia
NAPOLI - A sentirla dalla sua voce sembra una canzone della tradizione yiddish. Dopo poche note, però, ti viene un dubbio: quella musica la conosci troppo bene. Dunque: o sei la reincarnazione di un'anima ebraica o quella è proprio Lili Kangy che nella lingua di Israele è diventata Nini Kangy (in omaggio al nome all'anagrafe della cantante).
«Chi mme piglia pe' Frangesa, chi mme piglia pe' Spagnola, ma só' nata ô Conte 'e Mola, metto 'a coppa a chi vogl'i'...». Sì ma anche «chi mi piglia pe' israeliana» visto che a regalare questa versione ancora per poco inedita è Noa che, invitata a Napoli per l’inaugurazione del parcheggio Morelli di cui sarà madrina il 3 marzo alle 21, presenterà in anteprima mondiale al teatro Sannazaro il suo nuovo album «Noapolis: Noa sings Napoli». Un bel gioco di parole che introduce a classici restituiti in una versione inedita: da «Fenesta vascia» e «Torna a Surriento» a «Era de maggio», «Santa Lucia luntana» e «Tammurriata nera».
IL CONCERTO AL SANNAZARO - Il disco è una delle proposte del «Il Giubileo per Napoli» voluto dal cardinale Crescenzio Sepe che ha l'obiettivo di veicolare un'immagine «ristrutturata» di Napoli. Noa terrà anche un concerto intitolato «Noapolis: Noa sings Napoli» (ingresso su invito, organizzato dalla Napoletana Parcheggi-Quick No Problem Parking, presieduta dall’imprenditore napoletano Massimo Vernetti) che è una promessa mantenuta dalla cantante di Tel Aviv che ora ha come modelli Di Giacomo e Bovio. Con lei sul palco ci saranno Gil Dor alla chitarra, Vincenzo Di Donna e Luigi Di Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello. Bis il 4 marzo sempre al teatro Sannazaro alle 21 (ingresso su invito).
IL TOUR E LA PRESENTAZIONE - Il live è il primo di un tour che toccherà Catanzaro (Teatro Politeama) l'8 marzo; Foggia (Teatro del Fuoco) il 9 marzo; Modena (Teatro Comunale) il 2 aprile.
La «scugnizza d’Israele» incontrerà il pubblico e firmerà le copie del suo nuovo album «Noapoli» appunto alla libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia. Presenta Federico Vacalebre.
Napoli rinasce con la musica
La cantante israeliana Noa in concerto a Napoli, al Teatro Sannazaro, ha presentato il suo ultimo lavoro discografico, contributo al rilancio della città partenopea.
03/03/2011
Napoli è bella. A volte, forse, è difficile ricordarlo. Si fa fatica anche solo immaginare che dietro le montagne scomposte di rifiuti e immondizia, vergogna d'Italia, si nasconda intatta la bellezza travolgente di una città. «I napoletani devono combattere per salvare la bellezza di Napoli», dice la cantante Noa, "la scugnizza d'Israele", profondamente legata all'Italia e alla nostra cultura. «Se io, con la musica, posso contribuire anche in minima parte a ricordare ai napoletani l'importanza della loro eredità musicale in tutto il mondo, per me sarà un grande onore». Noa ha presentato in anteprima mondiale al Teatro Sannazaro di Napoli, accompagnata da Gil Dor e Solis String Quartet, il suo nuovo lavoro discografico, Noapolis. Noa sings Napoli, nel quale la cantante di origine yemenita ripropone alcuni dei brani più famosi della tradizione partenopea, cimentandosi con il dialetto napoletano.
Anteprima mondiale a Napoli perché così Noa stessa aveva promesso a dicembre 2010, partecipando a Napoli a un "Dialogo con la città" nella Galleria Umberto I, nell'ambito del Giubileo per Napoli indetto dal cardinale Crescenzio Sepe: «Ho vissuto una bellissima esperienza alla Galleria Umberto I», ricorda Noa, «il cardinale Sepe ha organizzato un evento per parlare del ruolo e del significato della bellezza in rapporto a Napoli invitando vari studiosi e giornalisti. Anche io ho avuto l'opportunità di parlare e di cantare delle canzoni. E la reazione è stata incredibilmente entusiastica, i napoletani mi hanno accolto con grande affetto». E aggiunge: «La musica partenopea, come retaggio culturale, è importante non solo per i napoletani ma anche per me che sono israeliana-yemenita-americana e per chiunque altro nel mondo. La musica è parte della nostra vita e delle nostre città. Ricordando quando sia importante la loro eredità musicale, forse i napoletani combatteranno con più energia per salvare la loro città».
In occasione del Giubileo del 2000 Noa ha cantato in piazza san Pietro, in presenza di papa Giovanni Paolo II; ora, la cantante ha prestato la sua voce per l'Anno giubilare per Napoli, indetto per il 2011 dalla Chiesa partenopea come segno di speranza per una città che, negli ultimi anni, ha fatto parlare soprattutto in rapporto all'emergenza rifiuti e al problema della criminalità. Come ha sottolinato anche Noa, il riscatto di una città parte in primo luogo dal suo patrimonio culturale e artistico. Nell'ambito del programma giubilare, marzo è il mese dedicato alla cultura: fra le varie iniziative, molte chiese rimaste chiuse per anni vengono riaperte al pubblico e messe a disposizione della collettività.
Invitata a Napoli per l’inaugurazione del Parcheggio Morelli di cui sarà madrina d’eccezione, domani 3 marzo alle ore 21, la cantante israeliana Noa presenterà in anteprima mondiale al teatro Sannazaro il suo nuovo album “Noapolis: Noa sings Napoli”. Un contributo a una scommessa imprenditoriale napoletana per il rilancio di una metropoli che vuole tornare ad essere capitale di impresa e di arte, di bellezza, di cultura, di rispetto, ma soprattutto un evento organizzato nell’ambito de “Il Giubileo per Napoli” a cui interverrà il cardinale Crescenzio Sepe. Il concerto-evento di Noa, Gil Dor & Solis String Quartet “Noapolis: Noa sings Napoli” (ingresso su invito), è organizzato dalla Napoletana Parcheggi-Quick No Problem Parking (presieduta dall’imprenditore napoletano Massimo Vernetti), segue la promessa fatta proprio da Noa in occasione del concerto nella galleria Umberto I quando annunciò anche in presenza del cardinale Sepe che avrebbe avuto piacere nel presentare a Napoli il suo lavoro discografico. Il progetto, frutto della lunga collaborazione con il quartetto partenopeo del Solis String Quartet, non è soltanto la scommessa vincente della signora de “La vita è bella” che vuole cantare in napoletano, ma la dichiarazione d’amore per una città che sente vicina alla sua cultura.
Dai sospiri di “Fenesta vascia” ai classici più cantati come “Torna a Surriento”, Noa si immerge nella città porosa cantando l’amore struggente di “Era de maggio”, immedesimandosi nella nostalgia degli emigranti di “Santa Lucia luntana” fino a danzare la sua “Tammurriata nera”. La cantante di Tel Aviv, darà sfoggio della lezione imparata da Di Giacomo e Bovio, per regalare poi la sua versione di “Lilì Kangy” che in ebraico diventa Nini – in omaggio al suo nome all’anagrafe – e tradurre anche “Nonna nonna”, tenera ed antica ninna nanna. Ad accompagnare la “scugnizza d’Israele” nella città di Noapolis saranno Gil Dor alla chitarra, Vincenzo Di Donna e Luigi Di Maio ai violini, Gerardo Morrone alla viola e Antonio Di Francia al violoncello. Il concerto sarà bissato il 4 marzo sempre al teatro Sannazaro alle ore 21 (ingresso su invito). Dalla città partenopea avrà inizio il tour che toccherà le città di: Catanzaro (Teatro Politeama) – 8 marzo; Foggia(Teatro del Fuoco) – 9 marzo; Modena (Teatro Comunale) – 2 aprile.
3 July 2007
18 September 2006
Noa recieves the Carosone Award (Italy)
La serata del Premio Carosone 2006, andrà in onda su Rai International sabato 23 settembre ’06. Gli orari della messa in onda propongono il ‘concertone carosoniano’ alle 22.30 nelle Americhe ed in Europa ed alle 23.00 in Asia ed Oceania, con repliche poi nelle prime ore del mattino seguente. 'La trasmissione satellitare – commenta il direttore artistico Federico Vacalebre – per il secondo anno proporrà ai telespettatori di tutto il mondo il nostro lavoro che diffonde il ‘carosuono’, ovvero l'elogio della canzone contaminata e ironica, realizzato dal vivo all’Arena Flegrea di Napoli, lo scorso 18 settembre, insieme ad una nutrita schiera di ‘eredi’, veraci e non del grande ‘americano di Napoli’. Nelle immagini dirette dalla regista Paola Ferazzoli, introdotti da Marco Baldini, Mariaelena Fabi e Gianni Simioli, sarà possibile (ri)vedere la versione della famosa ‘Caravan Petrol’ di Enzo Avitabile con i Bottari di Portico. Nelle sequenze successive si alterneranno in scena il pianista Giovanni Allevi, con le sue dediche al ‘pianofortissimo Carosone’, l'eleganza e la verve di Catherine Ringer con la sua ‘Maruzzella’, con ‘Tout fonctionne a l'italiano’ (versione francese di ‘Tu vuò fa l’americano’ tradotta e incisa da Boris Vian) cantata in coppia con Mauro Gioia, con la direzione e gli arrangiamenti del maestro Tonino Esposito, e con l’inedita versione di ‘O sarracino’ che ha preso il titolo di ‘Tu m’assassines’. Nello speciale televisivo spazio anche ai Pennelli di Vermeer (in ‘Torero’), Giorgio Conte con la spiritosa ‘O russo e a rossa’, la divertente parodia della sceneggiata con Lino D’Angiò, ed ancora l’originale ‘Tu vuò fa l’americano’ riarrangiata a cappella dagli Alti e bassi. Le immagini restituiranno anche la ‘standing ovation’ riservata dai cinquemila spettatori presenti all’Arena Flegrea all’esibizione di Noa che, accompagnata dai Solis String Quartet, ha proposto in omaggio alla canzone napoletana, un’impeccabile interpretazione dei classici ‘A cartolina ‘e Napule’ e ‘Tammurriata nera’. Il concerto per Carosone, promosso dalla Regione Campania, Comune di Napoli e Provincia di Napoli, in collaborazione con Mostra d’Oltremare ed Ente Provinciale per il Turismo di Napoli, per l'organizzazione della Chiara Sun Music, si avvia alla conclusione con l’esibizione dei Folkabbestia (con ‘Tre numeri al lotto’ e ‘Amara terra mia’, in omaggio a Domenico Modugno) e con le parodie di Checco Zalone (che propone anche il suo tormentone estivo ‘Siamo una squadra fortissimi’). La trasmissione si conclude con Peppino Gagliardi, a sorpresa premio Carosone alla carriera, e Giuliano Palma con i Bluebeaters per un'esibizione capace di scatenare letteralmente il pubblico, tutto in piedi a ballare sulle note di ‘Messico e nuvole’, prima di salutare e dare appuntamento all'anno prossimo.
6 July 2006
Noa visits the Roberto Murolo Foundation, Napoli (Italy)
2 June 2005
Noa guest of Massimo Ranieri's concert in Napoli (Italy)
MASSIMO RANIERI, Uno splendido spettacolo per la prima delle due serate di "Accussì grande". In scena con Ranieri musicisti superbi, dieci ballerini, l'usignolo Noa.
Già regista dell’Elisir d’amore, Massimo Ranieri torna al San Carlo, concesso prima di lui solo a Claudio Baglioni, per “Accussì grande”. Autore, con Gualtiero Peirce, regista e protagonista dello spettacolo, che prende il nome dal suo terzo album-capitolo di un’antologia napoletana (dopo “Oggi e dimane” e “Nun è acqua”), si avvale anche per quest’altra perla della collaborazione dei preziosi Mauro Pagani e Mauro Di Domenico. Firma le coreografie Franco Miseria, le luci Franco Ferrari, i costumi stile varietà sono di Coveri. Il concerto-evento, che ha visto il tutto esaurito per le due serate, è promosso dalla Provincia di Napoli: “il ricavato della prima serata – spiega il presidente Dino Di Palma – ci permetterà di finanziare una mensa di solidarietà nell’area orientale della città”; la seconda serata è dedicata alla popolazione ultra sessantacinquenne, alla quale sono stati riservati gran parte dei biglietti.
Lo spettacolo, lungo excursus nella canzone napoletana, propone anche i successi italiani dell’ex scugnizzo di Santa Lucia che ricorda in conferenza come al San Carlo, poco più che bambino, portava il caffè agli orchestrali. Sembra che il tempo non sia trascorso, e lui non dimentica gli esordi. Guarda caso, in “Accussì grande” Ranieri racconta in musica la storia di Gianni, un bambino di otto anni (Emanuele D’Angelo), la stessa età del suo debutto, in un continuo rimando di flash back e presente. “Il bambino è un figlio del mondo, sfruttato. A Napoli l’abbiamo sempre avuto il lavoro minorile…”. “Lo spettacolo è di prosa, e in scena ci sono dieci ballerini scelti da Miseria, e sei musicisti: le canzoni rappresentano il collante tra una scena e l’altra. Mi inorgoglisce essere al San Carlo, dove torno con la mia veste più consona; è per me la realizzazione di un sogno che coltivavo da tutta una vita”. “La nova gelosia” e “Dicitincello vuje”, “Tu sì na cosa grande” e “Torero”, “Te vojo bene assaje” e “Pigliate ‘na pastiglia”, passando per “Catarì”, per l’artista capolavoro di S.Di Giacomo/P.M.Costa. “Come ho scelto le canzoni? Mettendole in gola. Ha ragione Mauro Pagani quando afferma che con questi capolavori, dei quali io sono figlio, si deve lavorare per sottrazione, senza aggiungere”. “Tutto si regge su Di Giacomo e Viviani: sono il cemento armato della canzone napoletana, senza nulla togliere agli altri autori”. E “Dicitincello vuje” la canta in coppia con Noa, ospite dell’album. Spiega l’artista israeliana, capace di cesellare canzoni difficili come “Santa Lucia”, che ha tradotto lei stessa la canzone, maschile. "Canzoni napoletane, arabe, ebraiche, canzoni mediterranee hanno la stessa sonorità; la canzone napoletana ha un’incredibile melodia. Ho avuto l’onore di cantare “Torna a Surriento”, “Santa Lucia”, la mia preferita”, dice l’artista innamorata di Napoli che ne contraccambia l’affetto. “Avrei voluto invitare anche Nino D’Angelo, che ho conosciuto in occasione della trasmissione per Canale5, è assai tomo, è 'nu bello napulitano - spiega Ranieri che cita tutti i “grandi”: Mario (Merola) è un’altra fetta di Napoli, io un’altra, Murolo e Bruni sono un quarto dell’intera torta!…”. E il pubblico ritrova, oltre ai classici con arrangiamenti moderni, mediterranei, “Erba di casa mia”, “Se bruciasse la città”, “Da bambino”, “Ci vuole un fiore”, “Via del conservatorio”. ProssimI appuntamenti con Ranieri, per chi l’avesse perso al San Carlo, i concerti del 29 giugno all’Arena Flegrea e in autunno al teatro Augusteo. Maresa Galli.© www.ilbrigante.com |
7 March 2005
Noa's concert in Napoli (Italy)
17 April 2003
Noa's concert in Napoli (Italy)
April 17th - Napoli, Italy/Teatro Augusteo
www.teatroaugusteo.com
P.tta Duca D'Aosta 263.
Napoli.
Phone: 081 414243 - 406698
6 January 2003
Noa guest of the Solis String Quartet in Napoli (Italy)
11 September 2002
Noa's performance in Napoli (Italy)
4 January 2002
Noa's concert in Napoli (Italy)
"maybe Noa and i are just dreamers, continuing this friendship, these performances together and continuing to believe that peace in the world is possible .... but you know that in the past human beings were dreaming to reach the moon, it seemed impossible ..... but they reached it ... so maybe our dream for peace will become reality.... .....maybe noa and i are just drops of water.... but you know that drops make the oceans ...." Noa & Nabil, Napoli. Concerto dell'Epifania. 2002. |




























